Piuttosto che una rete di computer, Internet è una forma specifica di comunicazione, molto più complessa e culturalmente determinata della mera base tecnologica che la rende possibile. La forma ipertestuale, favorisce i processi di ibridazione e l’inclusione l’una nell’altra di componenti comuincative funzionalmente diverse. Ciò che distingue l forma ipertestuale è innanzi tutto la libertà con cui i componenti del testo (nodi) possono essere fruiti da parte del lettore. E’ facile riconoscere l’importanza che assumono i collegamenti e le virtualità di connession e di passaggio che questi offrono all’interno dei contenuti testuali. Ne deriva che particolare importanza assumono le indicazioni di tipo metatestuale. L’ipertesto può essere addirittura concepito come un grande meta-testo, un grande contenitore all’interno del quale si collocano più o meno numerosi micro-testi. Ciò che viene collegato sono modi profondamente diversi di pensare la comunicazione, colleghiamo tra loro più media, dando vita alla multimedialità in senso proprio. Le diverse logiche di strutturazione possibili conducono a una percezione molto diversa della struttura e dei temi di un ipertesto: in certi casi il lettore può navigare in modo libero, in altri le variazioni del tragitto sono superficiali e nascondonouna struttura portante che mantiene funzionalità tipiche dell’organizzazione lineare o gerarchica. La forma ipertestuale induce ad una percezione fortemente specializzata della sua struttura e contenuti. Ciò comporta una trasformazione nel rapporto tra testo e fruitori, collocati non più in una posizione frontale, bensì in una posizione più interna.
Anche nell’ipertesto ci sono percorsi di lettura predisposti e, di solito, segnalati dall’autore. Quest’ultimo organizza il teso come un insieme di virtualità di percorsi attivabili, ma non è in grado di prevedere il tragitto che sarà effettivamente compiuto nel corso di ogni atto di lettura. Un testo sequenziale invece può guidare anche con una certa risolutezza il suo “lettore empirico”, sollecitandolo ad adeguarsi al “lettore modello” che esso prevede.
Sono state riconosciute nell’ipertesto importanti affinità con quanto sostenuto dai teorici di una testualità aperta, che non predetermina i percorsi del lettore. Roland Barthes, 25 anni prima di Internet, considerava i testi letterariin termini di reti a percorsi multipli, formati da porzioni dette lessìe, legate tra loro da molteplici principi di connessione.
Un punto di grande interesse riguarda la trasformazione dell’autore, che le nuove tecniche di scrittura tendonno a rendere sempre meno riducibile all’idea tradizionale di un individuo che agisce sulla base di un suo pieno progetto personale. La forma ipertestuale favorisce varie modalità di collaborazione autoriale. L’ipertesto favorisce l’affermarsi dell’idea di un soggetto collettivo, che si manifesta tramite la produzione di un’infinità di frammenti che compongono un disegno globale, di cui nessuno detiene realmente il controllo.
Si torna così all’idea della cultura organizzata come una rete di testi, in cui il valore di ogni elemento componente può essere colto solo se si tiene conto della relazione con altri all’interno della rete testuale complessiva.
Su Internet l’intrecciarsi dialogico fra le diverse fonti e l’inclusione di una porzione di testo in un’altra, si uniscono alla perenne trasformabilità dei contenuti testuali. Queste sono tutte caratteristiche tipiche della comunicazione orale.
Siamo di fronte a nuove forme di enunciazione che travalicano l’opposizione semplice tra individuale e collettivo. Siamo di fronte allo sviluppo di nuove forme di socielità, che modificano profondamente i rapporti abituali tra privato e pubblico.
La rete telematica recupera una dimensione di socializzazione tra individui culturalmente affini che si era andata perdento nell’epoca della rivoluzione urbana, a causa della tendenza di quest’ultima ad ammassare le persone senza tenere conto delle specificità culturali.
La de-materializzazione degli oggetti (per cui la funzionalità concreta lascia spazio al valore del loro significato) ha il suo parallelo in questa de-materializzazione dei soggetti e in questa nuova fluidità delle produzioni discorsive.
fonte [titolo mio]





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