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Il fertile cazzeggio di Twitter

Vi ricordate quando durante le ultime elezioni italiane mentre Vespa diceva menate nel suo salotto, ci si “incontrava” nel nostro personale salottino per portare avanti una discussione parallela? Di fatto stavamo vivendo una delle prime esperienza “double screen 2.0″. Successe la stessa cosa durante la diretta americana del Super Tuesday. Quella volta con l’aiuto di Google Maps, riuscimmo a localizzare geograficamente i Tweet con risultati emozionanti (qui un mio video di quel momento), aprendo di fatto ad una serie di eventuali implicazioni sociali, ma soprattutto mediali fino ad allora inesplorate.

Ricordo che quel 6 febbraio mi emozionai soprattutto quando realizzai l’innovazione, ma soprattutto la vastita degli orizzonti di comunicazione che si stavano aprendo di fronte a noi.

Qualche mese dopo Darren Waters (technology editor del BBC website), scrisse un articolo in cui descrisse come l’accostamento di Twitter alla TV produca un “informed viewing” completo, ma la sua affermazione fu presa più in considerazione delle nostre e noi ci dimenticammo dell’accaduto.

Oggi ho la fortuna di lavorare in un posto in cui l’innovazione è il pane quotidiano e in cui il piatto della bilancia non pende né dal lato del mainstream, né da quello della coda lunga: è in un perfetto stato di bilanciamento.

Quello che stiamo cercando di fare in Current è integrare Twitter (o meglio la sua logica da everywhere messaging perfettamente integrata con il cellulare e gli sms) con la TV. Perchè Twitter? Twitter è perfetto perchè è semplice. Semplice, manegevole ed adattabile a bisogni e usi diversi, dal microblogging alle segnalazioni, all’istant messaging in formato più o meno pubblico, ad uno strumento di social networking e microcommunity, ad un semplice e leggero indicatore di presenza, ad un somewhat-casting (nè narrow nè broad).

Parliamo quindi dell’abbandono dell’IM a favore all’EM.

Iniziamo questo esperimento con i dibattiti McCain/Obama, e rispettivi candidati vicepresidenti che verranno ripresi dalla ABC.

Current utilizzerà ritrasmettendolo in tempo reale il feed LIVE di ABC aggiungendo quello che da sempre è il pezzo mancante (soprattutto quando si parla di politica): la voce della gente. [..]

Nonostante sia tutto in lingua inglese, dai dibattiti ai Tweet (che dovranno per forza essere in lingua), ho deciso di ritrasmettere per tutti gli appassionati di politica e di nuova televisione questo fantastico esperimento anche su Current TV Italia (130 SKY). Questi gli appuntamenti:

  • Presidential Debate #1 – Friday, Sept. 26
  • Vice Presidential Debate – Thursday, Oct. 2
  • Presidential Debate #2 – Tuesday, Oct. 7
  • Presidential Debate #3 – Wednesday, Oct. 15

Sarà tutto in diretta e quindi chi vorrà esserci dovrà rimanere sveglio ben oltre la mezza notte, ma credo che il contenuto e, finalmente, la possibilità di partecipare valgano ampiamente lo sforzo. [ via Tommaso ]

E’ un primo esperimento. Ne arriveranno altri a cui verranno aggiunti sempre più livelli di coplessità fino a quando si riuscirà a costruire un media unico e nuovo, un mix equilibrato di live broadcasting e narrowcasting, ma che nello stesso tempo ha logiche che non appartengono né ad uno né all’altro.

Current già rappresenta in parte tutto questo, ma lo fa in maniera estemporanea. Con l’introduzione delle dirette per la prima volta in Italia (siamo il secondo canale di sky in quanto a numero di ore: ben 6 ore di Live), l’approccio mediale cambia profondamente.

Il primo appuntamento è Venerdì 26 settembre su Current e su Twitter. Maggiori info qui.

La cosa emozionante è che l’Italia sarà la prima a farlo e presto ve ne renderete conto, così, una volta tanto, non arriverà il primo anglofono di turno a vantare primati che non gli appartengono.

p.s.

(il titolo non è un idea mia, ma non potevo che usare questo. :) )

Make Current

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Microblogging for Dummies

Con il tempo, le applicazioni pensate e create inizialmente per il Web si sono diffuse anche su dispositivi mobili, che nel frattempo hanno subito una radicale trasformazione sia nel software che nella capacità connettiva. Si è concretizzato il sogno di Howard Rheingold di essere “Always On” e quindi le applicazioni si stanno adattando anche all’utilizzo mobile. Una delle applicazioni che per prima ha sfruttato questa possibilità, riscuotendo un enorme successo è Twitter.

Si tratta di una piattaforma di microblogging creata da Evan Williams di Odeo. Un blog minimale quindi contenete solo il messaggio e che è stato pensato per segnalare alla propria lista di amici cosa si sta facendo o cosa si sta per fare, dove si è o dove ci si stia recando.
Questo messaggio di status viene segnalato ai nostri contatti, o per meglio dire a quelli che ci hanno aggiunto come contatto, attraverso il sito di Twitter, istant messenger o via SMS. La visualizzazione dei messaggi avviene attraverso diversi canali: Web, Istant Messanger, SMS o attraverso il badge che si può inserire sul proprio sito Web e che indica gli ultimi aggiornamenti. C’è un limite però nell’utilizzo di Twitter: il numero di caratteri a disposizione. I messaggi che si lasciano infatti, non devono superare i 140 caratteri, dando vita ad un tipo di comunicazione molto simile a quella degli SMS.
Il micropost di Twitter è quindi a tutti gli effetti crossmediale e deve far fronte alle differenze tra le fruizioni. Il messaggio non è infatti univoco e può essere influenzato anche dal mezzo stesso. Ne è un esempio l’instant messaging che, per deformazione e per semplicità intrinseca, favorisce l’invio di messaggi in modo frequente.

Al contrario i micropost composti via cellulare saranno più ragionati e più completi. Questo crea dei problemi soprattutto dal punto di vista di chi legge i micropost via Web o via SMS: la natura di un messaggio cambia dalla fase di scrittura a quella di lettura ponendo dei limiti di conversazione. La crossmedialità apre le porte anche a una molteplicità di contenuti che vanno dall’aggiornamento in tempo reale all’intrattenimento, dall’informazione alla pubblica piazza.

Twitter è sicuramente il “Re” indiscusso delle piattaforme di microblogging e vanta una comunità enorme sparsa in tutto il mondo. Google, come al solito, ha cercato di fare qualcosa per accaparrarsi questa fetta di mercato e il 9 ottobre 2007 ha acquistato Jaiku, una piattaforma di microblogging nata nel febbraio 2006 in grado di offrire alcune funzioni in più.
La differenza sostanziale con Twitter è la possibilità di commentare i post altrui quindi di tenere traccia delle conversazioni, ma Twitter sembra dominare ancora la scena.

Si sta affacciando in maniera aggressiva (come spesso accade), una piattaforma più simile a Jaiku che a Twitter, ma che risulta più complicata e che richiede più conoscenza pregressa da parte di chi lo usa. Un ibrido tra un aggregatore e una piattaforma di blogging. Questa piattaforma si chiama FriendFeed ed è stata creata da un ex dipendente di Google. In questo caso sono in pieno accordo con Sergio.

Personalmente ritengo che Twitter rimanga ancora la migliore piattaforma del genere e che continui ad avere così tanto successo proprio per via della sua semplicità ed immediatezza. Molto spesso si cerca di aggiungere funzionalità, ma si perde in usabilità.

Il grosso problema di queste piattaforme è il modello di business che, a distanza di tre anni dalla loro nascita, non è ancora ben definito. La pubblicità è sicuramente una delle soluzioni, ma si sta cercando di capire come adattarla al mezzo.

Make Current

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Super Tuesday


TwittMap from estragon on Vimeo.

Avrei voluto velocizzarlo, ma iMovie non ha questa funzione (unica pecca di un programma sufficientemente completo). Appena recupeo Final Cut Pro ci provo.

Make Current

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