A Matera ormai regna la rassegnazione. Probabilmente i passeggeri lucani continueranno ad aspettare a lungo, ma mentre qualcuno approfitta dei vari ponti creati e mai utilizzati, per fare bunging jumping, sarebbe un’ ottima cosa se si riuscisse a sfruttare il pecorso abbandonato della ferrovia per creare un ulteriore occasione di sviluppo turistico. A Matera sarebbe ideale considerato che la “ferrovia” parte dalla città ed attraversa diversi parchi e luoghi tanto importanti quanto in secondo piano (come la cripta del peccato originale) in un contesto naturalistico unico. Perchè non prendere spunto da chi già c’è chi lo fa?
Leggete di seguito:
Grazie al recupero dei vecchi tragitti ferroviari, oggi dismessi, è possibile riscoprire la bellezza dei nostri paesaggi. Serve solo una bici!
“Un trenino che va pianissimo, fa pùffete-pùffete e sparge fra i viaggiatori uno fummo buonissimo”. Così Carlo Emilio Gadda descriveva ironicamente il collegamento ferroviario Como-Varese, linea della rete delle Ferrovie Nord. Era in funzione dal 1885, periodo in cui i trasporti locali su ferro, soprattutto nel nord Italia, erano nel loro periodo di massima espansione. Nel 1966 la linea venne però abbandonata, e piano piano cadde nel dimenticatoio. La storia di questa ferrovia è pressappoco la stessa di altri 5.000 km di binari attualmente dimenticati nel nostro Paese, e che di giorno in giorno vedono aumentare il loro numero con la costruzione di rettifiche o varianti di percorso. La scelta come ben si sa, è quella di concentrare le tratte e di puntare sulle linee ad alta velocità.
Oggi in tanti casi è però possibile ripercorrere a piedi o in bicicletta l’itinerario di tante vecchie linee, su strade per lo più sterrate ma ben percorribili, riscoprendo accanto ai vecchi binari le bellezze del paesaggio. Questo grazie ad un’iniziativa dell’Associazione Italiana Greenways e di Co.Mo.Do.
L’AIG si occupa della realizzazione e della gestione di un “sistema di territori lineari tra loro connessi che sono protetti, gestiti e sviluppati in modo da ottenere benefici di tipo ecologico, ricreativo e storico-culturale”. Le Greenways sono un sistema di percorsi ricavati sia nella natura che in aree urbanizzate, dedicati a camminare o andare in bici e a cavallo, pensati per avvicinare le persone al territorio che le circonda.
Co.Mo.Do, Confederazione Mobilità Dolce, invece riunisce varie associazioni che si occupano di tempo libero e mobilità alternativa, formando un tavolo di discussione e proposte sulla mobilità dolce, per lo più pedonale e ciclabile, ma anche su tempo libero, turismo e attività all’aria aperta con mezzi e forme ecocompatibili. Co.Mo.Do vuole promuovere il recupero delle infrastrutture territoriali dismesse (ferrovie, strade, percorsi storici), per far sì che diventino percorsi alternativi alla mobilità ordinaria, sicuri perché lontani dal traffico, puliti perché non aperti a mezzi motorizzati e integrati con il trasporto pubblico.Nella promozione di una rete nazionale di mobilità dolce rientra il progetto Ferrovie Dimenticate per il recupero delle infrastrutture ferroviarie dimesse e dimenticate. Fin dagli anni ‘50 l’abbandono della ferrovia ha seguito di pari passo la diffusione dell’automobile, che ha portato ad avere oggi solo in Italia circa 5000 km di binari abbandonati. Sul sito ferrovie abbandonate c’è un database in continuo aggiornamento che ne racconta la storia, lo stato attuale e gli eventuali progetti di recupero.
I tracciati che collegavano città e paesini in tutto il territorio nazionale sono un enorme patrimonio lasciato in balia del tempo: opere quali ponti, gallerie e stazioni, valenti da un punto di vista ingegneristico e architettonico e molto spesso collocati in punti paesaggisticamente pregevoli.
La tutela e il recupero di questo patrimonio ha due differenti vie di realizzazione. Da una parte la trasformazione di alcuni tracciati in percorsi pedonali e ciclabili (le cosiddette ex ferrovie ri-ciclabili), immersi nella natura e lontani dal traffico cittadino. Dall’altra, mettendo da parte l’idea che il treno sia solo per pendolari o ad alta velocità, il ripristino di ferrovie a fini turistici per riscoprire paesi e territori ora marginali ma in zone d’Italia tra le più belle e caratteristiche quando non addirittura in Parchi o Riserve Naturali.Sulla scia di quanto già avvenuto con successo in altri paesi europei, quali Inghilterra, Francia, Belgio e Spagna, il progetto di valorizzazione delle ferrovie in disuso e la creazione di una rete di mobilità dolce costituiscono attualmente anche un progetto di legge presentato in Parlamento nel febbraio dello scorso anno.
Esistono già molti percorsi resi usufruibili, spesso molto vicini alle nostre città e facilmente raggiungibili, grazie a cui si può riscoprire e valorizzare il territorio e fruirne in maniera diretta avvicinandosi all’ambiente e al paesaggio che ci circonda.
Per scoprire dove in Italia: Progetto Greenways Italia
Per scoprire dove all’Estero: Associazione Greenways Onlusfonte: http://www.yeslife.it






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