Pochi sanno che Henri Cartier-Bresson, il famoso fotografo francese ha fatto ben due viaggi in Lucania: il primo nel 1951-52, il secondo vent’ anni dopo.
Molti miei concittadini hanno sicuramente ben presente alcuni dei suoi scatti, segno indelebile di un passato non così remoto che accompagna il nostro essere orgogliosamente lucani. Cartier-Bresson ha vissuto, osservato e impresso per sempre, quello che molti ricordano essere il periodo più tumultuoso della recente storia lucana, quello delle agitazioni contadine per l’assegnazione dei latifondi, lo stesso che anticiperà la rivoluzione del modernismo consumista che inevitabilmente invaderà, anche se più tardi, queste terre lontane dal mondo. E’ proprio qui che Cartier-Bresson coglie il grande contrasto sociale, culturale e generazionale che ha investito questa terra da metà del ‘900 in poi.
Terra di contrasti affascinanti, di orgoglio contadino e paradossi spesso esaltati dalle vicende storiche:
Era un giorno dell’ estate 1952 e il sole alto sullo zenith di Scanzano, un centro agricolo del Materano, faceva la piana ampia e tersa; una grande folla ondeggiava fra bandiere e cartelli davanti a un palco. Lì, attorniato da burocrati e carabinieri, Amintore Fanfani assegnava le terre dei latifondi divisi. La Leika di Cartier Bresson ha fissato, di quella cerimonia, un’ immagine curiosa: un nuovo assegnatario saluta il ministro democristiano, dispensatore di poderi, con la destra alzata, romanamente. Come dire, parafrasando il titolo del libro di Carlo Levi, anche la storia s’ era fermata a Eboli.
Ma cosa trovò di particolare in Lucania Cartier Bresson?
Lo racconta Mario Quesada in un articolo su Repubblica del 15 settembre 1990:
Una città come Matera, corrosa dal vento e dal sole, fatta di piccole case di antri e d’ improvvisi campanili barocchi. La città dei Sassi, dove Giovanni Pascoli aveva abitato felice ma pensoso, ricordandola poi con un velo di poesia e di malinconia, non era cambiata nei primi cinquant’ anni di questo secolo e nelle fotografie ora pubblicate appare simile ad un castello di sabbia gocciolata dalle dita di un bambino sulla riva del mare. Tuttavia, negli scugnizzi, nei vecchi vestiti di nero, nei panni stesi alle canne tra i vicoli malsani s’ avverte qualcosa d’ irrisolvibile, di definitivamente depauperato. La tragedia rende immobili i volti che guardano l’ obiettivo come antefisse etrusche, contrapponendo al destino soltanto rassegnazione. Spesso l’ ha detto lo stesso autore il caso portava la macchina fotografica su scene involontariamente comiche come quella del saluto fascista o l’ altra in cui un vecchio accigliato e impietrito sta vicino a un’ edicola con bene in vista Grand Hotel, Bolero Film, Novella, Eva, cioè la più discutibile stampa d’ evasione. Nel 1972-73, al secondo viaggio, quando per la scoperta del metano nella valle del Basento la regione sperava nel decollo, Cartier Bresson fotografa la convivenza dei vecchi comportamenti con le nuove mode e con il consumismo che, s’ intuisce dal reportage, porterà con sé effetti devastanti. Le immagini più belle ed agghiaccianti di questo gruppo sono quelle con grandi e piccoli uomini politici intenti a distribuire favori con sulle facce la smorfia del potere.
Un segno indelebile di quel passato in grado di modellare in maniera così netta e distinta le sorti un popolo. Una segno in grado di descrivere come pochi altri sono riusciti a fare, il passato umile e fiero della mia terra, ma anche lo speciale sentimento della condizione umana, rimasta attardata nel trascorrere del tempo. Un viaggio per Matera guidato dalla suggestione prodotta dall’amicizia con Carlo Levi e con il poeta Rocco Scotellaro, immerso nella severa capitale culturale e morale della Lucania e nei paesi attorno che hanno nomi di antichi eremitaggi: Aliano, Craco, Pisticci, Stigliano, Rionero. Tutto vissuto e raccontato attraverso l’obiettivo indulgente e sincero di un maestro di questa imperitura arte dell’immagine.
Sul sito della Magnum Photos è possibile vedere alcuni degli scatti del fotografo francese e non solo.
Questa invece è la raccolta fotografica che ripercorre il viaggio di Henri Cartier-Bresson.
This entry was written by , posted on 16 June 2009 at 1:59 pm, filed under Lucania, fotografia and tagged basilicata, carlo levi, fotografia, Henri Cartier-Bresson, Lucania, matera, reportage fotografico, rocco scotellaro. Leave a comment or view the discussion at the permalink and follow any comments with the RSS feed for this post.
Per via del poco tempo a disposizione e dei problemi tecnici del blog (che sono tutt’ora in via di definizione), non ho potutto scrivere nulla a proposito del Materacamp.
In realtà non saprei neanche cosa scrivere visto che è già sulla bocca di tutti (turchi compresi). E’ inutile che vi dica che in concomitanza con il Camp si terrà il raduno nazionale dei Venditori Powersellers di eBay, così come è inutile che vi parli dell’enorme sforzo che anche quest’anno l’organizzazione ci sta mettendo.
Io sono fuori, nel senso che non potrò essere fisicamente lì quel giorno e non ho potuto aiutare nell’organizzazione. Questo da una parte mi rattrista, dall’altra mi fa molto contento.
Inutile parlarvi dell’importanza di avere un evento sui temi della tecnologia come mezzo per veicolare lo sviluppo economico proprio in quella città, in quelle zone d’Italia che molti pare si siano dimenticati.
A distanza di tre anni dal primo Camp materano, primo del sud, primo in consesi e primo in passione dedicataci ( per mille motivi che non vi sto qui ad elencare ) si è riusciti in quella cittadina dispersa tra le distese di roccia bruciata e campi di grano, a mettere in piedi qualcosa di cui la città inizia a sentire il bisogno e, come è giusto che sia, ogni anno si riesce ad ottenere sempre più successo e riconoscimenti.
Questo per me si chiama successo. Della città inannzitutto e poi degli organizzatori dei tre Camp. Io sono molto orgoglioso di questo e lo dovrebbero essere tutti quelli che con me e dopo di me si sono prodigati affinchè si arrivasse a tanto. In fondo per me questa missione è “terminata” già da un po’. La definitiva conferma del successo di riscontri che continua ad avere il materacamp non può che farmi pensare che con o senza di me un filone di eventi di successo è stato avviato. I miei obiettivi ora sono altri. Ho in mente altre cose per la mia città, magari più grandi e capaci di dare finalmente il giusto riconoscimento ad una perla di estremo valore che il cuore del centro sud italia custodisce silenzioso da millenni.
This entry was written by , posted on 22 April 2009 at 9:09 am, filed under segnalazioni and tagged barcamp, eventi a matera, matera, materacamp. Leave a comment or view the discussion at the permalink and follow any comments with the RSS feed for this post.
Mio padre mi segnala un suo album su Flickr in cui ha raccolto vecchie foto di manifestazioni degli anni ‘70 a Matera. Ho trovato i messaggi sui quei cartelli di un’attualità impressionante.
This entry was written by , posted on 26 March 2009 at 11:24 am, filed under photo, segnalazioni and tagged anni 70, attualità, cgl, manifestazioni, matera, memoria, sindacati. Leave a comment or view the discussion at the permalink and follow any comments with the RSS feed for this post.
comments