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iPhone in Italia con TIM

La “telenovela” sull’arrivo di iPhone in Italia sembra ormai al termine (speriamo). Per voce della stessa TIM, i sospetti dei mesi precedenti, sono stati confermati. L’iPhone arriverà in Italia con TIM.

Ieri a Roma vi è stata la firma del contratto da parte di Apple e di TIM. Era presente l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè. Non abbiamo nessuna notizia ufficiale di data e prezzo ma vi è la conferma della firma del contratto.

Da alcune voci sembra che Apple sia riuscita ad ottenere un accordo piuttosto vantaggioso. Sia come percentuali di guadagno sia per i diritti commerciali. Ora non resta che attendere il comunicato ufficiale di Apple.

Probabilmente, in occasione del lancio dell’SDK, Apple comunicherà i nomi dei nuovi paesi in cui arriverà l’iPhone. Probabilmente il prossimo lotto vedrà oltre all’Italia, l’Irlanda e l’Austria. Questi ultimi due paesi sono stati confermati dagli amministratori di O2 (Irlanda) e T-Mobile (Austria).

Stranamente, nel firmware non compare nessun logo per Spagna e Svizzera. Negli ultimi mesi, entrambi i paesi, erano dati per certi. Ma siamo nel campo delle voci e solo in presenza di un comunicato da parte di Apple potremo sapere i dettagli.

È possibile che la conclusione dei contratti porti ad una commercializzazione entro l’Estate, probabilmente a Giugno: un anno dopo l’uscita dell’iPhone.

fonte: OneApple

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There’s something in the air

“There’s something in the air”. Non si tratta solo del motto dell’evento Apple di martedì prossimo, ma più in generale di una sensazione che sento a pelle da un po’. Nel “nostro mondo” sta per succedere qualcosa o magari sta già accadendo.

E’ infatti da un pezzo che non si sente parlare di novità davvero eclatanti da queste parti. Da un po’ di tempo si sentono sempre le solite cose. Novità che poi in realtà non sono novità, piccoli ritocchi a tecnologie magari datate, ‘mode’ dagli effetti sociali conosciuti e ormai assodati. Insomma c’è una calma piatta. Questo però non è un male, anzi. Chi studia economia finanziaria, sa bene che quando i mercati sono fermi spesso significa che ci si sta preparando a nuovi investimenti, a nuove uscite. Nella storia del Web, nel mercato dei PC e sull’ HiTech in genere è sempre stato così: i periodi un po’ piatti preludevano qualcosa di grande e nuovo. Quello che penso è che in effetti ci sia qualcosa di nuovo in arrivo che probabilmente modificherà ancora i gusti e le tendenze del mercato o le modalità di interazione sociale mediante strumenti informatici.

Il CES appena concluso non ha portato grandi novità, ma qualche segno sta arrivando da altre parti. Il computerino Asus infatti, non è che il pioniere di una serie di prodotti simili in arrivo sul mercato quest’anno. Qualcuno dice che Apple presenterà proprio un prodotto simile il prossimo martedì. Certo è che la guerra al Laptop economico è appena iniziata (vedi caso OLPC).

Non è un caso che Mary Lou Jepsen, ex-chief technology officer di One Laptop per Child abbia partorito il Pixel Qi. L’obiettivo della sua nuova società? Realizzare un portatile a basso costo che non superi i 100 dollari, fissando il prezzo ideale sui 75 dollari.

Credo comunque che la maggior parte delle novità arriveranno dal mondo della televisione che si scinderà con i video contenuti del Web, anche se a quanto pare si deve ancora capire bene con quali modalità.

Come accade ormai da qualche anno, il Macworld di San Francisco indicherà la strada. Da queste parti si aspetta un po’ ansiosi di vedere cosa accadrà. Nel frattempo si sprecano i rumors.

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Tribunali e moratorie

Riprendo quasi per intero un post di melablog per spiegare bene ciò che sta succedendo attorno alla Apple.

La primavera del 2006 fu scossa da una dura reazione di Apple contro le fughe di notizie e il diffondersi dei rumors ripresi dalle maggiori testate del campo.

Addirittura pare che a Cupertino fu preparata una notizia “civetta” (il famigerato Asteroid, remember?) in modo da portare alla luce le talpe. Seguirono azioni legali, con risultati non entusiasmanti per Apple, che si vide sbattere in faccia una “cosa” chiamata primo emendamento, per la prima volta esteso ai blogger oltre che ai giornalisti veri e propri, tutelandone la liberà di stampa e la riservatezza delle fonti.

AppleInsider, così, ce la fece, potendo contare anche su una struttura economica ed editoriale abbastanza solida. Diverso epilogo, purtroppo, ha avuto la vertenza contro ThinkSecret, sito che, pur avendo raggiunto una diffusione ed una autorevolezza notevole, era pur sempre gestito in maniera amatoriale, con pochi soldi e tanto lavoro e passione.
Si apprende, infatti, che Apple e Nick Ciarelli (editor e publisher di ThinkSecret) hanno raggiunto un accordo extragiudiziale che fa cadere le denunce di Cupertino ma contemporaneamente impone la chiusura definitiva del sito.

Appare chiaro, nonostante il comunicato ufficiale parli di “soluzione positiva per entrambe le parti”, come un singolo non abbia potuto/voluto far fronte alla potenza di fuoco di un imponente ufficio legale di una grande azienda, e di fatto sia stato costretto a chiudere i battenti per evitare grane e spese che avrebbero segnato la sua vita privata oltre che professionale.

Consapevole che (anche se è il tribunale ha deciso che non è questo il caso) la violazione del segreto industriale non è una bella cosa, mi volevo soffermare sulla questione della libertà d’espressione. Nick Ciarelli è fortunato perchè la storia si è conclusa in fin dei conti bene, ma c’è molta gente che non può esprimere la propria opinione pena la reclusione o la morte. Considerando il periodo di moratorie umanitarie, sarebbe davvero bello che qualcuno iniziasse a pensare di portare avanti una battaglia simile a favore del diritto di libera espressione del pensiero.

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11 anni di Apple.com

Come sapete tutti oggi c’è stato il tanto atteso Keynote della Apple. Probabilmente la rete prolifera già di commenti e post a sufficienza per aggiungerci un mio punto di vista che, tra l’altro, potrei racchiudere tranquillamente in un “non vedo l’ora che escano l’iPhone e Leopard”.

Detto questo vorrei farvi notare che il sito della Apple ha cambiato faccia. Insomma, sul lato IA è rimasto più o meno uguale, ma è migliorata l’usabilità..ancora.

Era dal 2000 che la Apple lasciava praticamente intatta la sua home page (a parte qualche piccolo ritocco), ma oggi dopo aver annunciato un cambio di veste grafica per il suo prossimo sistema operativo, ha cambiato anche il sito.

Dopo aver visto questo cambiamento, mi è venuto in mente un libro che ho ripreso in mano poco prima di cambiare nuovamente (e spero definitivamente) layout del blog.

Detto questo ho fatto un paio di ricerche che vi vorrei riproporre. Si tratta dell’evoluzione dal 1996 ad oggi della home page di Apple.com.

Se siete fan della Apple e appassionati web NON CONTINUATE. Siete a rischio lacrimuccia. Continua ‘11 anni di Apple.com’

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Spotlight cerca sui motori

Normalmente non segnalo cose di questo tipo, ma questa applicazione è davvero geniale.

Installano questo programmino sul vostro mac (si, solo per mac) comparirà in alto, vicino l’icona di Spotlight un’altra lente d’ingrandimento. Questa nuova funzione di ricerca integrata nel sistema operativo vi permetterà di effettuare ricerche sul web in un modo davvero semlice. Potrete personalizzare anche i motori e le relative ricerche su di essi.

Provare per credere.

Fonte.

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Lettera aperta di Steve Jobs per un mondo senza DRM

Steve Jobs CEO della Apple inc., la più grossa azienda al mondo a vendere musica con DRM, dichiara attraverso una lettera aperta sul sito della Apple, che se fosse per lui la musica sarebbe distribuita senza alcun tipo di protezione. Una dichiarazione che sta facendo discutere molto in rete. Grazie ai ragazzi di melablog vi ripropongo la traduzione in italiano della lettera di Steve Jobs.
Continua ‘Lettera aperta di Steve Jobs per un mondo senza DRM’

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