Tag Archive for 'italia'

L’amico Max lancia la sua Net TV sul mondo della magia. Mi sembrava giusto segnalare un prodotto di qualità…anche se di nicchia.

Dal suo blog:

Quasi lanciata la Net TV italiana sul mondo della magia.
Walter Rolfo autore e conduttore televisivo, in questo video riassume i 4 giorni di magia a Saint Vincent in Valle D’Aosta.
Seguiteci in particolar modo dal 15 al 18 maggio con molti appuntamenti in diretta e on demand, con 4 format realizzati praticamente in tempo reale e con la possibilità di partecipare da casa, parlando con i maghi più famosi del mondo.
Una Net TV che intende sfruttare tutti i mezzi interattivi che la tecnologia ci mette a disposizione puntando sull’informalità della comunicazione in un settore molto specifico ma diffusissimo in tutto il mondo legato alla passione per l’arte della prestigiazione.

Il link al sito web di Magic Friends Live e On Demand (ancora in costruzione)
Lo spazio su Youtube
Lo spazio su Mogulus
Lo spazio su Blip.TV

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iPhone in Italia con TIM

La “telenovela” sull’arrivo di iPhone in Italia sembra ormai al termine (speriamo). Per voce della stessa TIM, i sospetti dei mesi precedenti, sono stati confermati. L’iPhone arriverà in Italia con TIM.

Ieri a Roma vi è stata la firma del contratto da parte di Apple e di TIM. Era presente l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè. Non abbiamo nessuna notizia ufficiale di data e prezzo ma vi è la conferma della firma del contratto.

Da alcune voci sembra che Apple sia riuscita ad ottenere un accordo piuttosto vantaggioso. Sia come percentuali di guadagno sia per i diritti commerciali. Ora non resta che attendere il comunicato ufficiale di Apple.

Probabilmente, in occasione del lancio dell’SDK, Apple comunicherà i nomi dei nuovi paesi in cui arriverà l’iPhone. Probabilmente il prossimo lotto vedrà oltre all’Italia, l’Irlanda e l’Austria. Questi ultimi due paesi sono stati confermati dagli amministratori di O2 (Irlanda) e T-Mobile (Austria).

Stranamente, nel firmware non compare nessun logo per Spagna e Svizzera. Negli ultimi mesi, entrambi i paesi, erano dati per certi. Ma siamo nel campo delle voci e solo in presenza di un comunicato da parte di Apple potremo sapere i dettagli.

È possibile che la conclusione dei contratti porti ad una commercializzazione entro l’Estate, probabilmente a Giugno: un anno dopo l’uscita dell’iPhone.

fonte: OneApple

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Barcamp, un anno dopo: conclusioni 1/2

L’Italia è sicuramente la nazione al mondo in cui il fenomeno dei BarCamp si è evoluto maggiormente riuscendo a coinvolgere anche professionisti di settori disciplinari assolutamente diversi tra loro. Osservare la nascita del fenomeno in Italia, la sua crescita e la sua evoluzione è interessante perché rappresenta, con le dovute eccezioni, l’intera storia del format mondiale. L’Italia è stato anche il paese in cui il format ha assunto forme indubbiamente eterogenee. E’ interessante anche comprendere le ragioni per cui proprio in Italia questo particolare tipo di evento sia riuscito a crescere in modo così contagioso.
A più di un anno dall’arrivo del primo BarCamp, ho deciso di intervistare per il mio blog alcuni degli esponenti più illustri della blogosfera italiana. Sono riuscito a raccogliere più di 20 interviste che mi hanno permesso di delineare una piccola storia dell’arrivo in Italia del fenomeno, ma anche una possibile evoluzione.
Alla domanda sul perché in Italia il fenomeno abbia avuto così tanto successo, molti hanno risposto focalizzando l’attenzione sulla mancanza di spazi di aggregazione alternativi, sulla voglia di cultura e informazione vera.
Luca Conti, ammette che i BarCamp assolvono due funzioni, una sociale e l’altra formativa. La prima permette di far incontrare di persona contatti conosciuti online, la seconda permette di migliorare le proprie conoscenze, confrontandosi con gli altri rispetto a quanto già acquisito.
Come Conti, anche altri blogger hanno riscontrato un valore sociale forte nel partecipare ad un BarCamp. Federico Fasce sottolinea proprio questo punto e conferma la necessità di ottenere più spazi e luoghi di aggregazione:

“[...]È molto difficile, in Italia, entrare in contatto con molte persone perché spesso mancano gli spazi,
proprio per una questione culturale. Ora, quando molte persone hanno iniziato a conoscersi e a frequentarsi in Rete, hanno anche visto crescere il loro capitale sociale. È naturale che, nel momento in cui sono nati spazi fisici che permettono l’incontro di persone che hanno i nostri stessi interessi, questi spazi siano stati riempiti.”

Altri blogger hanno trovato fondamentale sottolineare come i BarCamp siano anche il passaggio ad un sistema nuovo di diffusione della cultura. In questo caso, a differenza delle conferenze classiche, nulla viene imposto dall’alto, ma si discute e si dibatte insieme per aggiungere valore a dei concetti.
Antonella Napolitano, blogger ed organizzatrice di due BarCamp a Bologna sottolinea così questo passaggio:

“[...]Evidentemente le tradizionali modalità di conferenza non bastavano più, sia perché le grosse organizzazioni hanno difficoltà a capire le dinamiche della Rete, sia perché…una volta che hai la possibilità di far sentire la tua voce non torni più indietro! Voglio dire che, così come tanta gente ha usato i blog per esprimersi, così era forse possibile aspettarsi che un’idea del genere avrebbe avuto seguito.[...]”.

Anche Giovanni Barbieri, blogger e creatore di Barcampitalia.org, il sito italiano di riferimento per quanto riguarda i BarCamp, sostiene la tesi di Antonella Napolitano:

“[...]In Italia c’è sete di aggregazione e di conoscenza “vera”. Si organizzano quotidianamente conferenze e dibattiti, ma utilizzando il classico format “relatore sul palco, platea che pone domande alla fine”. Mettersi in gioco decidendo di presentare qualcosa ad un pubblico eterogeneo è una possibilità che solo i BarCamp offrono.[...]”.

Antonio Sofi è uno dei più acuti osservatori del fenomeno dei BarCamp in Italia. Sofi in un suo post spiega proprio come dopo aver partecipato ad un BarCamp, si inizi a guardare la classica conferenza in modo diverso:

“[...] Dopo il primo BarCamp si verifica una specie mutazione genetica irreversibile, tipo mosca di Cronemberg178. Qualsiasi altro formato di conferenza/incontro/convegno sarà per qualche motivo percepito come insoddisfacente. Io sono diventato abbastanza insofferente alle conferenze tradizionali, chiunque sia il relatore. Perché la formula della non-conferenza così come si è miracolosamente cristallizzata in questi pochi mesi dimostra agli scettici un altro modo (migliore) di stare insieme e condividere la conoscenza.
Una formula che non si preoccupa della performance, degli applausi e della claque ammaestrata, della scaletta rigida e immodificabile, del palco degli invitati e dei saluti dell’autorità, del porto i ringraziamenti dell’onorevole/rettore/vescovo che è rimasto bloccato da impegni istituzionali, dei paper tronfi e interminabili, dei prolegomeni, del non potersi alzare dalla sedia, del facciamolo parlare anche se non ne sa niente, del ci-sono-domande-no-grazie-avanti-il-prossimo, ecc. .[...]”

Sempre Sofi, in un altro post, sottolinea come sia profondo il nesso esistente tra le conversazioni generate attraverso i blog e quelle che si creano durante i BarCamp. Si tratta di un elemento importante per comprendere quanto forte sia la relazione tra blogosfera e Rete di BarCamp e come mai sia cresciuta così tanto la volontà di incontrarsi nei BarCamp soprattutto per i blogger:

“[...] L’impressione che ne ho tratto è che vi sia una maggiore consapevolezza generale dell’importanza delle conversazioni - una presa di consapevolezza che, come spesso accade, non segue le velocità della tecnica, ma ha bisogno dei tempi relativamente lunghi della pratica e dell’esempio concreto. Una blogosfera orientata alle conversazioni più che ai singoli post, ai link vivi più che a quelli tumulati nel blogroll, alle varie vite aggregative che i contenuti hanno tra politica e giornalismo. La blogosfera come un enorme nuvola pulsante che acchiappa le periferie con i link e ne fa comunque centro, separata da pochi link d’attenzione e d’interesse, che è fatta di persone che si incontrano, si scambiano e fanno emergere i contenuti (più o meno) migliori - spesso, appunto, negli interstizi dei media tradizionali.[...]”

Questo fattore è fondamentale perché naturale conseguenza della necessità di conversare e comunicare che caratterizza l’essere umano fin dalla sua nascita. Solo all’inizio del XXI° secolo però, gli strumenti e le tecnologie a disposizione hanno permesso di amplificare esponenzialmente la Rete di conversazioni mondiali, focalizzando nei blog questa necessità.
La tendenza riscontrata è che i BarCamp stiano prendendo piede uscendo dalla nicchia di blogger e primi frequentatori per spostarsi verso un pubblico più amplio. Si sta quindi lentamente spostando l’asse di comunicazione dei BarCamp, da orizzontale, quindi di conversazione e condivisione passionale, ad un piano inclinato che tende ad abbracciare un intento prettamente divulgativo.
E’ Sofi che nello stesso articolo spiega la differenza tra questi due approcci:

“[...] Nel primo caso si tratta di un approccio sintetizzatile in qualcosa tipo “Condivido con voi quello che so o che ho scoperto, e che non riguarda necessariamente cosa sto facendo io sul Web, così ne parliamo“; nel secondo caso è qualcosa tipo “Vi spiego cosa è questo sito/servizio, che spesso riguarda quello che sto facendo io sul Web, perché forse non lo conoscete e vi potrebbe interessare“. Vorrei che fosse chiaro che il problema non è parlare di cose che ci riguardano in prima persona (in fondo è inevitabile, l’ho fatto anche io), ma l’approccio. Di chi parla e di chi ascolta. La mia impressione è insomma che si debba far di tutto per mantenere divulgazione e conversazione in un equilibrio virtuoso. Senza che uno dei due prevalga. Perché se prevale il primo, i più “esperti” magari si annoiano; se prevale invece il secondo i neofiti non capiscono nulla. [...]”

L’Italia quindi, pur vivendo una situazione di arretratezza per quanto concerne la cultura digitale, le infrastrutture o gli accessi ad Internet, si delinea come un paese che dato il contesto storico e la crisi generalizzata delle attività industriali, culturali e ricreative classiche, trova nei BarCamp un utile sistema per diffondere cultura e partecipare attivamente alla discussione globale sul ruolo moderno dell’uomo nella società (non solo digitale).

To be continued

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La via del profumo

Leggo e ripubblico grazie ad una segnalazione. Mi viene da piangere.

Accogliendo l’appello del governo, il signor Giussano Federa di anni 43, abitante con i genitori a Slombate (Milano) in via dei Bamboccioni 7, si è dichiarato disponibile a smaltire due sacchetti dell’immondizia provenienti dall’abitazione di un abbonato Rai di Pozzuoli estratto a sorte durante una puntata de «I fatti vostri». In cambio ha preteso l’equiparazione del prezzo della benzina a quello della gazzosa, una moratoria sul leasing del suo Suv e l’abrogazione preventiva della legge Gentiloni, che impone di essere cortesi coi lavavetri e di non ruttare in faccia al capufficio se non si è interrogati.

Il governo ha accettato le richieste con il solo voto contrario di Pecoraro e l’astensione polemica di Scanio. Poiché i camionisti hanno parcheggiato i Tir dentro una discarica per solidarietà con i metalmeccanici aderenti al sindacato dei controllori di volo, i due sacchetti d’immondizia raggiungeranno il Nord Italia via mare, a bordo della «Randa è uguale per tutti», barca sponsorizzata dall’Amv (associazione magistrati velisti) il cui equipaggio è interamente composto da giudici in permesso per malattia. Sbarcati al porto di Genova, i due sacchetti verranno scortati dalle guardie svizzere fino a Milano, dove si annuncia la contestazione di un manipolo di dissidenti dell’Università Cattolica che non dimenticano le posizioni assunte da Ratzinger e Radetzky nel 1845 sulla spazzatura come «scoria del demonio». I sacchetti verranno presi in consegna dal sindaco Moratti, che provvederà a farli esaminare da una commissione di casalinghe della Bovisa elette col sistema proporzionale senza premio di coalizione: perplesso Parisi.

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