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Current Italy: il vero motivo per cui mancherò al barcamp

Ho aspettato a rendere nota la notizia per scaramanzia, ma ora è ufficiale. Sono ufficialmente un dipendente di Current Italy.  Insieme a Livia mi occuperò dell’Online, una parte davvero consistente della filosofia Current.

Come molti di voi sanno, l’8 Maggio inizieranno le trasmissioni su Sky al canale 130. Per questo motivo  il lavoro da fare fino ad allora sarà davvero tanto e tutto deve essere pronto in tempo (anche perchè il 9 avremo Al Gore in ufficio).

Per questo motivo mi toccherà seguire il MateraCamp da lontano, ma sarò lì con il cuore.

Questo progetto però è stupendo. Il team è fantastico. Gli studi sono eccezionali. Il “capo” è un genio. Per me un punto di partenza davvero importante ed io sono orgoglioso di farne parte.

Per quanto riguarda voi blogger, sappiate che presto vi verrà data la possibilità di diventare davvero attori protagonisti di un processo di democratizzazione dell’informazione in un contesto mass-mediatico nazionale vecchio e logorato. Per la prima volta la TV “vera” la farete veramente voi perciò sappiate che diventerete realmente parte attiva di un processo di generazione e diffusione dei contenuti che mai si era visto in Italia fino ad ora.

Ci sono un sacco di sorprese che stiamo preparando e che sono sicuro faranno piacere a tutti coloro che la rete la vivono con la mia stessa intensità. Per ora però non vi svelo nulla. ;)

Rimanete in ascolto e se volete approfondire qualcosa di più su Current guardatevi questo video sul momentaneo sito italiano.

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MuxTape: musica d’altri tempi

Devo ammettere che adoro questo servizio. Lo adoro per la sua semplicità d’uso. Lo adoro perchè per caricare una canzone perdo quasi lo stesso tempo che impiegavo anni fa a registrarmi le cassette dalla radio sul vecchio (ma sempre affascinante) Pioneer fine anni ‘70 di mio padre. Lo adoro perchè mi limita la selezione e quindi mi impone di scegliere con attenzione. Lo adoro perchè ha quella gran cassetta da ‘120 come logo che tanto mi fa tornare in mente la musica che passava nella vecchia Ford Escort di papà quando d’estate tornavamo da Montescaglioso e di sera attraversavamo i banchi di lucciole che ci illuminavano il cammino verso Matera. E l’aria era calda, i finestrini abbassati ed il suono della Ford s’immischiava con quello dei grilli e delle cicale. Dallo stereo uscivano molto spesso i Pink Floyd o Phil Collins. E mai come ora mi manca quella Ford, quelle cassette e la chitarra di Gilmour gracchiante che si estedeva lungo i campi di grano arsi dal sole cocente del Sud e dagli accendini dei contadini impazienti di riseminare.

La mia cassetta ha due lati e in quei due lati c’è un passato ed un futuro. Un amore verso ciò che è stato tanto tempo fa ed un amore verso quello che è il mio presente musicale. Che la musica bisogna amarla.

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Ciao a tutti, mi chiamo Giovanni e sono 15 giorni che non lo faccio

addictedE’ dura, sto cercando di resistere a questa assenza forzata di connettività e non so se riuscirò a farcela. Di certo il mio intento non è disintossicarmi, ma di fatto sto provando un gran senso di vuoto. Ho con me solo una malefica scatola che continua a mandarmi messaggi subliminali oltre al telefono che mi permette di ossigenarmi di tanto in tanto.

Senza connettività non sono in grado di curare i miei contatti come vorrei, tantomeno di informarmi come vorrei.

E’ dura, ma spero che questa agonia duri ancora per poco, nel frattempo cercate di capire.

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Go out there and change the world for the better!

Oggi, come molti sanno, mi sono laureato.

Oggi mi hanno celebrato e festeggiato, ma sento davvero di ricambiare questi auguri e questi complimenti a tutti coloro che hanno reso possibile questo primo traguardo importante.

In prima istanza devo ancora una volta sottolineare quanto grande siano stati i contributi, i consigli, i sorrisi, le dritte e le esperienze che coloro che mi sono stati molto vicini in questi ultimi anni ha saputo trasmettermi. Pochi sanno quanto importante sia avere affianco persone così. Io fortunatamente sono tra quelli.

Poi vorrei rigirare a tutti voi i miei complimenti. Se non fosse per voi che mi leggete, che mi consigliate, che mi fate riflettere, sorridere, per voi che mi avete cambiato la vita, tutto questo forse non sarebbe stato possibile.

Oggi ho ricevuto una quantità incredibile di telefonate, twitterate, mail e sms da parte di persone conosciute in rete e altrettante da parte di persone che non ho neanche mai conosciuto di persona.

Questo è il potere di questo strumento di cui, sono sicuro, si parlerà nei libri di storia del prossimo futuro.

Il regalo più grande però me lo ha fatto sempre lui.

Finita la proclamazione mi ha dato un foglio che Enrico ha letto davanti ai miei. Era una lettera di un signore che, di fatto, mi ha iniziato a tutto questo e che ancora oggi continua a rimanere tra i miei idoli: una sorta di “Che” Guevara 2.0 dal cui pensiero la mia tesi ha preso spunto.

Congratulations on your degree in Science of Communication, Giovanni. We certainly need MORE understanding of communication — and more people who understand it — these days. And congratulations on impressing one of your teachers enough to write me. Go out there and change the world for the better!

Howard Rheingold

Questo augurio lo rigiro a tutti voi. Che si possa insieme andare là fuori e cambiare in meglio questo mondo.

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Us and them

Ieri leggevo l’ultimo post di Axell e ridevo. Mi sono venute in mente un paio cose di capitate durante le festività natalizie che vorrei condividere con voi per fare una paio di riflessioni sul tema, ma andiamo con ordine.

Come molti di voi sanno le festività natalizie le ho passate a Matera in famiglia. E’ capitato però che la settimana che antecedeva natale mi sia stato chiesto di dare una mano al negozio dei miei “suoceri” (chiamiamoli così per comodità, anche se non lo sono ancora). In questo negozio si vende essenzialmente elettronica: cellulari (prevalentemente), materiale di consumo, iPod e lettori MP3, console portatili e fisse, stereo per auto, altoparlanti, accessori di tutti i tipi, macchine fotografiche, televisori, insomma un po’ di tutto.

Prima di Natale, si sa, la gente impazzisce. Tutti in preda all’acquisto selvaggio, quindi mi sono ritrovato ad avere a che fare con persone di tutti i tipi…e dico tutti!.

Continua ‘Us and them’

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Ritorno al futuro

In questi giorni ho avuto poco tempo per scrivere, vuoi per la connettività traballante, vuoi per l’impossibilità fisica di stare davanti al computer. Perdonatemi.

Sono arrivato a Milano da poco, città in cui mi tratterrò fino a domenica. Poi Torino ed il ritorno alle faccende di tutti i giorni…o quasi.

Per prima cosa devo chiudere i conti con l’Università (cosa che spero accadrà presto), dopodichè dovrò prendere i bagagli e salutare la città che mi ha ospitato per 6 lunghi anni. A questo punto mi viene in mente il titolo di una famosa canzone di quel tossicomane di Gianluca Grignani: “destinazione paradiso”, ve la ricordate? In realtà il paradiso è ancora ben lungi dall’arrivare. Più che in paradiso, quasi fossi un messo del Sommo poeta, mi dirigerò verso una specie di purgatorio che segnerà un periodo (di un anno/un anno e mezzo) di transizione e riflessione. La decisione è stata presa molto a malincuore visto che un pezzo di cuore rimarrà in terrà sabauda insieme a tutta una serie di amici che in questi anni si sono presi cura di me. Non so come e cosa dirò quando me li ritroverò davanti. Qualcuno sarà certamente felice di veder andar via un nerd brontolone come il sottoscritto, altri invece probabilmente saranno un po’ dispiaciuti. Beh, sappiate che me ne vado solo fisicamente e in ogni caso Milano è ad un tiro di schioppo dalla città della Mole, posto in cui ogni scusa (e dico OGNI) sarà buona per tornare.

Non se la prendano i milanesi, ma Milano non è proprio il tipo di città i cui sarei voluto andare ad abitare. Continuo a sostenere e lo farò per sempre, che Torino è una delle più belle città che io abbia mai visto ed in cui vivere è un piacere. Fattostà che se vado nella patria del cavaliere, un motivo valido c’è ed è solo perchè lì c’è un pezzo di cuore ben più grande.

Magari in corso d’opera scopro che la città della moda non poi così male. Certo è che dovrò (ed ho iniziato oggi) mettermi a cercare un lavoro ed una casuccia (piccola dati i prezzi da galera) nella quale andare ad abitare in compagnia del suddetto “piece of the heart”.

Ovviamente se potete aiutarmi fatevi sotto, non c’è bisogno che ve lo dica.

Nel frattempo che mando curriculum a destra e a manca mi inizia a salire la febbriciattola da WWDC 2008, ma tra tutti i rumors e le speculazioni in corso, mi fa molto piacere segnalare questo bel post di Marcello Majonchi in cui si analizza l’articolo del Time che prova a delineare la figura che succederà (speriamo il più tardi possibile) a Steve Jobs. (Spero sia un buon tentativo per distrarre l’attenzione da qunto scritto in precedenza).

P.S.

So che qualcuno si addolorerà leggendo questo post ma vorrei che si sapesse che il mio dolore è altrettanto grande nello scriverle, anche se in questo preciso momento scopro che c’è qualcuno che soffre più di me e vorrei dirle che le sono vicino…tanto.

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