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C’abbiamo le mele! le pere! le uoscintòn!

“Carrefour, colosso francese della grande distribuzione, ha deciso di lasciare il sud Italia, mettendo in vendita 17 strutture “cash & carry”, 11 ipermercati dislocati tra Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Molise ed alcuni immobili commerciali. A dare la notizia, quest’oggi, è stato “Il sole 24 ore”, spiegando che lunedì prossimo, 22 ottobre, è fissato il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse o di offerte non vincolanti per un’operazione che in totale vale oltre un miliardo di euro. Un calo costante nelle vendite negli ultimi anni fino ai picchi negativi registrati negli ultimi mesi nell’Italia meridionale sarebbe il motivo alla base della decisione di abbandonare la piazza. Ma pare che ci siano già altri gruppi pronti a subentrare a quello transalpino, tra questi la Pirelli RealEstate, interessata più che altro al versante immobiliare del patrimonio in vendita, ma anche altre realtà commerciali all’ingrosso che puntano ad un’espansione al Sud. Alla rete degli ipermercati, invece, quella che riguarda maggiormente Matera, dove Carrefour è presente al centro commerciale “Venusio”, sarebbero interessati un po’ tutti i grandi gruppi del settore, da Coop a Standa a Pam, ma soprattutto Auchan che si sta accordando strategicamente con Crai e Conad che si sta rafforzando alleandosi col gruppo Interdis.”via TRM

 

 

Mentre a Torino il sabato o la domenica è impossibile anche solo pensare di andare alle GRU o in uno qualsiasi dei centri commerciali presenti (per non parlare di Milano), al sud pare che la situazione sia completamente opposta. Gli ipermercati chiudono…e io sono felicissimo. A Matera poi è già la seconda volta che il centro commerciale cambia brand e anche se arrivasse Auchan o Ipercoop le cose non cambierebbero di molto. Sono felicissimo di sentire queste notizie perchè il costante calo delle vendite non vuol dire che la gente non compri più cibo (cioè secondo voi può esistere un mondo di terroni senza viveri? ma non scherziamo!), significa che da noi ancora si può saltare qualche fase della distribuzione, quindi non ha senso andare all’ipermercato a comprare le mozzarelle se poi sotto casa ho il caseificio che mi vende le mozzarelle ancora calde fatte 5 minuti prima. Quello delle mozzarelle poi è un caso emblematico. A casa mia (e in tutte le case delle persone lucane che conosco) non si sono mai comprate le mozzarelle al supermercato. Anzi, al supermercato le mozzarelle confezionate non le trovi nemmeno, se mai trovi quelle confezionate dallo stesso caseificio di cui sopra che le vende al supermercato, ma vecchie di due o tre giorni. Così come per la frutta o il pesce si va in piazza, dove compri direttamente dal produttore. Per non parlare degli ambulanti. Gli ambulanti si dividono in due categorie: quelli che “ambulano” e che vengono a casa tua a proporti i prodotti del giorno o quelli che stanno sempre nello stesso posto. Questi ultimi li trovi spesso agli angoli delle stradine, hanno il portabagagli aperto e l’unica tecnologia che adoperano per vendere è una piccola bilancia analogica, spesso a pesi. Il fatto è che la bilancia serve solo a fare una stima generale, tanto poi si arrotonda sempre o si arriva ad un accordo. Ecco un esempio.

I primi invece, gli ambulanti veri, sono notoriamente dotati di gran voce (credo siano cantori durante il tempo libero) e furgoni che non vanno oltre i 10 Km all’ora. Anche questi si dividono in due categorie: quelli che usano il megafono e quelli che sfruttano il dono naturale. In realtà però la situazione sta evolvendo tragicamente: qualcuno ha iniziato a registrare il nastro peccando con troppa tecnologia.

Entrambi le categorie hanno affinato con gli anni le tecniche di richiamo, ma i migliori sono quelli che usano solo la voce. Emettono delle sonorità che farebbero impallidire i migliori tenori alle quali accostano sfumature di tonalità sempre uguali…da 20 anni.

E poi c’è lui, l’uomo della ricotta. Non so come si chiami nonostante continui a venire a citofonare tutte le settimane da vent’anni a questa parte. E’ un tipo basso, pugliese a dire la verità, che da vent’anni ha lo stesso taglio di capelli, la stessa faccia ruvida e lo stesso odore di formaggio. Gira con una specie di fiorino nel cui cassone posteriore la temperatura è settata per garantire ai latticini la miglior tenuta e anche lui non è esente dall’utilizzare le corde vocali al massimo della loro capacità, solo che a differenza degli altri lui varia. Ogni volta ha cose diverse, ovviamente prodotte da lui stesso e ogni volta è una festa per le papille gustative.

In piazza poi (quella ortofrutticola) non vi dico. In ognuna delle piazze materane ci sono personaggi che meriterebbero ore per essere descritti a fondo. A torino se vai in piazza riesci a distinguere perfino il suono dell’acqua che cade dalla vicina fontana. Le signore si sussurrano nelle orecchie per chiedersi se il prezzo è adeguato o meno e quando beccate il venditore piemontese (ormai raro) ti guarda un po’ e con un sottiiiiiiiiile gemito ti chiede se gradisci qualcosa. Ecco, da noi in piazza ci potrebbero fare un reality show e sono sicuro avrebbe un successo enorme. I nostri non sono venditori, sono cantanti, attori, musicisti, insomma se non fosse per la frutta o per gli altri prodotti potreste scambiarlo per un manicomio che però ti fa morire dalle risate. In effetti se sei un po’ giù da noi basta andare a farsi due passi in piazza che ti torna il sorriso…ci pesano loro.

Anche le piccole alimentari o le piccole attività commerciali di quartiere non sono sparite. Certo, i piccoli supermercati (soprattutto i despar) stanno facendo un buon lavoro. La merce è sempre fresca, si forniscono da gente del posto e c’è gente a servirti che ormai conosci benissimo, per non parlare delle dimensioni della struttura. Abbastanza grande da contenere una gran varietà di generi e abbastanza piccolo per non darti quella sensazione di smarrimento che incombe generalmente quando al carrefour stai cercando il lievito di birra.

Per non parlare del sabato pomeriggio. Se c’è una cosa che odio è pensare che i ragazzini delle grandi città passino il sabato pomeriggio al centro commerciale. Cioè, vi rendete conto? Molti di voi probabilmente non se ne rendono conto, ma sappiate che è insano e diseducativo. Già da piccoli vengono abituati a districarsi tra negozi e folle di persone con carrello a seguito. No, non è una cosa che rientra nei miei piani futuri. Quando avrò un figlio esigerò che se ne torni a casa con le ginocchia sbucciate, tutto sporco e pieno di quei fastidiosissimi aghi di grano che ti si attaccano sulla tuta quando ti avventuri per la Murgia o in qualche campo limitrofo per rubare le ciliege o le albicocche. E se per caso mi viene a chiedere la playstation gli do’ un calcio da dietro che se lo ricorda a vita. Ci sono cose che bisogna fare ad una certa età. Per andare al centro commerciale avranno una vita intera.

Ora capite perchè da noi chiudono gli ipermercati? Si è vero, ci sono gli afecionados, ma sono pochi e comunque si perdono il meglio. ;)

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Al via la gara per il Wi-Max

[..] Nel dettaglio, la procedura scelta dal ministero delle Comunicazioni prevede che siano rilasciati 3 diritti d’uso (licenze) complessivi delle frequenze disponibili nella banda 3.4-3.6 Ghz, ciascuno di ampiezza pari a 2 x 21 Mhz. Due di queste licenze saranno assegnate per 7 macro aree, per un totale quindi di 14, mentre una licenza sarà rilasciata su base regionale, per un totale di ventuno. «In tal modo - spiega Gentiloni - potranno partecipare alla gara anche imprese di dimensioni territoriali», che auspica che comunque tra tutti gli operatori aggiudicatari ci siano «forme di cooperazione virtuose».

Le licenze avranno una durata di 15 anni a partire dal rilascio, sono rinnovabili e non possono essere cedute a terzi senza la preventiva autorizzazione ministeriale. Il prezzo complessivo posto a base d’asta per le 35 licenze è pari a 45 milioni di euro. [..]

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Aggiungo solo una cosa: era ora, anche se i miei dubbi li ho.

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Metamondo e metafisco

io: Vorrei comprare un paio di occhiali da sole, un appartamento da spiaggia, un gel per capelli e una moto…Harley se possibile.

lui: Certo sono 2500 LD. Ecco qui. Un attimo però, non voli via. Le devo fare la fattura!

Questa è una conversazione reale in cui ci potremmo imbattere fra un po’, quando verrà introdotta l’IVA per le transazioni economiche avvenute in Second Life. La cosa non toccherà gli utenti privati, ma solo quelli con partita IVA.

Già immagino i commercialisti andare in tilt per quei quattro soldi che girano nel Second Life europeo.  Nel frattempo attendiamo ansiosi che i Linden Dollars rientrino ufficialmente nel mercato dei cambi.

Mah!

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Benzina troppo cara? Dite basta, scegliete l’energia pulita e conveniente

Roma - Nuova serrata dei gestori dei distributori di carburanti, che proclamano 15 giorni di sciopero contro alcuni emendamenti presentati al ddl Bersani sulle liberalizzazioni. Lo rendono noto fonti sindacali, specificando comunicheranno nei prossimi giorni il calendario della serrata. Il disegno di legge, attualmente al Senato, contiene anche le norme sulla liberalizzazione della rete di distribuzione carburanti. [Ansa]

Sembra che ormai sia diventata una costante vivere l’autunno come il mese dei rincari, degli scioperi, delle manifestazioni, degli incrementi dei prezzi, tra cui l’immancabile aumento del prezzo della benzina e/o bagarre tra benzinai/distributori con conseguenti scioperi e quindi disagi per gli automobilisti. Oggi viene annunciato ancora una volta uno sciopero di 15 giorni.

Personalmente non mi interesso molto alla cosa, perché da un po’ di tempo utilizzo felicemente un’ automobile alimentata con gas Metano. Quando ne parlo con amici e conoscenti mi capita spesso di incontrare molta disinformazione a riguardo. Sento dire che è pericoloso, che i distributori non ci sono o che l’auto perde di prestazioni. Niente di più sbagliato.

Gli impianti nuovi sono molto diversi da quelli di una volta. Sono tecnologicamente avanzati e garantiscono piena sicurezza, ma vediamo quali sono i vantaggi e gli svantaggi degli impianti a Metano.

Vantaggi

  • Alte garanzie di sicurezza. Ormai i nuovi impianti offrono garanzie di sicurezza molto elevate. Chi di voi ha paura ad andare in giro con una bombola di gas nel baule, consideri che questa soluzione non è meno sicura di un serbatoio classico di benzina (che come il GPL è un combustibile allo stato liquido), mentre il Metano viene stoccato in uno stato aereiforme, quindi in caso di incidente o perdita, è molto più sicuro perchè si disperde nell’aria. Motivo per cui è possibile andare in un parcheggio comperto con un’auto a metano, mentre no lo si può fare con un’auto a GPL, oltretutto la temperatura di autocombustione è molto più elevata della benzina.
  • Alte garanzie di prestazioni. Di impianti ce ne sono di diverso tipo, a seconda dell’evoluzione dei motori degli ultimi anni (carburatore, iniezione, ecc..). Negli impianti di ultima generazione detti multi-point, riescono però a garantire prestazioni quasi simili a quelle del motore originale portando ad una perdita di soli 4/5 cavalli fiscali rispetto a quelli garantiti dal motore benzina. In più c’è da notare che le benzine che trovate nei distributori difficilmente superano i 95 ottani. Il metano brucia a 120 ottani, riesce a garantire prestazioni molto elevate in fase di combustione. Dimenticatevi quindi i classici luoghi comuni sul “c’hai il metano e vai piano”. Non è vero niente.
  • Costi molto ridotti. Con la mia auto riesco a fare in città (Torino) 200 Km con un pieno. Fuori città arrivo a 240/250 Km con un pieno. Un pieno mi dura più o meno una settimana. Un pieno mi costa circa 10 euro. Quindi io con 10 euro faccio mediamente 200 Km circa. Al mese percorro in media 900/1000 Km (spesso vado a Milano nel week-end) per una spesa complessiva mensile di circa 45/50 euro. Ve lo ripeto nel caso non abbiate capito. Faccio 200 Km in città con 10 euro! Vi garantisco che a fine anno sono un sacco di soldi risparmiati.
  • La rete didistribuzione è ormai capillare. Al contrario di quello che si pensa ormai i distributori di metano nascono come funghi. Solo nella zona di Torino (e cintura) se ne contano ben 9. Ad ogni modo potete consultare la mappa aggiornata o scaricare la lista dei distributori nella vostra zona.
  • Incentivi a gogò: il governo sta spingendo molto verso l’adozione di questo tipo di impianti, per questo motivo sta offrendo incentivi e riduzioni sulle tasse auto per chi passa al Gas. Ecco dove poter trovare le ultime novità a riguardo.
  • E’ ecologico: avete ancora problemi ad entrare nelle famigerate ZTL? Io non ne ho più da molto tempo. Con le auto dotate di impianti del genere si può antrare tranquillamente in qualsiasi ZTL ambientale perché le emissioni sono praticamente ZERO. Visti gli allarmi sul surriscaldamento globale bisognerebbe iniziare a stare molto attenti sul fronte ambiente. Informatevi perchè se credete che sia una cosa che non vi tocca fate molto male. Riguarda tutti noi.
  • E’ facile. Un rifornimento di metano dura circa 2 minuti per un pieno (che è ciò che si fa sempre quando si va dal distributore). Fare un pieno di benzina dura molto più tempo.
  • Il metano si prende cura del vostro motore. In virtù della combustione pulita che avviene nel motore, è garantita l’assenza di depositi nel motore, quindi in media, un motore alimentato a metano dura di più (il che aggiunge ulteriore risparmio).

Svantaggi

  • Convertire un’auto a benzina in un’auto a metano ha un costo iniziale di circa 1000/1500 euro (a seconda dell’impianto e dell’impiantista). Questa spesa però viene ammortizzata relativamente presto (io l’ho ammortizzata in poco più di un anno). In alternativa potete prendere l’auto a metano nuova dato che molte case automobilistiche stanno facendo uscire le versioni dual power. Tra le più gettonate c’è la FIAT Multipla che con un pieno da circa riesce a percorrere anche 500 Km, risultando così l’auto con i serbatoi più grandi in assoluto.
  • La rete di distribuzione italiana è la più vasta d’europa, ma pecca ancora in capillarità autostradale. Proprio a maggio ho portato a Torino la mia automobile da Matera di domenica e sono stato costretto ad uscire dall’autostrada ogni 240 km per fare rifornimento. La domenica poi non tutti i distributori sono aperti (tranquilli, in zona c’è sempre qualcuno aperto) e quindi se non conoscete o non vedete gli orari sulla guida apposita (che tutti i metanisti hanno in auto) rischiate di trovare chiuso. Tra l’altro non è possibile fare rifornimento da soli, ma c’è bisogno dell’omino addetto per questioni di sicurezza. In ogni caso se non andate sempre in giro per l’Italia questo diventa un problema secondario e sporadico, anche perché sui più comuni navigatori satellitari ormai sono presenti anche i POI (i punti d’interesse) relativi ai distributori di metano.
  • Lo spazio “rubato” alla bombola è un gap importante, perchè rispetto al GPL che è liquido, il metano ha una volumetria diversa. Nei vecchi impianti (tipo il mio) la bombola ha “rubato” mezzo portabagagli aggiungendo un peso di 70 kg in auto (è come se viaggiassi con un’altra persona a bordo). Nei nuovi impianti, sia per una questione di sicurezza che per lo spazio, si stanno mettendo diversi mini serbatori sparsi un po’ in tutta l’auto, garantendo così minor ingombro, una migliore distribuzione del peso e maggiore sicurezza.

Potete trovare molte altre informazioni a riguardo su metanoauto.com.

Siete ancora convinti di voler lottare contro il caro petrolio, gli scioperi dei benzinai, contro il vostro portafogli, contro la vostra coscienza che vi dice di inquinare di meno e contro l’economia del petrolio che ci sta portando alla rovina? Fate i vostri conti e decidete, perché si tratta di una scelta che vale.

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Visioni futuribili

Credo che il mese di Dicembre e quello di Agosto abbiano molto più in comune di quanto si pensi.

Qui molti di voi si divideranno in due parti, quelli che fanno iniziare il nuovo anno con l’autunno e quelli che fanno corrispondere l’anno solare a quello lavorativo. Io sono più per la prima ipotesi, per questo motivo sto per scrivere cose che normalmente si fanno in prossimità dell’anno nuovo (quello solare).

Tutto nasce da un pensiero di ieri sera in cui mi sono chiesto cosa ci saremmo dovuti aspettare da qui al prossimo autunno. Bè, qualche idea ce l’ho, provo a raccontarvela.

  • Il prossimo anno sarà l’anno delle elezioni americane. Questo evento sarà un piccolo terremoto mediatico e già stiamo gustando qualche effetto. Basti pensare che quello che è successo fin’ora negli States non è altro che un accenno. In questo senso le ripercussioni nel vecchio continente saranno forti. Da quest’autunno la campagna elettorale si farà davvero calda e tutto si giocherà sul potere dei media di “sedurre” il pubblico. Con molta probabilità assisteremo ad una sconfitta dei media tradizionali in favore di quelli cosiddetti “Nuovi e Sociali” (anche se tanto nuovi non lo sono più). Credo che osservare bene quello che accadrà durante la campagna elettorale potrà sicuramente fare luce sui possibili scenari futuri dei nostri paesi.
  • In Italia il prossimo sarà l’anno di Beppe Grillo che vi piaccia o no. E molto di questo sarà dovuto all’evento di cui sopra. Se le cose non cambiano Grillo non potrà che portare avanti i suoi progetti che fino ad ora sono stati solamente accennati, il tutto con ripercussioni sulla nostra società e sulla nostra politica. Ovviamente questo non può essere che un bene.
  • Sarà anche l’anno delle TV indipendenti via Web che inizieranno la loro fase pionieristica, mentre verranno lanciate sul mercato le versioni definitive delle IPTV che prolificheranno solo quando finalmente verranno installate nei decoder/lettori/media center/apple tv/televisori classici. Per quanto innovative non potranno raggiungere un mercato di massa a causa della difficoltà di utilizzo dello strumento. Per molti di voi sembra normale mettere un pc in salotto che faccia da media center, ma sappiate che non lo è affatto. E’ una cosa da Geek e il telespettatore medio non ci pensa neanche.
  • Sarà l’anno della definitiva discesa in campo delle pubblicità nei video. Molto di quello che sarà è già sotto i riflettori, ma stando a quello che dicono gli analisti, il mercato crescerà di molto nei prossimi mesi.
  • Sarà l’anno dei Barcamp ragionati. Il fenomeno secondo me si placherà un po’ a tutto vantaggio della qualità dei contenuti, della visibilità dell’evento e della varietà di pubblico. Credo che molti dei BarCamp che ci sono stati (a quasi un anno dal primo) si ripeteranno e lo faranno in grande stile, ma saranno pochi rispetto alle ondate degli ultimi tempi. Credo che alcuni appuntamenti potrebbero diventare fissi e ingrandirsi a tal punto da coinvolgere un pubblico più ampio ed eterogeneo, che siano BarCamp orizzontali o verticali.
  • Sicuramente sarà l’anno dei telefoni touch, ma non sarà l’anno dell’iPhone. L’enfasi e l’entusiasmo degli ultimi tempi su questo dispositivo mobile sono stati sicuramente sovradimensionati rispetto a quello che poi è il costoso oggettino della Apple. Non dimenticatevi quando parlate di iphone di prendere in mano i dati di vendita di Nokia o Motorola e fare un esame del tasso di penetrazione in questo mercato del telefono Apple. Stiamo parlando di inezie, ma nonostante questo, nonostante i numeri relativamente bassi, l’iPhone sta facendo strada e il prossimo anno sarà l’anno degli smartphone. Peccato che non si riesca a vedere ancora niente nel settore dei servizi per questi dispositivi e non si capisce ancora il perchè. Quello che c’è viene dalla rete, ma è troppo poco visibile. Ormai il lavoro delle società di telecomunicazione non è tanto quello di proporre servizi innovativi,quanto di frenare l’impeto dei servizi della rete che premono per entrare in gioco nel grande pubblico.
  • In generale è abbastanza chiaro che il mercato dei servizi crescerà e che la società dell’industria non è più affar nostro, al contrario di quello che ancora si ostinano a farci credere le TV. Perchè non lasciare che i beni materiali li producano altri (che hanno costi molto più bassi) concentrandoci su prodotti di qualità/nicchia e sui servizi, campo nel quale siamo ancora leader?
  • UPDATE: Ovviamente mi ero dimenticato di inserire il motivo per cui ho deciso di fare il post :). In questi giorni ho la testa altrove. Ad ogni modo questo motivo ha un nome e si chiama Wi-Max.

Il prossimo anno infatti dovremmo riuscire a vedere le prime connessioni utilizzando questo sistema anche se, come al solito, le prime antenne saranno posizionate nei centri con densità di popolazione più alta. La scarsa necessità di una rete di infrastrutture capillare, potrebbe riuscire però a far sviluppare più velocemente la copertura totale del territorio, ma molto di questo dipenderà dalle regole che il Ministero delle Telecomunicazioni imporrà in fase di emanazione delle licenze. Un altro ruolo importante lo svolgerà il mercato che dovrà stabillire i prezzi degli apparecchi ricetrasmittenti e soprattutto i prezzi dei servizi erogati. Staremo a vedere. In ogni caso la nostra attesa non sarà lunga. Quella che doveva essere la fase di assegnazione delle licenze di giugno è stata spostata ad inizio autunno quindi, a scanso di ulteriori slittamenti, ci dovremmo quasi essere.

Per ora non mi viene in mente altro. Voi che pensate a tal proposito? Avete delle vostre idee? Anche a proposito di altri settori. Sarebbe bello raccogliere le nostre visioni futuribili per poi fra un anno riguardarle e riflettere sul nostro modo di vedere il futuro.

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Universal changes

Ancora grandi cambiamenti per la Universal Music. La famosa multinazionale ha dischiarato che inizierà a vendere nei prossimi mesi una grossa fetta del proprio archivio discografico senza le famigerate DRM, il sistema software che attutisce la pirateria informatica sui file digitali.

Dopo la prima mossa da parte di Apple, sembra prorio che anche le altre grandi major del mondo discografico abbiano capito l’inutilità del sistema DRM, anche se la battaglia per garantire il giusto valore al diritto d’autore si sposta su un altro versante: quello del video.

Secondo quanto riporta il New York Times, la bagarre legale tra la Universal e Veoh, piattaforma di video sharing con sede a S. Diego, sarebbe giunta ad una conclusione favorevole per la Universal Music.

La Universal Music ha dichiarato: “Universal Music Group is enthusiastic about using technology to build communities, as evidenced by our deal with YouTube,”. “But that’s not what Veoh is all about. Rather, it’s about trying to build a business on the backs of our artists and songwriters without fairly compensating them for the use of their works.”

Insomma, diventa sempre più difficile definire i confini dell’utilizzo legale di questi contenuti, e le apparenti posizioni contrapposte appena descritte potrebbero confondere chiunque.

La domanda che ci si pone è quindi una: qual’è la linea di questo confine?

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