Spiragli di futuro per il mezzogiorno
Sono sempre stato convinto che il Sud si sarebbe dovuto affidare alla ricerca di una perfetta dicotomia tra tecnologia e tradizione. Amo il sud tanto quanto amo la tecnologia ed il Web e so perfettamente che se utilizzati gli strumenti giusti si potrebbe creare davvero molto.
Quello che si terrà a Crotone è un bell’esempio di come si possa utilizzare il Web 2.0, i progressi nel campo delle ambientazioni 3D e i progressi della pura tecnica di trasmissione TCP/IP per le connessioni a banda larga.
L’immagine generale del sud continua però ad essere quella di un malato terminale che ogni tanto boccheggia per prendere un po’ d’aria, giusto quanto serve per andare avanti ancora un po’.
Insomma, che di conferenze come quelle di Crotone se ne facciano a migliaia, così come si tengano decine e decine di barcamp (o forme diverse di non conferenze) in zone impossibili, in zone dimenticate, lontane da tutto e da tutti. E’ lì che bisogna andare, perchè la gente deve sapere. La gente ha bisogno di sapere che esiste un mondo a cui possono accedere se solo si dotano degli strumenti giusti, se solo qualcuno glielo va ad insegnare.
Auspico che queste mie speranze non rimangano tali e che qualcuno decida di aprirsi al dialogo con queste persone, perchè sono loro che hanno bisogno di ascoltare ciò che abbiamo da dire.
Chissà, forse presto ci saranno novità in proposito. Nel frattempo fate un salto a Crotone:
Mediterraneo e Tecnologia. Magna Grecia e Web 2.0. Accostamenti che potrebbero sembrare bizzarri, ma che invece possono regalare scoperte incredibili. Succede quando si applica l’innovazione tecnologica ai beni culturali. E in particolare all’archeologia subacquea. C’è tutto questo nello spirito di “Kiber Kroton”, un convegno-evento che si svolge all’interno del Parco Archeologico di Capo Colonna, a Crotone. Suggestivo già dalla cornice, che ospita tra l’altro il santuario di Hera Licinia. E ancora più ambizioso per la sua vocazione: “Brainstorming 2.0. Il futuro del passato”. Ovvero, valorizzare il patrimonio culturale attravero strumenti innovativi. [...]




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