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1000 ‘anni’ che sto qui

Questo blog compie una sorta di anniversario. Quello che state leggendo è il millesimo post di estrablog.net (per i giovincelli: in realtà prima si chiamava in un altro modo).

Non ho mai celebrato questo spazio anche se in qualche modo se lo meriterebbe. Da quando c’è lui la mia vita è cambiata drasticamente. Nel 2003 però le cose erano diverse.

Me lo ricordo ancora il primo post (su splinder) e la passione che ci mettevo nell’aggiornare questo mio piccolo spazio. Molte persone sono passate di qui: alcune hanno segnato momenti della mia vita, altre erano solo di passaggio, altre sono ancora qui che seguono quello che scrivo.

Ho sempre pensato che anche se solo una persona avesse potuto trarre vantaggio da quello che scrivevo, questo mio spazio avrebbe avuto motivo di esistere e così è stato. Non mi sono mai importati i numeri o i link, le citazioni o le proclamazioni, le cerimonie e gli elogi. E’ sempre stato uno spazio che mi ha dato voce e che mi ha permesso di entrare in contatto con persone che avevano i miei stessi ideali. Spesso però ho trovato gente che se ne approfittava, che non capiva, che utilizzava quegli ideali per i propri interessi. Gente che non comprendeva nemmeno quanto forte possa diventare l’urlo di una persona qualunque dotata di uno strumento così, ma che lo aveva o lo voleva perchè così è che si sta al mondo oggi.

Da quel 2003 di cose per dimostrare che quegli ideali mi hanno sempre guidato, ne ho fatte. Ci ho messo il cuore, ci ho creduto sempre. Per questo sono stato deriso, insultato, schernito, la maggior parte delle volte da gente che ha poi dimostrato la sua incompetenza o la sua totale assenza di cognizione di causa. Gente che ha creduto di poter dire qualcosa per il solo motivo di esserci.

Ma questo è il bello e ogni volta che succede io mi faccio più forte e mi continuo a ripetere che bisogna vivere ogni giorno con lo stesso spirito di quando si è iniziato, sapendo che una voce può diventare un urlo assordante, che gli amici veri si contano sul palmo di una mano e che le cose importanti della vita sono davvero poche.

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Il potere è nella conoscenza

Il secondo BarCamp materano è andato. Complimenti a tutti quelli che in un modo o nel’altro hanno contribuito affinchè Matera parlasse al suo pubblico di questi temi. Sono (come sempre) convinto che si debba ovunque fare uno sforzo per diffondere la culura della rete guardando anche a come poter ottenere benefici economici e sociali. L’esempio di Matera è palese. In una zona dove l’economia è stagnante, l’acquisizione di conoscenza e competenze di questo tipo potrebbe davvero risollevare le sorti di queste zone. Il potere per farlo, come sempre, sta nella conoscenza. Ieri è stato fatto un ulteriore passo avanti in questo senso, ma non basta, bisogna continuare a fare qualcosa anche durante tutto il resto dell’anno. Un barcamp non è la soluzione, è solo una grossa opportunità. Spero, come lo speravo lo scorso anno, che questo barcamp sia un ulteriore punto di partenza: uno stimolo.

Solo ieri mi hanno comunicato che giovedì potrò essere a Roma con Livia per l’evento di Al Gore (anche se andremo e torneremo in giornata). Lì troverò molti dei campers accorsi a matera. Sono sicuro che sarà una bella occasione per reincontrarsi…così almeno potrò godere della presenza di tante belle persone e rifarmi della mia assenza a Matera (anche se a quanto pare i miei genitori hanno sostituito egregiamente il sottoscritto. Gli manca solo il blog!).

A prestissimo allora.

p.s.

A proposito perchè non ci incontriamo per prazo da qualche parte?

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Otto milioni leggono i blog in Italia, oltre 3 milioni i blogger

Come ha segnalato Andrea in un commento ad un precedente post, Universal McCann ha realizzato la terza edizione della ricerca sui social network chiamata Social Media Tracker (formato PDF) che avevo già segnalato in un articolo su Punto Informatico l’anno scorso.

La ricerca si è concentrata su un panel di persone tra i 16 e i 54 anni che utilizzano internet almeno una volta ogni due giorni (active users), intervistando complessivamente 17 mila individui in 29 nazioni. È un campione che trovo significativo in quanto esamina chi la Rete la usa davvero e che riguarda 10,2 milioni di italiani.

Molti sono i numeri che vale la pena evidenziare, in particolare sulla quantità di lettori di blog (8 milioni) e sui blogger (3,4 milioni), area in cui l’Italia si posiziona ai vertici continentali. Rispetto agli altri paesi europei, abbiamo la maggiore percentuale di lettori di blog (79%) sul totale degli active users, e siamo anche primi in quanto a persone che li leggono ogni giorno (37%).

Per razionalizzare i principali numeri riguardo il mondo dei blog in Italia, ho realizzato alcune chart elaborando i risultati della ricerca.

via Mauro Lupi

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Blogosfera: lo stato dell’arte

Vorrei segnalare un po’ di ottimi post che si uniscono ai miei dubbi (personalissimi) sullo stato dell’arte della blogosfera.

Considerando che le mie sensazioni si riscontrano anche dall’altra parte dell’oceano da persone sicuramente più illustri e competenti di me, direi che:

a - confermo definitivamente che blogbabel non c’entra niente (e chiudo definitivamente con questa storia)

b - credo sia passato abbastanza tempo dall’euforia iniziale dei blogger nei confronti del loro mezzo di comunicazione preferito che ora ci si stia interrogando seriamente ed in mniera critica a proposito di uesi strumenti.

c - il panorama economico mondiale e la crisi appena iniziata non aiuta questa situazione

Vorrei segnalarvi un po’ di post a loro volta aggregatori di diversi pensieri. Il primo di microblogging che si chiede se le nuove applicazioni di lifestream, di cui si fa un gran parlare negli ultimi mesi, aggiungono valore alla conversazione o sono capaci soltanto di aumentare il rumore di fondo. Una serie di considerazioni che Tommaso propone proprio quando nel frattempo Technorati smette di interrogarsi se il microblogging può essere considerato un blog o meno e decide di indicizzare anche Twitter. Un altro segnale che la blogosfera non può essere più considerata solo l’insieme dei blog.

Il secondo post di bernyblog propone un analisi più complessa analizzando diversi stimoli che arrivano dagli Stati Uniti. Berny conclude con una battuta di Dave Winer: “But it’s time to decentralize again. Head for the hills. If I could only remember where they are!”. Post e link da leggere sicuramente con attenzione.

Simone Morgagni invece propone una riflessione su un articolo di Philippe Lacour a proposito del nuovo ruolo dell’intellettuale e i cambiamenti nella gestione della conoscenza.

Infine vorrei concludere con le riflessioni di Giorgio che chiude un blog per passare ad una cosa diversa, motivando il tutto con delle riflessioni su cosa ha trovato in questo anno di blogosfera.

Non credo che questo momento sia come quello descritto nella vignetta qui su. Credo che il tempo sia riuscito, o stia ancora, portando a galla i problemi che questo mondo 2.0 possiede. La visione pertanto diventa critica, ma non necessariamente negativa. L’evoluzione ed il prolificarsi dei sistemi di comunicazione mediati dalla rete però, secondo me, disperderà ancora di più le conversazioni. Il miglior disordine possibile forse, prima o poi cesserà di essere tale. Forse arriveremo al punto in cui non ci saranno tag  in grado di ricostruire alcun percorso realmente valido e ci ritroveremo come dei moderni Hansel e Gretel a vagare in un mare di informazioni inutili. Almeno fino a quando la tecnologia non sarà riuscita a tornare al passo delle necessità comunicative dell’uomo.

Quale futuro allora dobbiamo aspettarci?

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Amore e odio

Questo è uno di quei periodi in cui chiuderei volentieri questo blog.

Tutta l’idea che c’e’ qui dietro e’ di quella una narrativa continuativa. Una serie di eventi che segue un’altra serie di eventi.

Ma se ad un cero punto mi rompessi e volessi smetterla?

E’ come pisciare dal culo. Sono solo io che parlo delle cose che mi infastidiscono, che mi appassionano, che mi invento, e le scrivo. E la gente mi vede diventare sempre piu’ scemo. Cioe’, abbiamo tutte queste fantastiche tecnologie, ma i computer ormai sono diventati la controfigura delle seghe.
Internet doveva liberarci, democratizzarci, ma…ma tutto quello che ci ha dato realmente e’ la campagna presidenziale fallita di Howard Dean e porno pedofili 24 ore su 24.

Le persone non scrivono piu’, “bloggano”. Non parlano, chattano. La punteggiatura e’ inesistente quanto la grammatica: “LoL”, “xke”, “cmq”.
Mi sembrano solamente un branco di persone stupide che cerca di pseudo-comunicare con altre persone stupide in una protolingua molto simile a quella usata dai cavernicoli piu che dall’inglese che conosciamo. Dunque sono parte del problema. Blogghi per la maggior parte di loro.
E da qui il disprezzo per me stesso.

Californication s01e05

A volte questo scenario mi sembra drammaticamente vero. Per ora l’unica cosa che mi fa continuare è la volontà di poter diffondere delle tecnologia abilitanti lì dove queste potrebbero migliorare il modo di vivere delle persone e salvare una terra incontaminata dalla lama impietosa della truce modernità.

Ma quando anche questo mio personalissimo sogno viene a mancare, beh mi viene solo da dire una cosa. E non la dico per rispetto di tutti quelli che fin’ora mi hanno dato fiducia e che mi sono stati amici per davvero

Ha senso tutto ciò?

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Ciao a tutti, mi chiamo Giovanni e sono 15 giorni che non lo faccio

addictedE’ dura, sto cercando di resistere a questa assenza forzata di connettività e non so se riuscirò a farcela. Di certo il mio intento non è disintossicarmi, ma di fatto sto provando un gran senso di vuoto. Ho con me solo una malefica scatola che continua a mandarmi messaggi subliminali oltre al telefono che mi permette di ossigenarmi di tanto in tanto.

Senza connettività non sono in grado di curare i miei contatti come vorrei, tantomeno di informarmi come vorrei.

E’ dura, ma spero che questa agonia duri ancora per poco, nel frattempo cercate di capire.

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