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Nasce oggi il consorzio lucano dell’Innovazione Tecnologica per l’ambiente e le TLC

Un modello lucano da esportare. Si chiama Createc, Consorzio delle piccole e medie aziende della Basilicata che operano nel settore dell’Osservazione della Terra, dell’Innovazione Tecnologica per l’Ambiente e nell’Ict.

Antonio Colangelo, amministratore delegato della Geocart e presidente della Createc, ricostruisce un percorso nato più di 10 anni fa, quando con la Geocart iniziò ad occupare quella nicchia di mercato legata alla capacità di trasformare quanto è oggetto di ricerca, in servizi affidabili ed avanzati, per la gestione dell’ambiente e la riduzione dei rischi naturali da offrire sul mercato.

Una sfida dapprima non facile che man mano ha preso forma colmando il gap innovativo e culturale (di tipo scientifico), che ha portato, con la solidità del proprio know how, a costruire un dialogo con gli istitutti di ricerca prima e con le istituzioni regionali e nazionali poi.

Gli attori, ognuno per la propria parte, che hanno favorito l’aggregazione del mondo delle imprese lucane sono sicuramente stati la Confindustria di Basilicata e l’ente Regione; ultimi ma non meno importanti, gli imprenditori che hanno deciso di mettere insieme l’eccellenza lucana, per far fronte alla nece3ssità di riunirsi per essere competitivi e in grado di generare economia, posti di lavoro e innovazione tecnologica.

Sono 20 le piccole e medie imprese lucana che compongono il Consorzio per l’Ambiente e l’Innovazione Tecnologica (Createc), specializzate in Ricerca Industriale e Sviluppo di Servizi Innovativi, con un numero di addetti complessivo oltre le 500 unità ed un fatturato totale di circa 45 milioni di euro.

Un altro esempio del modello lucano e del fermento esistente all’interno di istituzioni, enti di ricerca, mondo imprenditoriale ed università è la costituzione del Consorzio pubblico-privato Tern del Distretto Tecnologico, fortemente caldeggiato dalla Regione Basilicata.

E’ con iniziative di questo tipo che il “circuito Basilicata” collega tutti i suoi fili ed inizia a produrre energie positive per il territorio. Il Consorzio Createc, esempio di lungimiranza imprenditoriale, che entra a far parte di Tern, esempio di eccellenza dei centri di ricerca, dimostra la forza del Modello Basilicata e la sua capacità percorrendo i binari della Soft Economy, di essere esportato.

L’economia delle piccole cose che caratterizza e rende speciale o con un azzardo fa grande la Basilicata ha fatto capolino e sicuramente lascerà il segno.

fonte: la gazzetta del mezzogiorno

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Nel sud del mondo

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Dispatch: Zinbawe
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Pochi sanno che da un po’ di tempo mi sto dedicando ad un’attività che amo particolarmente: studiare i processi di evoluzione digitale nelle zone “disagiate”, nel sud Italia ed in tutti i sud del mondo. Credo fortemente che la forza della comunicazione dal basso delle nuove “tecnologie abilitanti” possa risultare una leva straordinaria per condure questi paesi verso un processo di riordino culturale, sociale ed economico.

Studiare i processi evolutivi della società dal punto di vista dell’ICT è ancor più facile ed i risultati molto più evidenti, ma soprattutto molto più importanti. A volte la comunicazione è vitale. Una notizia, un’informazione ti salva la vita. I gingilli con i quali tanto ci divertiamo possono risultare di straordinaria utilità per chi mette in gioco la propria vita ogni giorno. D’ora in poi su questo blog tenderò ad approfondire molto più di sovente questi temi, portandovi degli esempi o dandovi informazioni a riguardo. Credo che per comprendere la straordinaria efficacia di un mezzo come questo lo si debba guardare con altri occhi.

Non è retorica, solo passione.

Il primo esempio dello straordinario potere del “Web sociale” ve lo porto condividendo questo splendido articolo che vi invito a leggere integralmente:

“Conservation 2.0: Congo Park Rangers Bring Global Attention To Endangered African Wildlife ”

Continua ‘Nel sud del mondo’

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Campagna istituzionale: Adotta un blogger

Uno dei blogger più attivi della Basilicata, Sergio Ragone, che per inciso è anche il coordinatore regionale della Sinistra giovanile, ha lanciato dalle pagine del suo blog la proposta di “un tavolo di competenze tra bloggers ed esperti del settore” sulla nuova frontiera del WiMax. Citando un articolo sul tema pubblicato sull’ultimo numero di Nòva 24, Ragone sostiene che “pensare alla città futura e al futuro di Potenza, o più in generale della Basilicata, vuol dire investire sull’innovazione e su una nuova cittadinanza digitale che dia servizi e diritti anche attraverso la nuova infrastruttura, ossia il web. E la nuova scommessa della cittadinanza digitale, che superi ed innovi i già esistenti servizi dell’amministrazione comunale, è quella legata al WiMax. Queste cose le vorrei dire da qui a breve a Vincenzo Folino, neo-assessore con delega all’innovazione tecnologica. La mia idea - conclude Ragone - sarebbe quella di creare un tavolo di competenze tra bloggers ed esperti del settore e costruire una proposta seria che possa tenere dentro innovazione e partecipazione.Via Radio Palomar.

Lo spunto mi è stato dato appunto da Sergio. Esattamente come è successo di recente per l’ANSA, si sta pensando all’ipotesi di incontrare il neo-assessore all’innovazione tecnologica della Basilicata Vincenzo Folino per avere uno scambio di idee ed opinioni su quali tecnologie utilizzare per uno sviluppo davvero innovativo sul territorio. In pratica in Basilicata si vuole riprendere in mano il tema del BarCamp materano per confrontarsi con le istituzioni portando un valore aggiunto.

Non vedo perchè non si possa estendere l’idea ad altri territori con altre realtà.

Gli enti Comune e Regione hanno diversi problemi (soprattutto culturali) nei confronti di questi settori. Come risaputo invece, i blogger (quelli che fanno del blog uno strumento professionale) masticano con piacere e con passione questi argomenti.

Perchè allora non confrontarsi periodicamente, proponendo progetti ed idee concrete? Ne guadagnerebbero tutti.

Lo scoglio principale credo sia prevalentemente culturale. La mentalità “antica” delle istituzioni  si scontrerebbe un po’ con quella più aperta, dinamica e collaborativa dei blogger, ma ripeto, è solo una questione di mentalità. In ogni caso qualche cenno di cambiamento sembra essere all’orizzonte e non è detto che non ci sia sensibilità verso questa proposta che mi sento di estendere a tutti voi.

Sareste disposti ad andare a confrontarvi con i vostri assessori, comunali o regionali che siano?

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11 anni di Apple.com

Come sapete tutti oggi c’è stato il tanto atteso Keynote della Apple. Probabilmente la rete prolifera già di commenti e post a sufficienza per aggiungerci un mio punto di vista che, tra l’altro, potrei racchiudere tranquillamente in un “non vedo l’ora che escano l’iPhone e Leopard”.

Detto questo vorrei farvi notare che il sito della Apple ha cambiato faccia. Insomma, sul lato IA è rimasto più o meno uguale, ma è migliorata l’usabilità..ancora.

Era dal 2000 che la Apple lasciava praticamente intatta la sua home page (a parte qualche piccolo ritocco), ma oggi dopo aver annunciato un cambio di veste grafica per il suo prossimo sistema operativo, ha cambiato anche il sito.

Dopo aver visto questo cambiamento, mi è venuto in mente un libro che ho ripreso in mano poco prima di cambiare nuovamente (e spero definitivamente) layout del blog.

Detto questo ho fatto un paio di ricerche che vi vorrei riproporre. Si tratta dell’evoluzione dal 1996 ad oggi della home page di Apple.com.

Se siete fan della Apple e appassionati web NON CONTINUATE. Siete a rischio lacrimuccia. Continua ‘11 anni di Apple.com’

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A volte ritornano: la Radio

Ieri sera insieme a Roberto Placido ero ospite di Suzukimaruti e Giorgio Valletta su Radio Centro95.

Mentre ero in radio, guardavo ammaliato questi tre professionisti condurre una trasmissione spassosissima e mi è venuto in mente un mio vecchio post. Ve lo ripropongo qui perchè credo ne valga la pena.

La radio: il primo dei nuovi media

Leggendo un post di Charlie, ho avuto modo di riflettere su un media tanto vecchio quanto moderno: La Radio.
In realtà, credo che non lo si debba guardare come media pieno di limiti (e qui mi riferisco al post di Charlie), ma pieno di potenzialità e caratteristiche che altri “old-media” non hanno.Le immagini sono la grande forza della televisione, ma anche un suo limite. Una comunicazione audio-visiva impone un’attenzione costante, esclude dal campo visivo la realtà circostante allo schermo televisivo, implica una messa a fuoco, uno spazio intermedio tra noi e l’oggetto, anche se non obbliga una ricostruzione mentale degli eventi.
La radio, invece, permette all’orecchio di captare i suoni da qualsiasi direzione provengano, anche quando la fonte del suono è al di fuori della nostra portata, in quanto la fonte del suono può essere indifferentemente lontana o vicina. Captiamo il suono dagli autoparlanti della macchina, in cuffia, o da un’altra stanza.

La mancanza di immagini sono il suo limite, ma anche la sua forza.

La radio, inoltre sfrutta una caratteristica del corpo umano: L’ “àcusma”. Cos’è? Vi faccio un esempio.
Cosa fate quando non volete guardare qualcosa? Semplice, sfruttate una caratteristica del corpo umano, le palpebre. Le chiudete, interrompendo, di fatto, un flusso di informazioni visive in ricezione. Ma quando non volete ascoltare qualcosa che fate? Bè, sfortunatamente il nostro corpo non ha in dotazione dei tappi per orecchie.
Questa nostra caratteristica permette al suono di estendere la sua azione anche oltre il desiderato, facendolo diventare, appunto, “acusmatico”. (Pierre Schaeffer, “La voce nel cinema”, Pratiche, Parma 1991)

Un’altra caratteristica importante è la dimensione. A differenza della Tv, la radio può essere di dimensioni ridottissime, senza perdere alcuna delle sue caratteristiche, mentre è ovvio che il discorso non vale nell’audiovisivo. Diminuendo le dimensioni di una fonte di immagini, la qualità delle percezioni diminuisce.

La radio, come gli altri media, è stata investita dei processi tipici della modernità, riportandola alla ribalta, anche se di fatto ha più di un secolo di vita. La miniaturizzazione, la mobilità, la flessibilità e non per ultima, la stretta vicinanza a chi la utilizza (facendolo diventare un medium personale e non collettivo o familiare) sono le caratteristiche che più hanno contato nel processo di modernizzazione del mezzo. Un po’ come è avvento per il telefono, da medium fisso, è diventato mobile e quindi personale e intimo.

La flessibilità, sarà la carateristica più forte, proprio perchè permette di adattarsi ai newmedia portando ad una evoluzione del mezzo. Pensate al Podcast. Il concetto di programma radiofonico rimane, ma il palinsesto ce lo costruiamo noi e lo ascoltiamo quando più ci è comodo.

Ecco perchè la radio è il primo dei New Media.

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Le TV libere

Dal 2007 il monopolio delle televisioni per la diffusione commerciale in tutto il mondo viene infranto dal progressivo proliferare della banda larga e di mezzi e tecnologie a basso costo che permettono di trasmettere audio e video su Internet. In conseguenza di ciò proliferano in breve tempo le TV libere.

La TV libera è una emittente di piccole dimensioni sia in termini di studio, canale di comunicazione, costi di gestione; è in grado di coprire teoricamente qualunque parte del mondo; trasmette mediante protocollo TCP/IP sfruttando il World Wide Web: questa tecnologia, sviluppata negli anni settanta è disponibile in pratica dal 1991 ma sino ad allora poco sfruttata a causa delle alte competenze tecniche richieste e della scarsa diffusione di massa. Gli apparati di trasmissione sono più accessibili, anche in termini economici, supportano l’embedding su pagine Web ed una qualità audio video elevata.

La TV libera nasce e si sviluppa con intenti di trasmettere musica, dediche, notiziari tipicamente a carattere settoriale, programmi demenziali, idee politiche, comunicazioni specialistiche di diverso tipo.

I primi emittenti e consumatori sono i blogger che grazie alle loro attività virali permettono una rapida diffusione del mezzo.

Si annoverano programmazioni tra le più originali o strampalate. Vengono ad esse affiancate tecnologie più vecchie e rodate come chat, IM, ma anche SMS e skype. Questo permette di far diventare partecipe il pubblico.

Le prime TV libere hanno tipicamente una connotazione apolitica.

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