Il confine di nessun posto

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Vuoto

By estragon | November 28, 2006

Si, è proprio una strana sensazione di vuoto quella che mi sono ritrovato a vivere in questi giorni. Mi sono ritrovato in digital divide, e ho capito un po’ di cose di me che forse non riuscivo ad osservare neanchè se messo per ore di fronte ad uno specchio.

Mi sono tremendamente accorto che i miei interessi torinesi girano prevalentemente attorno ad un computer e ad una connessione ad internet. La cosa devo ammettere che non mi entusiasma.

Quando ne parlai ci ridevo sopra. Ora non più tanto. Mi sono reso conto che sono abbastanza dipendente da questa “droga”.

La cosa ha iniziato ad assumere questo aspetto soprattutto dopo la lettura dell’ultimo libro di uno dei miei scrittori preferiti.

La lettura (3 giorni pieni) ha colmato il vuoto ed il silenzio portato da questa assenza, ma mi ha anche fatto riflettere. Il libro parla di cose, luoghi e persone che non hanno molto a che fare con tutto quello che vi racconto (anzi direi proprio che non c’azzeccano niente) ed è stato il punto di partenza per una auto-analisi che ha portato risultati non molto incoraggianti.

Qui a Torino è così e pur non considerandomi un nerd, mi rendo conto che qui la situazione è questa. A Matera tutt’altra storia. Il computer lo uso davvero lo stretto necessario: mail, blog e i 5 minuti per vedere come vanno le cose in rete. Generalmente tutto questo avviene dopo pranzo, mentre aspetto che si scaldi la macchina per il caffè, con mio padre intento a farsi il suo riposino pomeridiano sulla poltrona in cucina e mia madre attenta a non fare troppo casino con i piatti del pranzo che puntualmente aspettano di essere sciacquati e messi in lavastoiviglie.

Quando sono a casa non voglio perdermi di ciò che la mia terra è in grado di offrirmi, amici compresi. Lì il tempo passa veloce e del pc nemmeno l’ombra (giusto una controllatina con il telefono alla posta quando sono in giro). Qui se non ci fosse stato quel telefono e Ammaniti il tempo non sarebbe passato più. Allora mi chiedo se (pur essendomi affezzionato a questa città), il mio subconscio non mi spinga sempre più forte verso sud.
E che c’entra il libro di ammaniti? C’entra. Proprio perchè parla di cose che accadono quotidianamente, di persone che sono proprio dietro casa o magari nel tuo stesso palazzo. Parla di tutto quel mondo che noi “malati” ci perdiamo, il mondo vero con tutte le sue bellezze, ma anche i suoi problemi. Qui sullo schermo siamo tutti schiavi di noi stessi e ci creiamo dipendenze ogni 5 minuti: i blog, youtube, i podcast e tutte le altre cose carine che puntualmente osannaimo.

La vita vera però è un’altra, da un’altra parte. Fuori dalla propria stanza, con persone vere a cui puoi staccare pizzicotti sulla faccia e farti due risate subito dopo, con la luce del sole che ti riscalda e che ti acceca quando cammini per strada e ce l’hai di fronte.

E’ vero, lo schermo può diventare una finestra sul mondo, ma a volte si rischia di farlo diventare l’unica finestra con il resto del mondo.

Fortuna che torno a casa presto. Lì mi disintoissico per un po’. Lì vado a camminare circondato dal niente. Lì incontrerò in qualche pub gli amici di sempre che di computer non vogliono tanto parlare. Ci farò due risate, una partita a carte, una birra e se va bene un po’ di carne arrosto, ma rideremo, felici di essere davanti ad un fuoco che arde durante l’ennesima serata prefestiva della nostra vita.

[P.S.

Fortuna che non siamo più così a Matera, piuttosto così. Un sentito grazie a Donato per aver scovato i video]

Topics: Vita a Matera, Vita a Torino, Pensieri |

3 Responses to “Vuoto”

  1. ancheio! Says:
    November 29th, 2006 at 8:44 am

    (grazie per invito,credo di esserci..anche se temo un pò la serata tutta web/digital/blog.);se non dovessi esserci troveremo il modo di vederci prima di tornare rispettivamente nel capoluogo e nella bella Matera;

    -Foto dal finestrino di un treno delle Apulo lucane..dalle parti di Gravina:nonostante siano scomodi e lenti,sono meglio di un’uscita in moto..tutto scorre più lentamente e puoi fare le foto:)

    -la vita al nord ha ritmi diversi e la bella città in cui adesso viviamo è,comunque, molto “urbana” rispetto alla quiete,ai camini accessi, alle dolomiti lucane e ai campi di grano sulla strada vecchia tra Montescaglioso e Matera (:)) però,se da qui, l’amiamo di più la nostra terra è comunque un bene esserci arrivati..
    funnyg

  2. FataElettronica Says:
    December 1st, 2006 at 3:20 pm

    Ricordati che prima di partire devi un pizzicotto ed una risata anche a me. Non mi ricordo quasi piu’ che faccia hai ;-)
    E poi a quel punto avro’ firmato il nuovo contratto e dobbiamo festeggiare. Appuntamento per il week end lungo dell’Immacolata. Bacio

  3. estragon Says:
    December 1st, 2006 at 5:07 pm

    Non ti ricordi che faccia ho? :)

Comments