Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

Twitter Annotations

| 21 June 2010 | Commenta

tag cloudMatthew Ingram su Gigagom anticipa alcune informazioni sull’imminente uscita di una nuova feature di twitter: le annotations.
La notizia è importante dal momento che ci darà modo di aggiungere un contesto ai tweets e di consentire il trattamento degli stessi, per non parlare del fatto che le URL possono essere inviate come metadati, piuttosto che come parte dei 140 caratteri.
Si tratta dell’ennesimo esempio di informazione di scala che cresce fino al punto in cui dobbiamo introdurre maggiori informazioni per gestire il contenuto. La regola è sempre la stessa: al crescere dell’informazione aumenta la necessità di aggiungere informazioni alla stessa per gestirla.
Twitter sta specificando il modo in cui le annotazioni saranno codificate, ma non quello in cui vengono definiti i metadati. È infatti possibile dichiarare un “tipo” con il proprio insieme di “attributi”. Ma quali sono questi tipi? La risposta è: qualunque cosa riteniamo opportuno.
Chris Messina avverte però che questo potrebbe creare confusione tra tipi e attributi. Penso che Chris abbia ragione. In parte.
Specificare la sintassi, ma non i tipi e gli attributi, sarà inevitabilmente fonte di confusione: quello che qualcuno tagga come “tipo”, qualcun altro potrebbe taggare come attributo, senza parlare della perdita di informazioni dovuta al tagging misto, quello in cui alcune informazioni sono in una lingua ed altre in un’altra.
Le paure di molti rispetto a questo punto sono a mio modo di vedere esagerate. Si, è corretto quello che dice Messina, ci sarà probabilmente confusione, ma la confusione è alla base di una folksonomy naturale. Alla fine saremo comunque in grado di raggiungere l’informazione di cui abbiamo bisogno sfruttando proprio il “miglior disordine possibile”.
Le Annnotations però sono sintomatiche di una volonta di Twitter di iniziare a creare un modello di business basato sulla monetizzazione di catogorie di tweets o addirittura sulla vendia di tweet singoli o di prodotti legati a quel tweet. Basterà per esempio utilizzare come “tipo” il prezzo relativo. Si potranno però anche utilizzare “tipi” che definiscono la popolarità dei tweet, introducendo il concetto di “rating” su messaggi che si qualificheranno sempre più man mano che verranno ritweettati e che il rating attribuitogli crescerà. Sarà per esempio possibile misurare anche l’umore del messaggio attraverso l’analisi degli hash tag correlati a specifici “tipi” di informazione.
Insomma, questo è un altro scenario possibile in grado di risolvere il problema della valutazione semantica dei link di cui si parlava qualche giorno fa.
La mia curiosità rispetto a questa novità sta nel vedere come gli utenti adatteranno la piattaforma alle loro necessità e se Twitter gli andrà incontro come ha fatto finora.
Certo è che l’affermazione di Derrick a proposito dei tag è sempre più più vera.

Twitter Annotations

Facebook ‘09 Revenue

| 19 June 2010 | Commenta

Pare che i profitti di Facebook durante il 2009 ammontino ad una cifra tra i 700 e gli 800 Milioni di dollari.
Certo, siamo ancora lontani dai 24 miliardi di dollari del 2009 di Google, ma davvero niente male per dei venditori di tappeti nati appena 6 anni fa.

Facebook ‘09 Revenue

I cinesi e la loro dieta mediatica

| 18 June 2010 | Commenta

Di recente Nielsen ha lanciato uno studio pilota chiamato Three Screen volto ad analizzare la dieta mediatica della popolazione cinese e focalizzato su 3 piattaforme: Web, TV e Mobile. Le prime ad essere monitorate sono una selezione di famiglie di Shanghai.
Trovo particolarmente interessante lo studio avviato da Nielsen, non solo per via della possibilità di comprendere meglio un mercato enorme ed in continua crescita, ma soprattutto perché può dare informazioni importanti sulla dieta mediatica del futuro. La popolazione cinese infatti è una fantastica lente d’ingrandimento per comprendere come le generazioni future, i famosi nativi digitali, si districheranno tra un offerta mediatica enorme, sia in termini di piattaforme, sia in termini di contenuti.
Gli stessi studi fatti in Africa e di cui ho parlato in passato sono straordinariamente importanti per lo stesso motivo.
Stiamo parlando di popolazioni che saltano i precessi storici di cotruzione e diffusione del Medium e di infratrutture/tecnologie a cui siamo stati sottoposti noi e che quindi si trovano a doversi districare tra un’offerta mediatica enorme. Nonostante la censura.

Tra le famiglie con televisori, PC e dispositivi mobili, la TV continua ad essere la piattaforma dominante con 156 ore al mese di fruizione, contro le 27 ore di Internet. Interessanti i dati sulla fruizione simultanea. Molti degli intervistati che hanno TV e connessione ad Internet dichiarano di navigare mentre guardano la TV. Quasi la metà (44%) svolgono attività di “visione simultanea”. Abitudine in crescita di qualche punto percentuale rispetto ai mesi precedenti. In questo caso la visione simultanea è risultata più alta durante la settimana che nei week-end.
Nelle finestre in cui è esistita la visione simultanea, i siti più visitati sono stati: Baidu (motore di ricerca), Kaixin (social network), 163.com (informazione), Taobao (portale), e Sina (portale).
Importanti le affermazioni a tal proposito di Jed Meyer, Managing Director, Media Services di The Nielsen Company:
“Il panorama dei media digitali in Cina sta evolvendo rapidamente. Grazie all’enfasi del paese rispetto all’adozione di servizi di Broadcast, radiodiffusione e all’integrazione tra TV/Radio Broadcast, Internet e reti di telecomunicazioni, nei prossimi cinque anni i consumatori cinesi adotteranno sempre più IPTV, Internet ad alta velocità e servizi 3G cellulari. È fondamentale che i Media e il mondo del marketing comprenda meglio in che modo guardare questi consumatori, perchè sempre più contenuti e servizi sono disponibili attraverso piattaforme multiple.”
Nel report di Nielsen esce fuori anche un’altro dato importante. Mentre il 94% dei partecipanti ai sondaggi, occasionalmente controlla il proprio telefono cellulari mentre guarda la TV, solo l’11% utilizza il cellulare per guardare i video. Un dato in realtà che non si discosta molto dalle abitudini di noi occidentali e per questo interessante.
Il nostro studio ha confermato che le nuove generazioni (tra i 15 e i24 anni) sono quelle che utilizzano di più i dispositivi mobili. Questa non è una sorpresa ” dice Meyer. “Ciò che è stata una sorpresa però, è scoprire che, mentre uomini e donne spendono la stessa quantità di tempo per l’utilizzo del telefono cellulare, le donne guardano più video sui loro telefoni cellulari rispetto agli uomini”.
Interessanti queste misurazioni quantitative. Sono sicuro saranno ancora più interessanti le analisi qualitative che permetteranno di rispondere ad una domanda importante per chi si avvicina a questi mercati: cosa guardano i cinesi?

I cinesi e la loro dieta mediatica

Il mercato dei Contenuti Digitali in Italia

| 18 June 2010 | Commenta

Confindustria ha reso disponibili i dati 4° Rapporto sul Mercato dei Contenuti Digitali in Italia.
Il report inizia si può riassumere con questa frase d’apertura

l mercato dell’e-Content ha raggiunto a fine 2009 un valore pari a 5.822,8 milioni di euro, con un incremento dell’8,8% rispetto all’anno precedente, in rallentamento rispetto alle previsioni, ma comunque in controtendenza rispetto all’andamento dell’economia nel suo complesso.

Nel dettaglio i comparti dei contenuti a pagamento in crescita nel 2009:

Video: complessivamente cresce del 6,2%, seppure con andamenti contrastanti tra i suoi segmenti emergenti (IP-TV,On-lineTV eTV DigitaleTerrestre,che hanno segnato rispettivamente +16,5%, +31,1% e +42,8%) e i segmenti più maturi (TV Satellitare, +1,3%) o mai decollati (Mobile TV, in calo del 15% circa);

Giochi e Intrattenimento on-line: cresce dell’88,6% sull’onda del grande successo delle scommesse e dei giochi di abilità;

Musica: pur continuando ad avere un peso ancora poco rilevante sul mercato, cresce del 33% grazie al grande successo del principale retailer di musica on-line (iTunes, rafforzatosi nel 2008-2009 in seguito al lancio dell’i-Phone).

Andamenti negativi sono stati segnati invece dai comparti:

News, che in attesa dei nuovi modelli di business dell’editoria registrano una contrazione dei ricavi (-2,7%) determinata sia dal calo degli abbonamenti (on- line e mobile) sia, seppur in misura ridotta, della pubblicità (che ha finanziato fino ad oggi il 60% del mercato delle news);

• Contenuti Mobile, che segnano un calo a due digit (-15,2%).

Da sottolineare il dato positivo più rilevante, quello relativo alla crescita del mercato dei giochi e dell’intrattenimento online: +88,6%. C’è da dire che molto però arriva dalla crescita esponenziale ottenuta da siti di iGaming (poker online, scommesse, etc..).

Quello negativo più eclatante è invece quello relativo ai contenuti mobile, effetto della contrazione dei ricavi legati a “Loghi e suonerie”, che tradizionalmente rappresentano la parte più consistente del comparto. E’ un dato questo sul quale ci si aspettano grosse variazioni nel corso dei prossimi anni.

Interessanti anche i dati relativi al mercato dell’informazione.

I ricavi complessivi del comparto sono calati nel 2009 a 142 Milioni di euro, dimi- nuendo del 2,7% rispetto al 2008 (fig. 2.8) e rappresentando solo il 3,3% dell’intero comparto dell’editoria quotidiana e periodica. Le previsioni sono ragionevolmente positive soprattutto per le iniziative del settore orientate alla rivalorizzazione con formule a pagamento dei contenuti sulla rete. Il valore del mercato, risulta formato da tre componenti principali, che al loro interno contengono vari fattori in grado di determinare l’evoluzione del mercato, sia nel breve che nel medio periodo. [...] nonostante un trend negativo, un nuovo impulso al mercato, infatti, è atteso provenire dalla diffusione anche nel nostro Paese degli e-Book e dei nuovi Tablet PC (di cui l’i-PAD di Apple è il princi- pale esemplare).

In sintesi il quadro che ne esce fuori è sostanzialmente positivo. La crescita di alcuni settori trascina anche altri mercati e la sempre maggiore integrazione delle piattaforme sta portando ad una sostanziale previsione positiva per i prossimi anni.

Per il rapporto integrale, il link di riferimento è questo.

Il mercato dei Contenuti Digitali in Italia

Interfacce naturali

| 7 April 2010 | 3 Commenti

Mentre l’iPad sta iniziando a far nascere riflessioni sulle nuove modalità di interazione tra noi e i futuri device (vedi le mie il giorno dopo la presentazione dell’iPad e quelle dopo la presentazione dell’iPhone), il guru dell’Interaction Design Donald Norman spiega perchè le intefacce naturali non sono poi così naturali.

Interfacce naturali

Basi missilistiche nucleari JUPITER

| 1 April 2010 | Commenta

Località dove fra il 1960 e il 1963 vennero posizionati 45 missili a testata nucleare JUPITER. Ogni base aveva 3 missili, uno di lancio e 2 di riserva. 10 basi sono in Italia fra Puglia e Basilicata, e 5 in Turchia.
La fiamma indica la posizione delle basi, il cerchio viola i centri di telecomunicazione troposcatter più vicini alle basi, smantellati nel 1994 in tutta Europa e gli aerei le basi aeree: la Base Nato di Gioia del Colle, tuttora in funzione, l’aeroporto Belbek in Crimea e la Base dell’Aeronautica Sovietica. Le linee blu segnalano l’orientamento delle basi di lancio. L’obiettivo era Mosca per quasi tutte le basi.

Ne parlavo anch’io tempo fa su questo blog, ma Francesco ha mappato le basi tra Puglia e Basilicata. Basta zoommare per vedere le basi dall’alto.


Visualizza Basi missili nucleari JUPITER in una mappa di dimensioni maggiori

Grazie a Foscus per la segnalazione.

Basi missilistiche nucleari JUPITER

Linguaggi digitali per il turismo

| 2 February 2010 | Commenta

via Roberta Milano.

E’ appena uscito il libro LINGUAGGI DIGITALI PER IL TURISMO (Apogeo), libro multiautore a cura di Giuseppe Granieri e Giampiero Perri che raccoglie i contributi, poi attualizzati ed arricchiti, del convegno “La nuova grammatica digitale per comunicare la promozione del territorio”. Il capitolo “Il marketing turistico nell’era del web” costituisce il mio piccolo contributo all’intero volume.

Tutto nacque in quel di Matera, ormai più di due anni fa. Il primo convegno davvero innovativo in campo turistico cui mi fosse capitato di partecipare. Ne ho scritto diffusamente in duepost distinti. Si è trattato di un convegno speciale (valutazione soggettiva, ovviamente) per contenuti, affinità, temi e visioni.  La nevicata eccezionale ha reso poi ancor più indimenticabile quell’incontro.
Con le uniche eccezioni di Sergio Maisterllo e Antonio Sofi,  non conoscevo personalmente i relatori. Con molti di loro sono poi rimasta in contatto e la loro grande competenza continua ad arricchire le mie conoscenze anche su temi solo apparentemente non legati al turismo. Le persone, infatti, hanno acquisito un comportamento e una familiarità con la rete e le sue opportunità che non vengono utilizzate a compartimenti stagni ma si propagano anche in campo turistico. “La sensibilità di coloro che frequentano i social network è sempre più influenzata da un unico fattore: la raccomandazione che avviene tra gente dello stesso network. (…) Ecco che ognuno di noi diventa di fatto il nodo di una rete di relazioni che unisce persone e luoghi molto lontani nella realtà” (dalla prefazione di  Derrick de Kerckove).
E’ un libro più sul metodo che sul merito, più facile da “taggare” che da riassumere. Territorio, esperienza, viaggio, comunicazione, linguaggi, sperimentazioni. Forse queste sono le parole che più sintetizzano  i temi trattati. Non è un manuale, è uno spunto di riflessione per comprendere come il turismo possa (anzi debba, aggiungo io) essere promosso in rete. Citando Granieri “per la prima volta assistiamo ad una così radicale mutazione nell’arco di una sola generazione. Un’accelerazione che ci obbliga a imparare in corsa e a non smettere mai di fare ricerca e di continuare a capire”.
Indice:
Prefazione – Il turista digitale non improvvisa
di Derrick de Kerckove
Introduzione – Sul perché e su alcune ragioni
di Giuseppe Granieri
La comunicazione per individui e non per masse
di Sergio Maistrello
L’accesso alla conoscenza turistica sul web: i motori di ricerca e le loro logiche
di Mauro Lupi
Il marketing turistico nell’era del web: nuovi approcci e nuove opportunità
di Roberta Milano
Cosa fare e cosa non fare nella Rete turistica. Il caso Italia.it
di Antonio Sofi
L’esperienza del territorio e lo spazio digitale
di Giovanni Boccia Artieri
La grande trasformazione
di Giampiero Perri
Appendice – L’esperienza del territorio in Second Life
di Giovanni Boccia Artieri, Laura Gemini, Valentina Orsucci
Ovviamente i contenuti sono stati poi aggiornati alla luce delle novità: in particolar modo il mio capitolo che citava dati e fonti specifiche. Qualcosa, anzi, andrebbe ulteriormente aggiornato ma lo farò in un prossimo post specifico.

Linguaggi digitali per il turismo

How News Happens

| 26 January 2010 | Commenta

Scopro un interessante studio su come sta cambiando l’ecosistema dei Media in funzione delle nuove modalità di creazione, fruizione, distribuzione delle notizie.

How News Happens