Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni. ...o quasi.
Ieri sera è partito il Geek Retrò, un programma sulla cultura Geek e le sue origini che ci accompagnerà per 10 settimane.
Ogni puntata affronta un ambito specifico della cultura contemporanea: cinema, documentari, fumetti, etc.
Si inizia con i videogiochi.
Si SCONSIGLIA la visione ai troppo nostalgici e ai deboli di cuore.
Ieri credo si possa affermare senza timore che sia stato un evento dalla portata storica, che però non sento di etichettare entro paletti troppo rigidi.
Un successo televisivo e soprattutto del Web che ha creato un ecosistema di Media attorno ad un evento come mai prima in Italia.
Lo spettacolo di ieri lo trovo “un’acrobazia”. Un’acrobazia in grado di sfidare le leggi del probabile o addirittura del possibile, ma all’estremo opposto di sfidare quelle dell’interessante.
Santoro ieri ha utilizzato la televisione nello stesso modo in cui Calvio ha utilizzato la parola: per disegnare ciò che fa di un’immagine il prodotto di una società e della sua storia.
L’inserimento di alcuni elementi all’interno del programma poi, quegli elementi che per taluni sono stati delle stonature, ritengo siano stati invece elementi importanti. Il mio pensiero positivo su questo deriva dalla coscienza che la società diffida del senso puro: essa vuole che vi sia del senso, ma al tempo stesso vuole che questo senso sia circondato da rumore che lo renda meno acuto. Così la si consuma esteticamente e non politicamente. L’abilità sta nel far passare il messaggio politico e non estetico, manipolando l’estetica stessa.
Il mio timore piuttosto sta nell’effettivo passaggio delle dichiarazioni sulle intercettazioni e in alcuni messaggi sottili, ma fondamentali, che ieri molti ospiti hanno fatto intravedere (Monicelli, Lerner, Luttazzi, Norma Rangeri, Barbara Serra).
Il timore è che l’evento di ieri sia stato abbastanza critico da destare preoccupazioni, ma d’altra parte troppo limitato (per pubblico, non per forma o mezzo) per costruire veramente una critica sociale efficace. L’attitudine a coglierne il senso non è forse essa stessa una deviazione di classe? (direbbe Eco).
Lo sguardo sociale passa qui quindi attraverso un estetica sottile fatta di forme diverse di comunicazione (satira, musica, giornalismo) che avevano il pieno diritto di essere lì.
E ho apprezzato l’intervento di Luttazzi per diverse ragioni. Le critiche sulla “volgarità” pornografica poi, lasciano il tempo che trovano, dimostrando quanto non si comprenda il ruolo della satira spinta. Niente è più omogeneo di un immagine pornografica, senza secondi fini e senza calcolo. Pornografico, non erotico (che è un pornografico alterato). Quindi l’immagine erotica in questo senso non avrebbe colto il senso profondo del messaggio. L’immagine pornografica ha raggiunto l’obiettivo e Luttazzi è un maestro in questo.
Lasciando da parte quindi le considerazioni personali vi fornisco un po’ di numeri.
TV
La combinazione di piattaforma satellitare e TV locali darebbero, dati confermare, uno share sul 13%. Mediamente Anno Zero raggiunge su RaiDue il 20%.
UPDATE:
Con una platea di oltre 1 milione e 39mila telespettatori e con una media di 538mila spettatori al minuto, Current si afferma come il canale leader dell’operazione Raiperunanotte. Una performance che e’ valsa al canale il 9,13% di share sugli abbonati di Sky e il 2,47% di share in totale: numeri che per una piattaforma satellite non sono per niente banali.
Web
Più di 125mila accessi contemporanei su raiperunanotte in streaming. Più di 60.000 accessi contemporanei su repubblica.tv. Entrambi hanno saturato la banda a loro disposizione.
Ma trasmettevano in streaming anche piattaforme di videosharing real time come mogulus e ustream i cui dati sono ancora da verificare. Anche rai.tv trasmetteva il live di rainews24, da cui ancora dobbiamo verificare i dati.
Lo streaming era visibile anche tramite VLC (i dati sono difficili da reperire).
Current.it ha quadruplicato gli accessi al sito nel solo pomeriggio di ieri.
Su twitter sono arrivati ieri quasi 5700 tweet all’ora taggati con @raiperunanotte (in media quasi 2 al secondo) portando questa tag ad essere una delle tag più utilizzate in europa ieri (per i cataclismi tipo Haiti o Cile siamo dai 5000 agli 8000). Il tag #luttazzi è stato anche lui uno dei più utilizzati in europa durante il suo l’intervendo.
Il canale twitter @raiperunanotte ha seguito l’evento con oltre 110 tweet ripresi da decine utenti.
Gli opiniopn leader italiani su twitter hanno spinto affinchè la tag diventasse popolare aumentando l’hype attorno all’evento.
In aggiunta a tutto questo ci sono anche le piazze e tutta la coda lunga che si sta delienando.
Il 25 a Bologna, accadrà una cosa straordinaria. Michele Santoro con la collaborazione gratuita di tecnici, giornalisti, cameramen, elettricisti, operai e tutta la produzione di AnnoZero, realizzeranno una puntata speciale di AnnoZero programma per dimostrare che la censura applicata dalla interpretazione ad-personam delle legge sulla parcondicio, bocciata, ma voluta comunque internamente dal CDA della RAI, non è sufficiente per mettere un freno alla necessità di pluralismo informativo e democratizzazione reale dei media in questo paese.
Non sto scrivendo tutto questo perchè Current sarà l’unica televisione nazionale a mandare la diretta sul proprio canale e quindi perchè l’evento ci vede direttamente coinvolti.
Sto scrivendo questo per un altro motivo che prescinde da Santoro e da Current.
Ho l’impressione che il 25 Marzo sarà una data che potrebbe segnare l’apertura di un dibattito di estrema importanza sulla situazione mediatica di questo paese, ma ancora di più sulla capacità, mai fin’ora mostrata fino in fondo, dei media sociali e soprattutto di Internet di dimostrare quanto forte possa essere il terzo ruolo dell’utente della rete, quello forse più ignorato, meno considerato: il distributore di contenuti.
Santoro in poche parole, sta chiedendo a tutti noi di utilizzare i mezzi che abbiamo per poter diffondere il suo programma.
Ci sarà appunto Current che, forte della sua indipendenza, trasmetterà in diretta la trasmissione sul canale 130 di SKY, ma ci saranno anche TV locali, radio, ma soprattutto utenti della rete.
Sarà curioso analizzare i risultati di questa modalità di diffusione e la capacità di penetrazione di un programma che su RAI 2 si attestava in media sul 20% di share (con circa 15.000.000 mln di di contatti unici di media a puntata, sempre secondo i sistemi di rilevazione auditel).
La cosa interessante è che si avranno dati molto più precisi proprio perchè misurati secondo le metriche del Web, ma se Santoro dovesse riuscire a portare a termine l’impresa, non solo sarebbe una vittoria della democrazia, una sberla a chi liberamente interpreta a proprio piacimento le leggi di questo paese, a chi cerca di chiudere il becco ai giornalisti che di mestiere raccontano fatti, anche se spiacevoli e sgraditi. Non sarà certo solo questo.
Sarà la dimostrazione che la rete può fare la differenza. Che anche attraverso la rete si esprime la volontà di una società, di una nazione. Che non c’è censura che tenga.
Questa per me è una grande occasione per dimostrare tutto questo e mi piacerebbe tanto che non andasse sprecata.
Aspettiamo il 26, poi tireremo le somme.
Di sicuro a Santoro va dato atto di essere coraggioso e di credere che la democrazia si possa esprime anche in questo modo, col passaparola e con la volontà dei singoli di manifestare il proprio diritto ad essere informati.
Mi sono arrabbiato, e tanto, guadando questa inchiesta perchè ci ho visto molto di quello che sono. Ci ho visto molto di quello che ho passato negli anni in cui ho vissuto nella mia terra d’origine. E, come tanti altri, ci ho visto molte cose di cui non sapevo, di cui avrei voluto sapere, ma che mi sempre state negate.
La scorsa settimana, nel tentativo di portare all’attenzione di chi mi segue sul blog e sui social network, l’appuntamento di stasera con il Vanguard mi sono imbattuto in un commento lasciatomi su Facebook che mi ha fatto spavento. Superato questo ho riflettuto su cose che non ho mai voluto vedere fino in fondo.
Mi è stato chiesto da un amico come mai stessi in qualche modo supportando Current a fare un inchiesta che avrebbe messo in cattiva luce la mia terra. Come dire: i panni sporchi andrebbero lavati in casa.
La cosa mi ha spaventato perchè mi sono ritrovato a fare i conti con una mentalità purtroppo diffusa, capace di osteggiare le scomode verità che, anche se ci danno fastidio, ci troviamo a coprire per via di chissà quale orgoglio, di chissà quale senso di appartenenza che alla lunga si scopre deletereo per noi stessi che quella terra la viviamo e la amiamo ogni santo giorno.
Non metto in dubbio la bontà delle affermazioni di colui che mi ha scritto questo commento, ma purtroppo questo difetto di noi lucani non è che solo uno dei motivi che tanto spesso ci portano a essere così invisibili nella società civile, così poco conosciuti, così screditati nonostante, sono convinto, non ci sia nulla da invidiare a nessuno.
Il problema è che dobbiamo fare i conti con la realtà, la stessa che spesso tendiamo a sottacere, a nascondere per non fare brutta figura. Dobbiamo invece incazzarci, lottare affinchè venga fuori e serva per creare un posto migliore. Per noi stessi.
Trovo alcune parole di Vito a proposito di questa inchiesta, assolutamente calzanti. Parole che arrivano da un uomo del sud che con situazioni come queste ci ha avuto a che fare più e più volte.
Parlare di Sud ancora oggi impone una scelta a priori. Bisogna decidere in che chiave parlarne, a chi raccontarlo, perché. Il mezzogiorno d’Italia non è solo un luogo geografico, né un unicum definibile e ben identificabile. Esistono tanti sud, ognuno dei quali preferibile a seconda degli interessi di chi ne parla. [...] Ma c’è un Sud più importante di tutti gli altri, perché in esso convergono tutti i sud elencati e, soprattutto, i loro destini. E’ il sud dell’ecomafia. Quello fatto di politiche scellerate e conniventenze che hanno permesso, negli ultimi decenni, un assalto senza precedenti al territorio e all’ambiente. Punto di approdo dei veleni delle industrie del nord Italia e dell’Europa, zona franca per l’abbattimento dei costi di smaltimento di rifiuti, tossici e pericolosi. [...] Un sud di falde acquifere contaminate, vocazioni agrituristiche soffocate in virtù di interessi particolari, paesaggi alterati. Un sud sconosciuto, impossibile da monitorare. E’ il sud più importante perché è in questo sud avvelenato che vive, si ammala e muore una parte del nostro Paese. Perché la bomba ecologica è già esplosa e adesso la questione è decidere come decontaminare l’area, ricomporre i pezzi, salvare i resti. Indietro non si torna. E’ anche lo stesso sud che risponde all’omertà con la denuncia, al silenzio con la protesta, all’ignavia con la ribellione. E oppone alla violenza l%2
Si amici miei. L’isola felice di cui tanto ci vantiamo, alla fine, tanto felice non è. Ed io, da sempre orgogiosamente lucano, di questo non posso certo farmene un vanto. E mi fa male. Ma sento di dover denunciare tutto questo, pretendendo risposte da tutti quelli che pur sapendo, quelle risposte avrebbe dovuto darle tempo fa e che invece hanno taciuto per il proprio interesse. Le mie parole e i miei sentimenti riuguardo un’altra storia non tanto lontana, tornano quindi ancora una volta alla luce, provocandomi le stesse sensazioni. Il sentimento che ho provato vedendo quello che c’è sotto il coperchio della pentola non può che provocarmi quelle stesse sensazioni, quella stessa arrabbiatura.
Spero che qualcuno capisca fino in fondo quello che sto scrivendo. Spero di non dovermi più ritrovare solo a lottare contro i mulini a vento. Spero che l’orgoglio di un popolo cocciuto ma sincero, povero, ma fiero esca fuori e si riprenda ciò che gli spetta. Non ci sarà nessun messia questa volta, bisogna riprendere in mano la propria vita, mettersi insieme e urlare ancora più forte delle ipocrisie di chi ancora millanta promesse con la retorica dell’impossibile. A questo punto non c’è più niente da perdere. Sta solo a noi decidere il nostro destino.
E alla fine continuo, ripeto e ripeterò all’infinito rivolgendomi a tutti quelli che con me condividono la terra, il sangue e la passione per quello che abbiamo: dovete svegliarvi da questo torpore! Dovete reagire a quello che ci stanno facendo, a quello che stanno facendo ai posti magnifici in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere, al nostro lavoro, al nostro futuro. Dobbiamo far in modo che esca fuori quell’animo fiero e sincero che ci caratterizza, lo stesso che ha lottato per la liberazione delle terre, per le scorie di scanzano, per supportare altre mille cause che hanno portato un popolo dimenticato ad essere una cosa sola, a farsi sentire perchè cocciutamente testardo. Dobbiamo tornare ad essere una cosa sola. Dobbiamo amare ogni giorno quello che abbiamo e che, per colpa di qualcuno, stiamo perdendo giorno dopo giorno, un po’ alla volta, come fosse un tumore che ci corrode nel tempo. In questo caso la cura siamo tutti noi con la nostra capacità di guardarci un unico popolo, di far sentire la nostra voce, di lasciare l’omertà, di metterci la faccia e l’anima. Capaci di poter tornare orgogliosi di essere figli di una terra che non potremo fare a meno di portare sempre nel nostro cuore. Perché tutti noi siamo questo. Figli di una terra che ci è madre e come tale porteremo sempre con noi.
Le sonde della nave Mare Oceano, ingaggiata dal Ministero dell’Ambiente e dalla Dna, non rinvengonoal largo di Maratea alcun relitto contenente materiale radioattivo.
Il Ministero dell’Ambiente e la Dna ha disposto i rilievi sui fondali tirrenici dove si presume giacciano le “navi dei veleni”, in base alle dichiarazioni del pentito di ’ndrangheta Francesco Fonti.
I primi rilievi ministeriali sono stati effettuati il 27 ottobre scorso al largo di Cetraro, per verificare la presenza del relitto Cunski rilevata il 12 settembre dalla nave Copernaut, incaricata dalla Regione Calabria.
Le misurazioni della Mare Oceano rivelano la presenza non del Cunski ma della nave passeggeri Catania, affondata nel 1917 e priva di carico di materiali tossici.
Guardate, se volete, l’inchiesta sulle Navi dei Veleni che ha fatto scoppiare il caso.
La generazione nata negli anni ’90 è cresciuta in un ambiente pienamente digitale: internet, videogiochi, smartphone, social network sono per I nativi digitali pane quotidiano, parte integrante della loro vita.
Chi sono I figli della Rete, e quanto sono diversi dai loro padri?
Quali sono le implicazioni a livello sociologico, psicologico e cognitivo del crescere ed apprendere in un ambiente digitale?
Compaiono in puntata:
Dr. Gary Small (Neuroscienziato, UCLA)
Howard Rheingold (Insegnante e saggista, Stanford University)
Il gioco dell’anno è iniziato ufficialmente.
Per la prima volta in Italia un ARG in grado di fare le scarpe alle più blasonate serie TV americane.
Sotto la prima puntata. Qui il sito dove adunarsi.
Il “gioco” però, esce dagli schermi, esce dalla TV e dal Web. E’ attorno a voi. Voi stessi siete parti della storia e forse dovete ancora capirlo.
Buona caccia.
Martedì 29 settembre prossimo a Milano Current proverà per la prima volta in Italia a creare un evento capace di vivere in TV, in un cinema e su Web, contemporaneamente e con forme di verse di partecipazione.
L’evento è stato creato per il lancio della nuova stagione del Vanguard, lo show di inchiesta di Current vincitore, tra le decine di altre cose, anche di un Emmy Awards nel 2007.
In diretta TV (sul canale 130 di SKY), ma anche su current.it, corriere.it e sky.it verrà trasmesso uno show in cui i nostri giornalisti Vanguard dai nostri studi di Los Angeles ci presenteranno la nuova stagione. In contemporanea, nel cinema Odeon di Milano, giornalisti, blogger, utenti e amici assisteranno allo show proiettato sullo schermo cinematografico facendone, allo stesso tempo, pienamente parte. Alcuni giornalisti (tra cui nomi importanti) faranno delle domande ai loro (e miei) colleghi americani. Tutti gli altri, presenti nel cinema o da casa, potranno invece interagire tramite Twitter semplicemente inviando un replay a @currentitalia o aggiungendo ai Tweet il tag #currentitalia.
Il risultato sarà che durante la diretta in TV, su Web e al cinema, i vostri Tweet appariranno in diretta sotto le immagini, aggiungendo un layer di comunicazione in grado di dare la percezione del sentiment rispetto a quello che si sta passando in TV/Web/Cinema.
Di fatto l’esperienza “collettiva” tipicamente cinematografica, viene riproposta in salsa Social grazie a Twitter, che grazie alla sua anima conversazionale permetterà di creare un dibattito sui temi che verranno affrontati.
Chiunque volesse è invitato al cinema e potrà assistere a tutto l’evento gratuitamente dalla sala insieme a noi.
In sala ci sarà anche il Wi-Fi per permettere ai presenti di Twittare o bloggare. Per venire al Cinema con noi basterà mandare una mail di conferma a vanguardlive@current.com . Lo show inizia alle 19 (bisogna essere al cinema per le 18).
Durante l’evento, ma anche nei giorni successivi, ci saranno una serie di sorprese per coloro che saranno in sala
Vanguard è la serie che vi farà vedere (presto anche su Web) le inchieste che gli altri non vi fanno vedere. Vi racconterà le storie che “gli altri” non possono/vogliono raccontare. Proprio per questo, ma anche per scherzare un po’, abbiamo creato un’ applicazioncina che permetterà di bendare chiunque vogliate. Il motivo della benda? Fa parte della sorpresa.
L’applicazione la trovate qui.
Per il momento da qui è tutto. Altri aggiornamenti ve li mando via Twitter, FriendFeed o Facebook sui canali ufficiali di Current.
Per il mio corso di Cultura dei Nuovi Media, c'è un sito dedicato. Mi trovate anche su questi Social Network: Twitter, FriendFeed, Facebook, Linkedin o Flickr. Sono anche appassionato di Fotografia. Qui trovate i miei scatti.
Ovviamente potete anche scrivermi una mail: giovanni.calia [at] gmail.com
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