Archive for the 'hiTech' Category

Microsoft compra Yahoo? Vedremo.

La società di Bill Gates ha lanciato un’Opa sul motore di ricerca in crisi. Le azioni in pochi minuti schizzano del 53 per cento. Proposti 31 dollari ad azione. No comment della Ue sul piano della società di Redmond.

Repubblica.it

44,6 miliardi di dollari, questa la cifra proposta da Microsoft per comprare Yahoo!. Certo sarebbe una delle più grosse acquisizioni della storia della Silicon Valley, sia per la cifra astronomica che per la storia di queste due società. Vedere Yahoo! in crisi però mi dispiace. Il primo grande motore di ricerca/portale della storia del Web che arranca quasi come se avesse perso le speranze di vincere da solo la battaglia contro Golia.

Certo che il confronto tra il connubio Microsoft/Yahoo! e Google/Apple non è mai stato più palese. Solo aziende? No, certo che no. Stiamo parlando di filosofie diverse che qualcuno negli anni ha imparato a distinguere.

Vedremo finirà questa storia.

Make Current

 Commenta

The box is open

Purtroppo da quando è stato ristretto l’accesso a Pandora, non sono riuscito a trovare un degno sostituto. Neanche LastFM ci è riuscito. Pandora è stato uno straordinario strumento di ’serendipity’ per me e molti altri appassionati di musica come me.

Non sto scrivendo questo per dirvi che Pandora è nuovamente accessibile su pandora.com, ma per dirvi che c’è il modo per ascoltarla ugualmente. Proxy? Beh è la soluzione più utilizzata dai fedelissimi, ma è complicata per molti. Ora c’è una alternativa.

Sono qui a dirvi che è nato globalpandora.com, un sito in cui ritroverete Pandora e il suo ‘genoma musicale’. Sto parlando di Pandora in tutto e per tutto. La differenza? Risiede nel fatto che Global Pandora è su territorio inglese. Se inserite i dati del vostro account troverete perfino le stazioni create in passato. Insomma, Pandora è tornata! Oltre che un gesto per sottolineare l’importanza della libertà di diffusione, i ragazzi che l’hano creato stanno supportando una raccolta firme lanciata da Chris Thornett di PC Plus magazine mediante una petizione. Il destinatario? Il primo ministro britannico. Ecco il testo della petizione:

We, the undersigned believe that the current licensing fees for musical and lyrical composition (issued by the MCPS-PRS) for music webcasters are excessive and detrimental to the growth of the Internet music industry in the UK. We also believe that they remove a potential revenue stream for hardworking musicians to earn from their talent.

We request that the Government investigate the current licensing cost, and legislate if appropriate, so that independent webcasters and online personalised music services only face reasonable fees that make business in the UK economically viable.

We also request that the Government oversees that performance fees (issued through the PPL) for Internet music, which are yet to be agreed, are also set at a rate which are reasonable and make business in the UK economically viable.

A questo punto non posso che invitarvi a godere nuovamente della musica di Pandora.

Make Current

Commenti

There’s something in the air

“There’s something in the air”. Non si tratta solo del motto dell’evento Apple di martedì prossimo, ma più in generale di una sensazione che sento a pelle da un po’. Nel “nostro mondo” sta per succedere qualcosa o magari sta già accadendo.

E’ infatti da un pezzo che non si sente parlare di novità davvero eclatanti da queste parti. Da un po’ di tempo si sentono sempre le solite cose. Novità che poi in realtà non sono novità, piccoli ritocchi a tecnologie magari datate, ‘mode’ dagli effetti sociali conosciuti e ormai assodati. Insomma c’è una calma piatta. Questo però non è un male, anzi. Chi studia economia finanziaria, sa bene che quando i mercati sono fermi spesso significa che ci si sta preparando a nuovi investimenti, a nuove uscite. Nella storia del Web, nel mercato dei PC e sull’ HiTech in genere è sempre stato così: i periodi un po’ piatti preludevano qualcosa di grande e nuovo. Quello che penso è che in effetti ci sia qualcosa di nuovo in arrivo che probabilmente modificherà ancora i gusti e le tendenze del mercato o le modalità di interazione sociale mediante strumenti informatici.

Il CES appena concluso non ha portato grandi novità, ma qualche segno sta arrivando da altre parti. Il computerino Asus infatti, non è che il pioniere di una serie di prodotti simili in arrivo sul mercato quest’anno. Qualcuno dice che Apple presenterà proprio un prodotto simile il prossimo martedì. Certo è che la guerra al Laptop economico è appena iniziata (vedi caso OLPC).

Non è un caso che Mary Lou Jepsen, ex-chief technology officer di One Laptop per Child abbia partorito il Pixel Qi. L’obiettivo della sua nuova società? Realizzare un portatile a basso costo che non superi i 100 dollari, fissando il prezzo ideale sui 75 dollari.

Credo comunque che la maggior parte delle novità arriveranno dal mondo della televisione che si scinderà con i video contenuti del Web, anche se a quanto pare si deve ancora capire bene con quali modalità.

Come accade ormai da qualche anno, il Macworld di San Francisco indicherà la strada. Da queste parti si aspetta un po’ ansiosi di vedere cosa accadrà. Nel frattempo si sprecano i rumors.

Make Current

 Commenta

Modi saggi di usare la tecnologia

Il fatto che a Stoccolma si possa pagare la corsa in autobus semplicemente inviando un sms al numero della compagnia di trasporti, mi fa tornare in mente tutte quelle cose che la tecnologia a nostra disposizione ci aiuterebbe a fare ed invece non si fanno. In realtà non stiamo parlando di chissà quali tecnologie futuristiche. Stiamo parlando degli sms, una tecnologia ormai vecchia e utilizzata ancora per scopi futili (da noi).

Persino Howard la immaginava una tecnologia in qualche modo abilitante.

E pensare che basterebbe solo un po’ di fantasia.

Make Current

Commenti

IPhone: invenzione dell’anno

Per il Time l’iPhone di Apple è l’invenzione dell’anno.

Ecco le motivazioni:

iPhone è bello: sono tantissime le compagnie produttrici di telefoni che mettono il design in secondo piano. Per la Apple invece resta sempre al primo posto..e il risultato si vede!
È touch-feely: il touch-screen era una tecnologia già esistente ma con questo dispositivo è stata sfruttata a pieno, resa semplice, intrigante e soprattutto funzionale.
Ravviva la concorrenza: gli accordi nati tra Steve Jobs e la AT&T nei quali la compagnia telefonica cedeva carta bianca per la costruzione del telefonino hanno suscitato le invidie degli altri produttori di cellulari che, adesso, iniziano a chiedere le stesse libertà.
Non è un cellulare, è una piattaforma: iPhone di candida a non essere solo un telefono ma bensì una vera e propria piattaforma quando, nel febbraio del 2008, verrà rilasciato un Software Development Kit (SDK), ovvero un insieme di strumenti che daranno la possibilità di realizzare applicazioni.
Grandi potenzialità per il futuro: fino ad oggi sono stati venduti 1,4 milioni di iPhone, è quindi facile intuire che questo sarà solo l’inizio di una lunga serie di modelli sempre migliori, esattamente come è andata con gli iPod. [*]

Make Current

Commenti

Pronto? dove sei?

Quante volte avrete fatto questa domanda per telefono? Beh, in America pare abbiamo trovato il modo di riolvere il problema.

Il cellulare, come predetto da molti, si sta evolvendo a tal punto da non poter più essere definito solo un “telefono”. Oltre alle mille cose che già fa, negli Stati Uniti sembra che sia scoppiata un’altra moda. Sam Altman ha inventato infatti un sistema che è in grado di visualizzare sul display del terminale mobile il punto esatto della mappa in cui si trovano i vostri amici. La procedura è semplice, basta avere un gps integrto nel telefono o un antenna gps esterna. Ci si registra su loopt.com e si inizia a partecipare a questa social network condividendo non solo la propria posizione geografica, ma anche i propri locali preferiti o semplicemente i “posti” più amati, magari inviando una foto. Si possono ovviamente taggare i posti e creare degli eventi geolocalizzati sulle mappe digitali, il tutto nel rispetto della propria privacy.

Il desiderio di essere connessi, a quanto pare, passa anche da qui e gli americani ne vanno pazzi, anche se si stanno iniziando a porre delle domande sull’effettivo valore etico della cosa. Insomma, un conto sono gli amici ed un’altro è essere controllati dai propri genitori o dal coniuge, per non parlare poi del capo.

La tecnologia è sicuramente interessante, ma forse è giusto che rimanga solo un gioco.

Make Current

Commento