Archive for the 'Blog' Category

ADVcamp reloaded

Ci avevo provato più di un anno fa, ma non si fece più niente.
Ora, all’interno della BlogFest, qualcuno l’ha riproposto con successo.

Sono contento.

Sarà l’occasione per chiacchierare dell’imminente arrivo di una novità assoluta Current Created, ma anche per discutere di temi mai affrontati in un BarCamp (si tratta il primo BarCamp italiano dedicato all’advertising, alla comunicazione e alle loro nuove forme).

Ovviamente il contesto sarà l’occasione per incontrare vecchi e nuovi amici, ma questo “che ve lo dico a fare”.

p.s.

Sono anche contento perchè finalmente Enrico avrà le sue risposte. ;)

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Time Machine: The Flectcher Memorial Home

leave

La finestra non offriva una grande visuale, ma permetteva di portare il calore e la luce in una stanza completamente avvolta dal grigio. Erano proprio stanze come quella a rappresentare il mondo di alcune tra le persone più sfortunate di Grandville. La “Home” la conoscevano tutti in città, ma si faceva finta che non esistesse. Era una presenza scomoda. Lì passavano la giornata alcune decine di persone con problemi psichici. Quello era tutto il mondo di Irvin. Viveva lì dall’età di 16 anni, abbandonato a se stesso, accudito da estranei che lavoravano controvoglia per un misero stipendio. Le giornate di Irvin, come quelle degli altri, non erano che un alternarsi di giorno e notte, colazione, pranzo e cene, momenti vuoti e crisi nervose. Così da 14 anni. La dieta era monotona, monocromatica, come la grigia vita nell’istituto. Irving amava passare le giornate lontano dagli spazi di socializzazione, rintanato nella sua camera.

Se non fosse stato per il lavoro, Anne sarebbe potuta uscire con Adam. Rimase a fare lo straordinario nel piccolo self-service in centro a Grandville. Non ne era affatto felice, sapeva che Adam aveva organizzato tutto e lei aspettava quel primo appuntamento da tempo. Dovette desistere e si ritrovò a fare il turno fino a mezzanotte. Alle 23:40 il self-service era vuoto e la città deserta. Sapeva benissimo che a quell’ora di mercoledì non sarebbe arrivato nessuno. Chiuse il locale e si avviò verso casa. L’estate si faceva sentire anche a quell’ora. Dopo alcuni passi Anne si sentì chiamare. Si voltò e lo vide. Adam era rimasto ad aspettarla non curante delle ore che passavano. Le prese la mano e lei arrossì. Entrambi, pur senza mai dichiararsi chiaramente, aspettavano quel momento da tempo. Anne si sentiva imbarazzata, spaesata. Quasi incredula iniziò a pensare a cento cose diverse. Riuscì addirittura a preoccuparsi per il suo aspetto fisico, più da lavoro che da uscita romantica. Adam la consolò e le propose una passeggiata lungo le rive del fiume Liffey, lì dove gli alberi della pineta arrivavano quasi a sfiorare l’acqua, lungo il sentiero che portava al porto di Santa Lucia. Lei imbarazzata accettò. Dopo un po’ si ritrovarono a parlare, sorridere e scherzare illuminati dal bagliore della luna.

Continua a leggere il racconto originale

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Aspettando memesphere

Le parole rimangono nel tempo, ma appaiono nelle conversazioni a volte per pochi secondi

Inizia così l’attesa per uno strumento che si annuncia come una piccola grande rivoluzione “semantica” nel panorama del Web italico.

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Come se l’avessi scritto io

Avviso: oggi mi sono svegliata un po’ polemica (ho anche le mie ragioni, ma ve le risparmio).

Della rete mi piacciono molte cose. Non la abito come vorrei, soprattutto negli ultimi mesi. Però, come ho detto tante volte, da qui sono nate belle amicizie, da qui mi vengono tante idee e suggerimenti, ecc… Questo, quindi, lo lascio sullo sfondo.

Però della rete (in realtà dei blog, più che della rete), ci sono anche parecchi aspetti che proprio mi infastidiscono.
In ordine sparso:
- il racconto attraverso i link delle serate o giornate passate con blogger famosi: se voglio dire conosco x, perchè farlo attraverso giri di parole, o racconti tipo “meno male che x-link- mi ha girato lo zucchero nel caffè ieri -link-?
- il formalismo: ho sempre pensato che la forma conti. Studio comunicazione, so bene che esiste un piano del contenuto e uno della relazione, che la comunicazione scritta necessita di altre forme per far passare l’aspetto emotivo ecc.. Lo so, giuro. Ma trovo che i blogger si mettano molto meno in discussione di quanto dicono di fare, e siano molto meno aperti alla discussione e alla dialettica di quanto dichiarano. Come nel mondo off line, d’altra parte, solo che lì non si finge il contrario. Di questo ne ho parlato di persona con alcune persone, ma nessuna di loro mi ha convinto. Continuerò a fare commenti critici, se non sono d’accordo sul contenuto (sulla persona non mi permetto), e continuerò a farlo senza per forza mettere mille indizi sul fatto che non sto mandando a quel paese o alzando la voce. Se si fraintende, mi dispiace. Le lettere personali, invece, quelle sempre via mail.
- l’autoreferenzialità, che si sposa malissimo con la retorica dell’apertura, portata avanti spesso mediante la metafora del link. A me pare che spesso invece prevalga la chiusura, data dal crogiolarsi nel divario di competenze, di linguaggio, o semplicemente, di ex classifiche.
- la discriminazione concettuale dentro/fuori (on line/off line): quando si parla di politica, per esempio.
Secondo me possiamo star qui ore a raccontarcela su quanto sarebbe giusto, ovvio, scontato che la politica fosse conversazione, partecipazione, dal basso, ecc… Di fatto le logiche dei media tradizionali sono molto più che rappresentative dell’opinione politica degli italiani (ved il successo della lega) Forse, invece che riflettere su quanto sarebbe meglio avere le brioche alla marmellata di ciliegia (con tanto di link), molto meglio di quella all’albicocca, ci si potrebbe impegnare di più a capire come fare ad avere il pane.
- il resto, sempre contorno: il caso di Al Gore a Current. Va bene, non sono stati abbastanza “2.0″. Alla faccia dell’essere riduttivi. Marmellata all’avocado di marte.
Oggi sono polemica, niente link.
Commenti, se ci sono, pubblici please

http://valelandia.blogspot.com (senza link ovviamente). :)

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Al Gore, Joel Yatt ed i blogger

Come ormai sapete tutti, Al Gore e Joel Yatt incontreranno i blogger italiani grazie ad un evento che non ha precedenti. Mr. Gore ha deciso di dedicare ai blogger più tempo del previsto, equiparando di fatto l’incontro con i blogger a quello con i giornalisti (che avverrà qualche ora prima) .

Già questo mi sembra degno di nota, anche perchè sono sicuro che questo passaggio verrà ripreso dalle grandi testate confermando un passo importate per a blogosfera nostrana.

Nell’ora e mezza che Al e Joel dedicheranno ai blogger, come potete immaginare, sarà difficile permettere a tutti di fare la propria domanda, così come sarebbe impossibile far parlare i non presenti. Per questo motivo in Current abbiamo pensato che la soluzione ideale, più democratica, funzionale e trasparente sarebbe stata quella di utilizzare un sistema digg like. Beh, se conoscete già Current saprete che il sistema del “Voto” è quello che viene utilizzato per far andare in Home Page le news più popolari per poi farci tante belle cose…(che presto vi spiegherò).

La versiona italiana non è ancora pronta, quindi abbiamo dovuto mettere il tutto sul sito americano (e quindi in lingua inglese). E’ necessario registrarsi (prima o poi lo dovevate fare no? :P ) e poi aggiungere la domanda. Sarà possibile anche proporre una video domanda.

Verranno le 15 più votate (se ci sarà tempo anche di più), ma ricordatevi che i topics dell’incontro saranno relativi alla filsofia Current e al nuovo modo di concepire la TV nell’era di Internet.

Sarà possibile inserire le domande fino al 4 maggio perchè in Sky (dove, credetemi, stanno cercando di fare di tutto per democratizzare il più possibile l’incontro) dovranno preparare le grafiche per la diretta (TV e streaming).

Fatemi sapere cosa ne pensate, ma mi raccomando votate, votate, votate!

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Otto milioni leggono i blog in Italia, oltre 3 milioni i blogger

Come ha segnalato Andrea in un commento ad un precedente post, Universal McCann ha realizzato la terza edizione della ricerca sui social network chiamata Social Media Tracker (formato PDF) che avevo già segnalato in un articolo su Punto Informatico l’anno scorso.

La ricerca si è concentrata su un panel di persone tra i 16 e i 54 anni che utilizzano internet almeno una volta ogni due giorni (active users), intervistando complessivamente 17 mila individui in 29 nazioni. È un campione che trovo significativo in quanto esamina chi la Rete la usa davvero e che riguarda 10,2 milioni di italiani.

Molti sono i numeri che vale la pena evidenziare, in particolare sulla quantità di lettori di blog (8 milioni) e sui blogger (3,4 milioni), area in cui l’Italia si posiziona ai vertici continentali. Rispetto agli altri paesi europei, abbiamo la maggiore percentuale di lettori di blog (79%) sul totale degli active users, e siamo anche primi in quanto a persone che li leggono ogni giorno (37%).

Per razionalizzare i principali numeri riguardo il mondo dei blog in Italia, ho realizzato alcune chart elaborando i risultati della ricerca.

via Mauro Lupi

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