Rai per una notte

Il 25 a Bologna, accadrà una cosa straordinaria. Michele Santoro con la collaborazione gratuita di tecnici, giornalisti, cameramen, elettricisti, operai e tutta la produzione di AnnoZero, realizzeranno una puntata speciale di AnnoZero programma per dimostrare che la censura applicata dalla interpretazione ad-personam delle legge sulla parcondicio, bocciata, ma voluta comunque internamente dal CDA della RAI, non è sufficiente per mettere un freno alla necessità di pluralismo informativo e democratizzazione reale dei media in questo paese.
Non sto scrivendo tutto questo perchè Current sarà l’unica televisione nazionale a mandare la diretta sul proprio canale e quindi perchè l’evento ci vede direttamente coinvolti.
Sto scrivendo questo per un altro motivo che prescinde da Santoro e da Current.
Ho l’impressione che il 25 Marzo sarà una data che potrebbe segnare l’apertura di un dibattito di estrema importanza sulla situazione mediatica di questo paese, ma ancora di più sulla capacità, mai fin’ora mostrata fino in fondo, dei media sociali e soprattutto di Internet di dimostrare quanto forte possa essere il terzo ruolo dell’utente della rete, quello forse più ignorato, meno considerato: il distributore di contenuti.
Santoro in poche parole, sta chiedendo a tutti noi di utilizzare i mezzi che abbiamo per poter diffondere il suo programma.
Ci sarà appunto Current che, forte della sua indipendenza, trasmetterà in diretta la trasmissione sul canale 130 di SKY, ma ci saranno anche TV locali, radio, ma soprattutto utenti della rete.
Sarà curioso analizzare i risultati di questa modalità di diffusione e la capacità di penetrazione di un programma che su RAI 2 si attestava in media sul 20% di share (con circa 15.000.000 mln di di contatti unici di media a puntata, sempre secondo i sistemi di rilevazione auditel).
La cosa interessante è che si avranno dati molto più precisi proprio perchè misurati secondo le metriche del Web, ma se Santoro dovesse riuscire a portare a termine l’impresa, non solo sarebbe una vittoria della democrazia, una sberla a chi liberamente interpreta a proprio piacimento le leggi di questo paese, a chi cerca di chiudere il becco ai giornalisti che di mestiere raccontano fatti, anche se spiacevoli e sgraditi. Non sarà certo solo questo.
Sarà la dimostrazione che la rete può fare la differenza. Che anche attraverso la rete si esprime la volontà di una società, di una nazione. Che non c’è censura che tenga.
Questa per me è una grande occasione per dimostrare tutto questo e mi piacerebbe tanto che non andasse sprecata.
Aspettiamo il 26, poi tireremo le somme.
Di sicuro a Santoro va dato atto di essere coraggioso e di credere che la democrazia si possa esprime anche in questo modo, col passaparola e con la volontà dei singoli di manifestare il proprio diritto ad essere informati.



Vorrei essere ottimista quanto lo sembri tu. Spero che tu abbia ragione, lo auguro a tutti.