Aumenta la recessione e aumentano gli investimenti sui Social Media
Una recente ricerca Forrester, ha confermato il trend positivo dell’industria dei media sociali. I motivi sono prevalentemente riconducibili al basso costo degli strumenti necessari per generare valore in questo settore, ma questo non significa che gli investimenti siano fatti sempre in maniera corretta.

Essendo un mercato relativamente nuovo, c’è sicuramente un vantaggio legato alle modalità non convenzionali di spesa e allocazione dei budget che diventano spesso molto flessibili. I dubbi a questo punto sono legati proprio a questa impossibilità di prevedere e giustificare spese e allocazioni specifiche di budget. Il discorso è molto semplice: se non puoi misurare qualcosa, non puoi identificarne il valore. Ci si affida quindi ancora (e in maniera del tutto inopportuna) ai sistemi di misurazioni tradizionali (pageview, numero di utenti registrati, etc..) in grado di ricostruire ormai ben poco. Questo problema, oggi capace di far recuperare qualche soldino, a lungo termine si dimostra poco vantaggioso per quegli investimenti sperimentali, di cui l’esito è tutt’altro che garantito. Il quandro quindi, se analizzato adeguatamente, non è proprio così rassicurante.

Il consiglio di Forrester è quello di integrare nelle dinamiche di misurazione classica, delle pratiche di “ascolto” più umano che statistico. In poche parole Forrester consiglia di lasciare un po’ più da parte i freddi dati statistici tipici dei discorsi degli uomini di marketing e di concentrarsi invece sul punto centrale delle piattaforme sociali su Web: le persone.



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