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	<title>Comments on: Featured Artists Coalition</title>
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	<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 11:31:41 +0000</pubDate>
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		<title>By: Max</title>
		<link>http://estrablog.net/2008/10/08/featured-artists-coalition/comment-page-1/#comment-37290</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 14:21:16 +0000</pubDate>
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		<description>Le major e i grandi big della musica (e non solo) devono iniziare a pensare che non possono guadagnare solo loro in un mondo che è cambiato, che è sempre più globalizzato ma anche frammentato e con micromercati. Nuovi generi, nuovi piccoli autori emergono grazie alla rete e hanno un loro piccolo audience. Ma anche i vecchi autori si rigenerano attraverso i fan, creandosi il loro piccolo mercato, non solo vivendo di rendita con i diritti, ma stimolando la propria voglia di creare, con musica dal vivo ad esempio.
E' una storia trita e ritrita, ma quando a noi consumatori propongono formule valide le accettiamo. Faccio due esempi: "ascolti un po' di tutto, beh con 40 euro all'anno puoi ascoltare tutta la musica che vuoi", oppure "ascolti poco e mirato? Paga 0,05 centesimi a ogni pezzo che compri". In un mondo dove si spende molto di più per scaricare suonerie di merda per il cellulare, politiche di questo genere servirebbero ad avere introiti stellari e suddividerli equamente e proporzionalmente per tutti e dico tutti quelli che producono musica e opere, invogliandoli a produrre cose interessanti e non solo a investire sul marketing (che è quello che paghiamo). Ma qualcuno tenta ancora di tenere a galla il vecchio sistema, quello che permette a pochi di mangiare le fette più grandi della torta. Ma questo è il problema del mondo economico in generale. Forse bisogna ancora aspettare e combattere.
p.s.: il tuo blog è sempre più bello, complimenti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le major e i grandi big della musica (e non solo) devono iniziare a pensare che non possono guadagnare solo loro in un mondo che è cambiato, che è sempre più globalizzato ma anche frammentato e con micromercati. Nuovi generi, nuovi piccoli autori emergono grazie alla rete e hanno un loro piccolo audience. Ma anche i vecchi autori si rigenerano attraverso i fan, creandosi il loro piccolo mercato, non solo vivendo di rendita con i diritti, ma stimolando la propria voglia di creare, con musica dal vivo ad esempio.<br />
E&#8217; una storia trita e ritrita, ma quando a noi consumatori propongono formule valide le accettiamo. Faccio due esempi: &#8220;ascolti un po&#8217; di tutto, beh con 40 euro all&#8217;anno puoi ascoltare tutta la musica che vuoi&#8221;, oppure &#8220;ascolti poco e mirato? Paga 0,05 centesimi a ogni pezzo che compri&#8221;. In un mondo dove si spende molto di più per scaricare suonerie di merda per il cellulare, politiche di questo genere servirebbero ad avere introiti stellari e suddividerli equamente e proporzionalmente per tutti e dico tutti quelli che producono musica e opere, invogliandoli a produrre cose interessanti e non solo a investire sul marketing (che è quello che paghiamo). Ma qualcuno tenta ancora di tenere a galla il vecchio sistema, quello che permette a pochi di mangiare le fette più grandi della torta. Ma questo è il problema del mondo economico in generale. Forse bisogna ancora aspettare e combattere.<br />
p.s.: il tuo blog è sempre più bello, complimenti!</p>
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