Blogfest, VCAM e barcamp: riflessioni a margine

Ieri sono stato alla Blogfest. Risparmio i dettagli sul viaggio (terribile), vi dico solo che non ho mai visto tante rotonde in tutta la mia vita e che finalmente ho avuto la prova provata che Salò esiste per davvero!.

Mi spiace davvero non essere potuto essere lì durante tutti e tre i giorni della manifestazione, ma impegni lavorativi mi hanno permesso di fare un salto solo ieri in occasione dell’advcamp a cui tenevo particolarmente.

Quando un anno e mezzo fa decisi di organizzare il primo ADVcamp, lavoravo per una agenzia di pubblicità torinese e mi resi conto di quanto divario c’era tra il mondo di chi la pubblicità e quello dei Social Media.

A distanza di un anno e mezzo qualcosa è cambiato, ma ad essere sincero non ho visto così tante novità in giro. Per questo motivo vado particolarmente orgoglioso di aver presentato ieri, durante l’ADVcamp di Nicola, il progetto VCAM che parte proprio oggi qui a Current in occasione dell’85° anniversario della Warner Bros. Salto la parte contenutistica del nostro intervento (che potete rivedere qui così vi fate un’idea) e vorrei concentrarmi sulla formula Barcamp.

Nulla da dire sull’ADVcamp, anzi faccio i miei complimenti a Nicola per aver gestito egregiamente il tutto e per essere riuscito a sopravvivere (come tutti gli altri) alle bizze metereologice. Per questi motivi Nicola ha dovuo ridurre i tempi a tutti (15 minuti) concedendo al pubblico una sola domanda. Peccato, ma uso questo pretesto per lanciare nuovamente una discussione “vecchia”.

Dovremmo iniziare a ripensare ad una formula alternativa che sia il frutto delle necessità di oggi. Tempo fa Antonela mi chiamò in causa incitandomi a dire la mia: lo feci, e rimango della stessa idea. Eccola:

Credo che al di la del barcamp come forma nativa di aggregazione, altre forme conferenziali si ibrideranno con la formula barcamp.
I barcamp intesi come li intendevamo 3 anni fa, stanno sparendo anche se difficilmente si notano i fenomeni di massa come quelli iniziali, piuttosto ci saranno piccoli eventi di poche porsone (anche del’ordine delle decine) che hanno pari dignità e forse permettono una migliore interazione e comprensione dei temi trattati.
Sarebbe bello se in tutta italia ci fosse (magari sotto forma associativa) qualcuno che si occupasse di monitorare e organizzare (là dove non ci sono) questi micro eventi e nello stesso tempo di metterli in relazione/comunicazione tra loro.
I temi sarebbero geo-referenziati. Sarebbe bellissimo (per me) vedere ad esempio barcamp di agricoltori che condividono esperienze e metodi di coltivazione, piuttosto che viticoltori o operai, insomma, sarebbe bello se questi anni di “barcamp” si trasformassero in un’esperienza concreta, tangibile e costruttiva per il territorio radicata in diversi strati della società.
Insomma sto parlando di una rete di micro barcamp che a questo punto avrebbe connotati totalmente diversi che col barcamp (così come lo intendiamo) ha poco a che fare, ma che allo stesso tempo trae da lì e dalle esperienze di questi anni, il giusto spirito per far parlare gli italiani e far condividere esperienze e saperi.

Ma so che questo rimarrà un sogno

Make Current

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