Archive for August, 2008

It is time to change

A guardare questa convention democratica mi viene da pensare a come l’entusiasmo e la partecipazione degli americani per la vita politica del paese sia dirompente e assolutamente coinvolgente.
Forse un giorno la nostra politica sarà così vicina ai cittadini che proveremo anche noi queste sensazioni.
Fino ad allora il torpore sarà padrone delle italiote membra.

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Nikon D90

Già la funzione Live View introdotta anche da Canon ha distolto l’attenzione dalla tecnica fotografica intesa in senso classico, ma ora la Nikon D90 sta facendo un passo ulteriore verso l’idiozia: la creazione di video su una Reflex che consente la ripresa, in formato 320 x 216 pixel, 640 x 424 pixel o HD720p (1,280 x 720 pixel) con l’uniformità di 24 fotogrammi al secondo.

Se il Live Preview già “appiattisce” i risultati rendendo tutti capaci di fare “belle foto” senza però nulla di personale in grado di rendere gli scatti diversi gli uni degli altri, l’introduzione dei video su una reflex è fuori da ogni logica.

In definitiva mi preoccupa questa voglia di “all-in-one” nel settore semi-pro che, non solo rallenta lo sviluppo e l’impiego di risorse in uno specifico settore, ma che per forza di cose abbassa la qualità degli oggetti che compriamo. Sto per caso sbagliandomi io?

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Sto creando dei mostri

Quando scrivi su Twitter che hai mal di testa ed il giorno dopo tuo padre (che fino a ieri non voleva sentire parlare di ADSL) ti contatta via skype dicendoti che dopo il tweetRosa ti ha fatto l’affascino* “, capisci che qualcosa non va.

Sto creando dei mostri?

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Ghost Town

[...] Tra i “comuni del disagio”, nella proiezione al 2016 ce ne sono 1.650 destinati a diventare ghost town. A farne città fantasma, cioè a rischio d’estinzione, è la difficoltà a raggiungere la soglia minima di “sopravvivenza” nelle diverse categorie demografiche, sociali, economiche e dei servizi. Si tratta di 1/5 dei comuni italiani, i quali coprono 1/6 della superficie territoriale e su cui risiede il 4,2% della popolazione, con 560mila residenti over 65, cioè il 20% in più rispetto alla media nazionale.

La situazione che si registra nelle città fantasma è negativa per tutte le variabili della ricchezza: vi lavora il 2,1% degli addetti italiani (esprimendo metà della propensione media al lavoro); negli esercizi commerciali è occupato solo l’1,5% degli addetti nel settore; si registrano oltre il doppio delle pensioni di invalidità mediamente erogate sul territorio nazionale; l’opportunità turistica è sporadica, vista la grande disponibilità di abitazioni non utilizzate (1,5 volte in più del territorio nazionale) e le limitate presenze nelle strutture ricettive (-23%); vi è infine carenza di presidi sanitari ma anche nel sistema scolastico, sia dal punto di vista della domanda (studenti) che dell’offerta (scuole) [...].

Leggi tutto il comunicato di Confcommercio.

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Il faro nel deserto

Craco: luogo dell’anima.

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Time Machine: The Flectcher Memorial Home

leave

La finestra non offriva una grande visuale, ma permetteva di portare il calore e la luce in una stanza completamente avvolta dal grigio. Erano proprio stanze come quella a rappresentare il mondo di alcune tra le persone più sfortunate di Grandville. La “Home” la conoscevano tutti in città, ma si faceva finta che non esistesse. Era una presenza scomoda. Lì passavano la giornata alcune decine di persone con problemi psichici. Quello era tutto il mondo di Irvin. Viveva lì dall’età di 16 anni, abbandonato a se stesso, accudito da estranei che lavoravano controvoglia per un misero stipendio. Le giornate di Irvin, come quelle degli altri, non erano che un alternarsi di giorno e notte, colazione, pranzo e cene, momenti vuoti e crisi nervose. Così da 14 anni. La dieta era monotona, monocromatica, come la grigia vita nell’istituto. Irving amava passare le giornate lontano dagli spazi di socializzazione, rintanato nella sua camera.

Se non fosse stato per il lavoro, Anne sarebbe potuta uscire con Adam. Rimase a fare lo straordinario nel piccolo self-service in centro a Grandville. Non ne era affatto felice, sapeva che Adam aveva organizzato tutto e lei aspettava quel primo appuntamento da tempo. Dovette desistere e si ritrovò a fare il turno fino a mezzanotte. Alle 23:40 il self-service era vuoto e la città deserta. Sapeva benissimo che a quell’ora di mercoledì non sarebbe arrivato nessuno. Chiuse il locale e si avviò verso casa. L’estate si faceva sentire anche a quell’ora. Dopo alcuni passi Anne si sentì chiamare. Si voltò e lo vide. Adam era rimasto ad aspettarla non curante delle ore che passavano. Le prese la mano e lei arrossì. Entrambi, pur senza mai dichiararsi chiaramente, aspettavano quel momento da tempo. Anne si sentiva imbarazzata, spaesata. Quasi incredula iniziò a pensare a cento cose diverse. Riuscì addirittura a preoccuparsi per il suo aspetto fisico, più da lavoro che da uscita romantica. Adam la consolò e le propose una passeggiata lungo le rive del fiume Liffey, lì dove gli alberi della pineta arrivavano quasi a sfiorare l’acqua, lungo il sentiero che portava al porto di Santa Lucia. Lei imbarazzata accettò. Dopo un po’ si ritrovarono a parlare, sorridere e scherzare illuminati dal bagliore della luna.

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