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Il giorno più lungo

| 1 July 2008 | 2 Commenti

La festa (quest’anno amara) in onore della Madonna della Bruna è alle porte. La festa patronale a lei dedicata si festeggia il 2 luglio di ogni anno da più di 600 anni.

Quest’anno, per la settima volta di fila, purtroppo non ci sarò. Grazie a Videouno però ci sarà la diretta web. L’evento sarà ripreso con cinque telecamere broadcast coordinate da una regia mobile. Oltre a tre postazioni fisse poste su piattaforme aeree nei punti salienti per documentare il passaggio e la distruzione del Carro Trionfale. L’inizio del collegamento con Matera alle ore 19.00. Altro lo trovate sul sito di TRM TV. Per quanto riguarda “la coda lunga della Bruna”, come accade ormai da qualche anno, la quantità di materiale riversato sulle piattaforme di social networking più conosciute sarà enorme. In ogni caso tenete d’occhio qualche materano DOC oltre che gli amici di Egghia! (che sostengo fermamente sempre e comunque per mille motivi).

Se non avete mai avuto modo di vedere la festa, sono sicuro (a dir poco) che ne potreste rimanere assolutamente “colpiti”.

Ecco qualche nota curiosa a proposito della festa.

Le leggende legate alla venerazione

Non chiare sono le origini della festa la cui storia, tramandata di generazione in generazione, si è arricchita col tempo di innumerevoli varianti. Una di queste favole racconta che una giovane e sconosciuta signora chiese ad un contadino di farla salire sul suo “tràino” per accompagnarla a Matera. Giunta alla periferia della città, nella zona dell’attuale Chiesa di Piccianello, scese dal carretto e chiese al contadino di portare un suo messaggio al Vescovo, in cui diceva di essere la Madre di Dio. Il Vescovo insieme al clero ed al popolo accorse subito ad accogliere la Vergine, e vi trovarono una statua; così la statua della Madonna fu fatta entrare in città su un carro trionfale addobbato.

L’origine della distruzione del Carro invece è narrata da un’altra leggenda, secondo la quale i Materani, per evitare che il quadro della Madonna fosse rubato e distrutto dai Saraceni, lo nascosero prima su un carretto e poi, messo in salvo il quadro, distrussero loro stessi il carretto pur di non far cadere le sacre immagini nelle mani di quegli infedeli.

Relativamente al nome “Madonna della Bruna” sono attribuite diverse ipotesi: la prima è che derivi dal termine medioevale “bruna” che era la corazza, la protezione dei cavalieri; altri invece sostengono che il nome derivi da “Hebron“, città della Giudea dove la Vergine si recò per la Visitazione a Santa Elisabetta; infine un’ultima ipotesi, meno accreditata, è che il nome derivi dal colore del viso della Vergine.

Gli inserimenti profani come il “carro navalis” e la sua violenta distruzione, affiancatisi col tempo all’intimità e solennità religiosa originaria, fanno di questa festa un evento interessante che affonda le sue radici in antichissime rappresentazioni che si tenevano in molti paesi del Mediterraneo; nella stessa cultura greca era ricorrente celebrare anche feste nuziali attraverso dei carri trionfali, delle “navi su ruote” riccamente decorate.

La statua della Madonna è ubicata all’interno di una teca nel transetto della Cattedrale a lei dedicata. Nella stessa Cattedrale un affresco che la raffigura, di scuola bizantina e risalente al XII secolo, si trova sull’altare sito all’ingresso della navata sinistra.

La festa oggi

La festa, in uno straordinario insieme di sacro e profano, inizia alle cinque del mattino con la Processione dei Pastori, con il quadro della Vergine portato in tutta la città ed annunciato da file di botti esplosi in segno di festa. In tarda mattinata la statua della Madonna viene portata in processione dalla Cattedrale alla parrocchia di Piccianello dall’Arcivescovo con tutto il clero al seguito. Sfilano inoltre per accompagnare la Vergine i “cavalieri” della Bruna.

Infine, il ben noto Carro. Il tradizionale carro è realizzato in cartapesta per essere montato sulla struttura motrice, ed è trainato da coppie di muli. Nella città l’arte della cartapesta è praticata da secoli, e tra i tanti maestri cartapestai si possono citare i Pentasuglia, gli Epifania, i Nicoletti, autori dei carri di tante edizioni. Il carro con la statua di Maria SS. della Bruna percorre le vie centrali della città, partendo nel tardo pomeriggio dalla parrocchia di Piccianello ed effettuando il percorso inverso rispetto alla processione della mattina; giunto in Cattedrale compie tre giri della piazza in segno di presa di possesso della città da parte della Protettrice, e subito dopo la statua della Madonna viene fatta scendere dal carro per essere deposta in Cattedrale; così inizia l’ultima parte del tragitto verso la centrale Piazza Vittorio Veneto dove il carro verrà assaltato e distrutto dalla folla.

Nella tumultuosa discesa verso la piazza, il carro è “scortato” dai cavalieri e da volontari che lo circondano per evitare che ragazzi impazienti lo distruggano prima dell’arrivo. Solitamente, il carro subisce la distruzione non appena arriva in corrispondenza della chiesa di Santa Lucia, all’ingresso della piazza, non riuscendo quasi mai ad arrivare completamente al centro della piazza come dovrebbe. È un vero e proprio assalto: gli assalitori vogliono portare a casa un pezzo di carro come «trofeo», prima che ne rimanga solo lo scheletro. Il rito secolare si conclude così tra il tripudio generale, e l’anno successivo un nuovo carro verrà progettato e costruito.

La festa della Bruna termina a notte fonda con l’esplosione dei fuochi pirotecnici che illuminano la Gravina ed i Sassi di Matera.

p.s.

Chissà che il prossimo anno non si possano vedere un po’ di eventi proprio in questo periodo ;)

Il giorno più lungo

2 Commenti in “Il giorno più lungo”

  1. 1 Gaspar  | 1:57 pm | 2 July 2008:

    Ci sono stato da ragazzo, e mi ricordo prefettamente la terrificante pioggia di nerbate che i difensori del carro tiravano sulla folla assalitrice: pioggia che mi è passata a tanto così dal naso.

  2. 2 Giovanni  | 2:16 pm | 2 July 2008:

    Anche Carlo Levi ne rimase sbigottito. Bisogna essere autoctoni per capire :)


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