
Per molti di voi la notizia sarà di poco conto (o quasi), ma per me e soprattutto per Matera non lo è affatto. Come scrivevo qualche giorno fa a proposito della situazione di Natuzzi, l’indotto materano del salotto (un tempo il polo mondiale della produzione del mobile imbottito) sta scomparendo.
La notizia di oggi mi ha lsciato però di “sasso”.
La Nicoletti s.p.a. ha avviato le procedure per la liquidazione. Tradotto significa 480 persone che rimarranno definitivamente senza lavoro (da tempo erano già in cassa integrazione) ed una situazione finanziaria al collasso.
Dall’assemblea dei soci il comunicato che annuncia “una scelta obbligata da una situazione contabile di oggettiva difficoltà che non consente il prosieguo dell’attività”.
“Nessun esito - dice l’azienda - hanno avuto ad oggi tutti i tentativi della società di reperire risorse attraverso i tavoli di confronto aperti con il sistema bancario, gli enti locali e i ministeri interessati. Anche il ricorso a mezzi propri da parte della famiglia Nicoletti non è stato sufficiente”. La famiglia Nicoletti non considera però questa decisione “una resa” e si dice pronta a revocare la liquidazione se si creeranno le condizioni per la continuità aziendale.
Fattostà che alle 480 persone bisogna aggiungere le ricadute sull’indotto che per la città saranno tremende.
In questo momento sento solo una sensazione di grosso dispiacere e rammarico, soprattutto per le scelte sbagliate dei politici locali che da anni non hanno pensato al passaggio “morbido” verso un altro tipo di economia, ma hanno tenuto un malato terminale attaccato a delle speranze rassicuratrici che stanno per far crollare la città in ginocchio.
Il peggio è che Nicoletti è solo il primo.
Rimango a guardare senza poter fare nulla.
p.s.
Maggiori dettagli sull’articolo di Repubblica.





Brutta storia, davvero. Purtroppo chi non riesce a passare ad un altro settore o a trovare quel “tot” che lo contraddistingue sul mercato è destinato a chiudere baracca.
La cosa che mi fa più dispiacere è che Matera nel 1993 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità. Da allora si è fatto davvero poco per portare un cambio di prospettiva sull’economia del territorio. Praticamente nulla.
Sono passati 15 anni. In 15 anni si poteva rendere questo momento molto motlo più indolore, ma no, niente.
in realtà mi risulta che la famiglia Nicoletti ha destinato parte del patrimonio della Nicoletti s.p.a. per diversificare in altri settori che stanno tirando (fitness, ecc.)…e poi la cattiva gestione e le strategie sbagliate (negozi aperti in tutta italia con affitti stratosferici e fi9or di consulenti da pagare) non è colpa solo dei politici..occorre avere manager che sappiano fare i manager e imprenditori capaci di ascoltare e non solo di decidere per conto loro!!!
Ho voluto distinguere l’azienda Nicoletti dal lavoro politico intorno al settore del Salotto. Sono due cose diverse. Riguardo all’azienda Nicoletti non posso permettermi di dare giudizi perchè sono scelte aziendali che non mi riguardano, ma rispetto alla vita politica posso esprimere (e da cittadino sento il dovere di farlo) dei pareri.
Ripeto, non voglio entrare in merito alla situazione specifica di Nicoletti.
Mi permetto di entrare nella vostra discussione per fare alcune riflessioni in merito alle aziende del sud:
1°- negli ultimi veni/trent’anni, questi “industiali” ,approfittando delle varie leggi sull’occupazione al sud, non hanno perso tempo ad assumere centinaia di giovani dai quali hanno tirato via fino all’ultima goccia del loro sangue con la promessa di trasformare i loro contratti da co.co.co a indeterminato, ovviamente contributi e tasse a carico dello stato (noi tuti);
2°-vogliamo rendere pubblici i finanziamenti ricevuti dai governi di destra e di sinista che questi signori hanno incassato con la scusa di stare al passo della concorrenza globale?
e quanto denaro hanno fatto sparire dietro la oramai classica voce “corsi di formazione e aggiornamento del personale”;
3°- faccio questa logica riflessione: volete andare a investire fuori dall’Italia dove si può ammazzare la gente di lavoro più che da noi?, bene, allora cari “ladroncelli”, restituite quanto avete incassato perchè i vostri obiettivi non li avete raggiunti; la confisca dei beni non deve valere solo per la mafia o la camorra, questi sono uguali;
4°- e mentre loro programmano le loro fottutissime vacanze, tanti ragazzi che si erano illusi del lavoro oramai sicuro, non dormono la notte perchè hanno le rate del mutuo in scadenza o un figlio in arrivo o un matrimonio già programmato.In America quesi delinquenti finiscono in galera sigh!!
Ciao ziomario.
Eh…condivido caro zietto.
Io penso che i vari Nicoletti,Calia,Natuzzi,non sono dei veri imprenditori,e’troppo bello fare l’imprenditore con i soldi dello stato…cioe’nostri,rispetto va a Mastro Vincenzo e Mastro Giuseppe
quando dalla —chiancodda tutta di legno sono passati a quella ricoperta di stoffa e bambagia,poi purtroppo sono arrivati i giovani
che presi dai loro sogni di gloria ci hanno portato all’oggi.Che tristezza,che squallore
Io penso che la storia dell’industrializzazione italiana ci insegna che questo non è un problema solo materano. Ripeto: a Biella è succesa la stessa identica cosa che a Mtera sta succedendo con i salotti. Molte storie sono simili, già raccontate e con gli stessi finali.
La cosa peggiore secondo me è che chi doveva far in modo che queste storie non si sentissero più, ha fatto esattamente il contrario di quello che doveva fare.
io penso che e’ sbagliato dare altri fondi ad aziende in crisi profonda per ritrovarsi tra qualche mese nella stessa situazione.
Oltretutto si ha l’impressione che i 480 dipendenti possano essere strumento per “spingere” i politici.
D’altra parte tutti i soldi che hanno incassato in precedenza perche’ non sono stati sufficienti per superare il momento difficile?
semplice, perche’ e’ stata fatta una cattiva gestione dei soldi nostri!
Io penso che per la maggior parte dei 480 dipendenti che hanno molti anni di lavoro lo Stato dovrebbe “accompagnarli” alla pensione cosi’ si risolverebbe il problema degli esuberi ed il problema di ulteriori finanziamenti.
D’altra parte se ci faccimo bene i calcoli, per poter risollevare finanziaria di una azienda di quelle dimensioni, ci vorrebbero molti piu’ soldi di quelli occorrenti per il prepensionamento dei dipendenti.
Ma cosa ne sapete voi della situazione della nicoletti, e facile ora fare delle iniziative ridicole come quella di scrivere in piazza Vittorio Veneto “avete distrutto i nostri sogni”.
Ma perchè non fate le persone serie e quei giorni che sprecate nelle piazze, non li impiegate a cercarvi un lavoro?
Anche io sono uno dei 480 operai in cassa!
Ciao
E fate le persone serie . . . . . Cercatevi un lavoro!
E’ finita l’era delle ostriche e champagne, i fornitori si pagano!
Cari signori, nostro malgrado, la situazione del settore risulta delle peggiori, ricordiamo tutti con piacere i tempi d’oro in cui il salotto risultava essere uno dei prezzi pregiati del mercato. Successivamente cn l’entrata nel settore da parte di extra-comunitari(cinesi, rumeni ecc…), i loro massacranti orari di lavoro e la manodopera sovvenzionata ai livelli dello sfruttamento ci siamo ritrovati a mani vuote.I vari Natuzzi Nicoletti ecc… hanno preferito alla grande qualità dei prodotti “made in italy” gli scadenti, ma a loro convenienti, prodotti esteri.Per cui lo stato non ha colpe avendo aiutato le suddette aziende che però hanno preferito investire queste ingenti somme proprio all’estero.Inoltre è importante ricordare come le succitate aziende abbiano adempito ai loro oneri nei confronti delle aziende estere lasciando “buchi neri” dalle proporzioni gigantesche nelle tasche di noi onesti lavoratori italiani.
Quindi stai dicendo che la colpa è degli extra-comunitari?
La colpa è di chi è andato ad investire all’estero con i soldi dello stato italiano, della dirigenza di tanti raccomandati che lavorano negli uffici e che non capiscono un bel niente…. si poteva combattere qui, ma non è stato fatto. Qualcuno lo sta facendo ora, quanlcuno vuole farlo adesso, ma è troppo tardi.Fatevi un giro al nord,guardate come si lavora e smettetela di vivere di assistenzialismo.
Caro Genzino, non so se hai letto quanto scritto in precedenza, ma se esiste l’assistenzialismo la colpa è solo di chi governa.
conosco la ditta e i padroni, oggi ho notato che hanno chiuso anche lo show room a Milano..
Luigi, sei unbo dei circa 500 lavoratori della Nicoletti…..dici di pensare a trovare altro lavoro…ehm..tu ci sei già riuscito? Ti vedo molto tranquillo e forse fuori dai 480 ex dipendenti…saraimica figlio della stupidità umana o un racomandato finito alla G.Nicoletti Trade Srl che sta producendo per la Nicoletti Spa in liquidazione?…Sappi che in quella azienda solo un pugno di uomini lavoravano per portarla avanti, oltre agli operai oviamente…tu di cosa ti occupavi nell’azienda? secondo me sei un “intruso” che farebbe bene a non scrivere più in questo blog…
Fammi sapere come hai fatto a trovare in pochi giorni un altro lavoro o se sei tra quelli a cui l’azienda Nicoletti ha venduto i computers nella fase precedente alla messa in liquidazion…
Spero di non leggerti più e che te ne vda a fare in culo..
Pipposolo
per cortesia, capisco che la situazione è delicata,m a gradirei che si tenessero i toni bassi. Se così non fosse, i vostri commenti saranno cancellati.
grazie
Sono molti anni che holavorato alla Nicoletti,passandone di cotte e di crude, ma quello che sta’avvenendo oggi , e’ davvero raccapriciante !!
Sono stato a Roma assieme a pochi altri(circa 130 persone su 480 )e,li,ho capito come questi signori vinceranno sempre , perche’ sanno bene che non siamo uniti e che possono continuare a fare i loro comodacci!!!
Dov’erano tutti gli altri ??? Ho l’impressione che stanno tutti economicamente bene !!
Aspettate a non ricevere lo stipendio e ve ne accorgerete !!
Ho tanta rabbia , dopo aver dedcato per molti hanni , costanza ,serieta’ e professionalita’ a quell’Azienda, non riesco a mandarla giu’ questa situazione !!
Occorre FARE QUALCOSA DI FORTE , qualcosa che a queste persone non li faccia piu’ uscire di casa per la VERGOGNA !!!
Perche’non approfittare della Festa Della Bruna per dimostrare tutto il ns disappunto ?
Come si fa a festeggiare quando 480 famiglie non percepiranno piu’ uno stipendio ?
Eminenza (Sig. Vescovo) ,non crede che bisognerebbe prendere posizione e dichiarare che la Festa ,quest’anno, visto la situazione di molti disoccupati, sara’ esclusivamente religiosa(cioe’ uscira’ solo la Madonna) mentre , il Carro , non esce !!
Che bella cosa sarebbe e che forte rilevanza avrebbe !!
conosco abbastanza bene la realta’ della Nicoletti e credo che l’unica colpa che si puo’ addebitare alla proprieta’ e’ quella di non aver avuto il coraggio di fare un po’ di pulizia nell’azienda.
C’erano tantissimi bravi lavoratori (specialmente quelli della vecchia guardia) ma e’ anche vero che c’erano molti personaggi che avevano scambiato la Nicoletti come un ente pubblico.
Bastava entrare nella hall per rendersi conto di quante persone camminavano a vuoto con un pezzo di carta per l’intera giornata.
Per queste persone, quindi adesso pagano anche i “veri lavoratori”
che hanno dedicato una vita all’azienda e che in fondo vogliono ancora bene al mestr Peppino.
Franco
Caro Franco mi spiace che tu scriva ncora a favore di mest Pppin,
quando lui ebbe i soldi a fondo perduto nella stessa hall andava facendo le pernacchie in faccia alle persone che incrociava…..cosa dici???
è da imprenditore fre questo?
chi aveva assunto quelle figure di cui tu parli??? sempre lui…
chi decideva le paghe?? ..sempre lui..
Mest Pppin aveva delegato i compiti, ma ..era sempre lui a comndare, e non voleva ascvotare mai le persone ..della vecchia guardi…di cui tu parli!
….fatemi il picere…
Ciao
chi folle si sarebbe comportato come Nicoletti Giuseppe aprendo 11 o non so quanti negozi in un momento cosi difficile per l’intero mercato del salotto?
bastva guardarsi inorno per capire che altre realtà non stavano più investendo in negozi di prorpietà…
Cazzo..se le cercano proprio da incoscenti….
caro pipposolo,
forse sono stato frainteso, e certo non volevo difendere nessuno.
Il problema principale e’ che l’azienda non e’ stata gestita da un vero imprenditore, ma da un “artigiano” che ha costruito una cosa piu’ grande di lui da gestire. I figli poi si sono dimostrati non all’altezza della situazione.
Poi, come dicevi tu, si e’ circondato di personaggi che hanno succhiato il sangue all’azienda ( intendo ai lavoratori onesti ), alla fine nessuno si e’ reso conto che il tutto stava precipitando.
Per me la vecchia guardia gli vuole ancora bene, perche’ quando l’azienda era di dimensione piu’ piccola e non c’erano tutti gli “ingegneri” di adesso e quando ” u mest ” girava per i reparti, riusciva a trascinare le persone ( anche se a volte con molte chiacchiere)
Quando invece si e’ stravolto questo equilibrio e qualcuno ha iniziato a premiare ” i fannulloni” lasciando ai banconi quelli che producevano, tutto si e’ deteriorato.
Per quanto riguardano i finanziamenti, tutti i grossi nella zona li hanno presi: ma se vedi in giro tutti sono allo stesso livello.
Quello che e’ mancato, a mio avviso, e’ stata una politica di riconversione seria del settore e si e’ badato soltanto ai numeri e non alla qualita’ e alla diversificazione della produzione.
Prova a vedere se esiste un’azienda nella zona che produce per esempio: sedie per uficio, sedie in pelle, sedili per automobili, allestimenti in pelle nautica, contract per alberghi , ecc.
Nulla di tutto questo !
Poi quando hanno aperto nei paesi dell’est, non l’hanno fatto per guadagnare di piu’ ma per farsi guerra e abbassare ulteriormente i prezzi.
E questi conti certamente non li poteva fare “u mest”, ma qualcuno delegato a fare questo.
Comunque alla fine il dispiacere e’ per coloro che hanno sempre lavorato.
ho seguito passo a passo le vs. disquisizioni, il quadro è veramente
desolante…….. io che ci lavoravo ce l’ho un suggerimento di riconversione per Don Peppino: può aprire un negozio di frutta e verdura , tanto i broccoli in casa li ha già quindi partirà sicuramente avvantaggiato.
ragazzi… il problema e’ anche purtroppo condizionato dalla cosidetta legge dei numeri.
La Nicoletti e’ una di quelle aziende a che ha dovuto necessariamente coprire qs ruolo fortemente..
stando da tantissimi anni sul mercato, aprendo punti vendita in tutta italia, essendo sempre al vertice con la modellistica etc etc… qs serie di ingredienti porta cmq ad eposizioni bancarie con dei costi alti.
potrebbe anche essere qs uno dei tanti problemi, vi auguro fortemente a tutti voi che momentaneamente state senza lavoro di rassicurarvi subito un nuovo impiego e magari sempre nel settore in questione… LORENZO
Io credo che prima di condannare e fare come al solito di tutta erba un fascio, sarebbe forse opportuno capire quali imprenditori hanno utilizzato leggi statali a che titolo e di che tipo. A mio ricordo ad esempio, la Nicoletti e la Calia hanno utilizzato una semplice 488, legge che finanzia una parte dell’investimento a fondo perduto e su cui questi imprenditori hanno contratto debiti garantiti con le banche per la parte restante.( si possono leggere sui bilanci). La Natuzzi invece ha utilizzato un accordo di programma che significa tutt’altra cosa. Perchè quindi prima di esprimere giudizi e distruggere chi per tanti anni ha portato e continua a portare lavoro e stipendi nel nostro sud povero e senza prospettiva non scendiamo a fondo nei problemi? come al solito siamo pronti a sparare nel mucchio anche se capisco chi si trova senza lavoro non capisco cosa serva, distruggere l’identità di una persona. Sarei d’accordo se parlassimo con toni aggressivi di un azienda come la Guru, i cui rubamenti vari si capiscono molto bene se si leggono i bilanci di questa azienda.
Conosco personalmente un componente della famiglia Nicoletti e non ho dubbi sulla buona fede con cui è stata condotta l’azienda.
Mi spiace per tutti, proprietà e lavoratori dipendenti.
In bocca al lupo.
Marco
chi ha lavorato in azienda ha molti dubbi sulla buona fede.
L’eventuale mala fede andrebbe provata, con dati a supporto. Anche io ho lavorato in Nicoletti, e posso sostenere che se qualche mala fede c’è stata andrebbe forse vista nei grandi dirigenti che prendevano fior fior di quattrini e che lavoravano sempre a loro beneficio e a discapito degli altri. Io me ne sono andato per questo e non per il modus operandi della famiglia.