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Sigur Rós: con un ronzio nelle orecchie suoniamo all’infinito

Con un ronzio nelle orecchie suoniamo all’infinito” è la traduzione italiana di “Með suð í eyrum við spilum endalaust” il titolo del nuovo album dei Sigur Rós.

Difficilmente su questo blog mi trovo a commentare così frequentemente le nuove uscite musicali, ma non mi capita spesso di vivere due esperienze d’ascolto così ravvicinate. Sono sicuro che sia i Coldplay che i Sigur Rós mi accompagneranno per molti dei prossimi mesi.

Del nuovo disco ne ho parlato recentemente, ma allora avevo ascoltato solo il singolo e visto il relativo video. Solo ora ho avuto modo di ascoltare tutto l’album (che tra l’altro si può ascoltare gratuitamente in streaming da qui).

Il nuovo disco è quanto di più vicino al Pop i Sigur Rós abbiamo mai prodotto, ma rimane difficile chiamarlo Pop. Ancora una volta stiamo parlando di un opera di sperimentazione pura anche se un po’ diversa dal loro genere “abituale”. Le atmosfere intime lasciano un po’ più spazio all’apertura verso l’esterno, alla voglia di condividere con il pubblico. Le percussioni sono ciò che risaltà più all’orecchio. In pochi brani precedenti si era ascoltato un susseguirsi di ritmi così vivi. Altra novità l’assenza dell’Hopelandish, la lingua inventata che Birgisson mischia all’islandese, pensandola come fosse uno strumento musicale a se stante. Tutti i testi sono in islandese tranne per All Allright, il primo pezzo inglese del gruppo. Le tipiche atmosfere malinconiche, dream e intime quindi lasciano più spazio a ritmi, ambientazioni e suggestioni più colorate e vivaci anche se ugualmente eteree.

I suoni “sporchi” tipici dei live (le dita sugli strumenti, le note sbagliate, etc.) danno a chi ascolta la sensazione di coinvolgimento che si perde un po’ con la prima parte del disco. Man mano che il disco finisce però, si ritorna verso l’intimità. L’ultimo brano è una ninna nanna in grado di far venire la pelle d’oca. La voce di Birgisson pare essere sempre sul punto di rompersi in un singhiozzo coinvolgendo totalmente chi ascolta con attenzione.

Nonostante sia più appassionato alle sonorità storiche del gruppo, continuo ad affermare che per me rimane sempre il miglior gruppo ad oggi presente nel panorama musicale mondiale. Questo album è l’ennesima conferma della capacità di innovazione di un gruppo che sta cambiando le sorti di una faccia della musica mondiale e come tutti i gruppi che fanno innovazione vera o li si ama o li si odia.

Io li amo.

p.s.

E’ possibile seguirli in tour da qui.

Questo post è stato scritto da Giovanni Calia, il 19 June 2008 alle 10:00 pm ed è inserito in segnalazioni ed è taggato con , , , , , , , . Questo è il permalink. Puoi seguire i commenti con il feed RSS.

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