
In questi giorni sto avendo l’occasione di ascoltare Viva La Vida, il nuovo album dei Coldplay.
La prima cosa che colpisce di questo album è la qualità della produzione. Lo mano di Brian Eno è inconfodibile e si sente. Questo ovviamente non può che farmi piacere. Si tratta di un album diverso dai precedenti in quanto ad e atmosfere e sonorità. I riverberi, i fade-in e fade-out, gli echi ed i suoni eterei in genere sono molto più consistenti, come in Life in Technicolor e The Escapist, che in realtà sono un unicum indicando la perfetta ciclicità dell’album.
In alcuni brani la chitarra e la batteria sembra essere quelle degli U2, ma permane il tratto distintivo della band inglese caratterizzato soprattutto dalla voce di Chris Martin. Non voglio fare il critico musicale (ruolo che spetta sicuramente a qualcun‘altro), ma vorrei cogliere l’occasione per affermare che con questo album i Coldplay si sono confermati definitivamente un gruppo capace di lasciare il segno. Nonostante non creda che nelle arti in genere (e quindi anche nella musica), ci possano essere passaggi di consegna o “successori”, credo che questo gruppo presto prenderà il posto che fino a poco tempo fa era degli U2, senza nulla togliere alla grandiosità del messaggio di questi ultimi.
Che siate d’accordo o no, vi consiglio comunque di ascoltare l’album. Merita.
Questo post è stato scritto da , il 18 June 2008 alle 2:57 pm ed è inserito in segnalazioni ed è taggato con brian eno, coldplay, segnalazioni, U2, viva la vida. Questo è il permalink. Puoi seguire i commenti con il feed RSS.

Ecco, appunto, i Coldplay sono mosci ed ecumenici esattamente come gli U2, che sono una delle disgrazie musicali di questo secolo. la medietas elevata ad “arte”. Non osano mai.
Non a caso ho un’immagine tragica stampata nella memoria, che credo dica molto sui Coldplay: non so piu’ in quale trasmissione televisiva su Rai 1, un paio d’anni fa Fabrizio Frizzi che canta un loro pezzo (il primo singolo da Parachutes, per la precisione), accompagnandosi al piano.
Ripeto: Fabrizio Frizzi che canta i Coldplay.
E il fatto che la cosa non stonasse (e che Frizzi ascolti i Coldplay) credo sia significativo.
Si, anch’io non amo Frizzi
E’ sicuramente l’album più “insolito” dei Coldplay…
E la forzatura di Brien Eno la si avverte in molti pezzi…
Come qualcuno ha già affermato, secondo me è un cd che farà da “transizione” per il gruppo, ossia dal prossimo si vedrà che scia prenderanno, se le melodie di Trouble e Fix You lasceranno per sempre la strada a chitarre distorte o se ancora c’è la speranza di ritrovare il loro vecchio sound che li ha contraddistinti fin ora da tutti gli altri gruppi..
Rifarsi ad altri gruppi secondo me non è inevitabile, alle volte si cade in errore e si finisce con l’essere confusi o col rimanere nell’ombra perché si pensa che “si voglia imitare a… ”
In ogni caso il cd è fenomenale (a parte qualche pezzo come Lost! che secondo me rappresentano dei brani poco riusciti) e spero possiate apprezzarlo al più presto..
Decisamente un disco che, nel bene e nel male “farà storia”…Già a partire dalla promozione che è stata fatta prima dei singoli…
Ps: complimenti per il blog, davvero ben curato..
Alla prox
Snapshot83
Grazie