La crisi delle idee

2.400 operai in cassa integrazione per gli stabilimenti Natuzzi di Bari, Matera e Taranto. In corso vari incontri al fine di evitare il declino del mobile imbottito iniziato nel 2001. Dal 2002 al 2007 il solo Gruppo Natuzzi è passato da 12.000 addetti a 7.000, e nello stesso periodo le aziende che hanno chiuso sono 337 su 500.

Chi vive nell’ormai ex “polo del salotto mondiale” sa bene che il settore che ha trainato l’economia della zona del materano è avviato verso un declino inesorabile. Ho sempre trovato straordinariamente simile la situazione Materana e quella del Biellese, solo che loro sono riusciti a farsene una ragione prima e a trovare un sistema alternativo per far riprendere l’economia. Di sicuro la situazione non è buona, ma dove sono le alternative? Dove sono le idee, le proposte, le “cose” pratiche? Io in tutti questi anni non ho visto nulla, se non “medicine” per ritardare una morte annunciata da più fronti. Che fare? A me piacerebbe vedere cose nuove, idee nuove. Mi piacerebbe vedere idee e concetti diversi applicati ad un territorio, ad una città. Mi piacerebbe vedere una delle più antiche città del mondo far forza sulla sua storia ed utilizzare le dinamiche economiche più moderne per rinascere ancora una volta. Mi piacerebbe scoprire che la classe politica che ci ritroviamo abbia la capacità di pensare oltre i limiti del pensabile. E’ proprio questo forse il problema e come sempre il limite sta nella capacità delle persone di guardare oltre, di applicare l’inapplicabile. La città “2.0″ può esistere perchè concettualmente esiste già. Ogni città è già 2.0 perchè nativamente “user generated”. Ma questa è solo una mia visione ed ho la sensazione che rimarrà tale…

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2 Commenti per “La crisi delle idee”


  1. 1 PAPI

    Caro Giovanni questa è l’ennesima crisi annunciata, annunciata da quando queste fabbriche sono nate, perchè? perchè come tutte le fabbriche che sono nate nel sud, sono nate con l’unico scopo di fregare soldi allo stato e poi chiudere i battenti.
    Qesta è una storia che dura ormai da decenni.
    Qesta è la fine che hanno fatto le tante fabbrichette che aprivano nella valle del basento.
    Venivano gli imprenditori dal nord aprivano le fabbriche con i contributi statali e dopo un po chiudevano.
    Esempio lampante più recente la Barilla a Matera.
    E tu pensi che la FIAT di Melfi non farà la stessa fine?.
    Io penso che dietro a queste manovre ci sono in primis i politici
    perchè altrimenti avrebbero trovato un modo per non elargire denaro
    e poi chi se visto se visto.

  2. 2 Giovanni

    A differenza di molte aziende della val D’Agri, il settore del salotto si differisce per una cosa: è nato qui dalla volontà e dalle capacità di gente del posto e tutto si è ingrandito piano piano, dalle prime officine alle quotazioni in borsa.
    Le due cose sono diverse secondo me. Certo se ne stanno approfittando, ma la crisi arriva prevalentemente dalle dinamiche economiche globali che portano questi imprenditori ad investire in luoghi in cui la manodopera costa molto di meno (e soprattutto dove non ci sono i sindacati di mezzo).

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