Archive for April, 2008

Il sorpasso

I kilometri che dividono Potenza da Rivello non sono tanti e se percorsi ad una velocità moderata ci si impiega un’ora e qualche minuto. Così ieri dopo due inizitive in città ed un comizio con il sindaco di Potenza divisi in due macchine ce ne siamo andati a Rivello per chiudere la campagna elettorale con un comizio in vecchio stile. In una macchina Elisabetta (Zamparutti), Sergio (D’elia) e Roberto (Speranza), nell’altra Enrico, Luigi ed Io. La Basilicata presa dal lato occidentale si intreccia con la Campania e allunga le mani alla Calabria per poi rientrare in se stessa. Rivello è un paesino di poche anime, ed ancor meno elettori, e dove una lunga e sana tradizione socialista ha accompagnato questo piccolo borgo a cavallo dei due secoli. In Basilicata sono tanti i posti dove la buona e la bella politica si è fatta e si continua a fare, la politica fatta di cose concrete, di azioni piccole me necessarie ed utili. La politica umile e mai aggressiva, quella che avvicina le persone e che le ascolta. Sono convinto che Elisabetta e Sergio torneranno a Roma con in testa il belvedere di Rivello, con la sua bellezza mozzafiato. Io torno a casa con la cosapevolezza che questa mia regione ha dentro di se una bellezza unica ed un sorriso che neanche il mare sa di avere. E la bontà della sua gente, la saggezza e la schietezza dei suo modi e la semplicità della sua vita sono cose che non hanno prezzo e non hanno paragone. I sogni. le speranze, le aspettative, le attese che si incontrano nelle piazze lucane e che si incorciano con il Partito democratico mi danno ancora una volta in più la sensazione che questo modo di vivere, questo modo politico di vivere così appasionato, tenace, deciso, concreto è davvero uno dei modi migliori per riempire degnamente una vita, che fa sentire vivi.Mancano poche ore all’apertura dei seggi e manca davvero poco al sorpasso definitivo della Pdl. I sondaggi non sono disponibili ma qualche voce amica ci fa capire che è possibile la rimonta ed il sorpasso. meno2? meno4? Quanti punti di disitanza? Domenica e lunedì siate coraggiosi, girate pagina e scommettete sul Partito Democratico e su Walter Veltroni. La competizione è tra questi due leader, ogni voto che non va al Pd va a rafforzare il principale esponente dello schieramento a noi avverso. Siate saggi. [...]

via Sergio Ragone

Non mi va di aggiungere niente a queste splendide parole e a questa splendida storia. Chi vuole però può guardare cosa è successo a Matera durante la visita di Walter. Mi hanno raccontato che c’era più gente che alla festa patronale.

Siate coraggiosi. Voltate pagina.

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E video fu..

Confermo quello che pensavo. La storia dei video intesi come delle “foto lunghe” non mi convince per niente. Credo che la scelta di introdurre il video sharing su flickr sia pessima. Nonostante le limitazioni a 60 secondi che in teoria dovrebbe portare gli utenti a condividere video di qualità e a selezionare per bene le immagini (stesso discorso di MuxTape), viene secondo me a mancare l’attenzione verso quello che flickr è diventato. Questa scelta credo consideri flickr come una semplice piattaforma di condivisione che ha avuto successo. Ora per via di questo successo (e del business potenziale che c’è dietro) viene affiancato il video sharing.
Flickr invece è diventato molto più di questo. Per molti è un punto di riferimento importante nel settore della fotografia e proprio in questo senso è andata evolvendosi la community che lo vive. Stiamo parlando di una community che migliora costantemente le sue produzioni grazie all’aiuto reciproco e grazie al sistema di rating della foto che incita a mettere online solo il meglio. Ovviamente c’è chi, come me, utilizza flickr come un sistema di backup. A tal proposito sto pensando di copiarmi tutte le foto in locale e svuotare il mio account per inserire solo le foto che considero più belle. Questo perchè tre anni fa il mio modo di utilizzare flickr era totalmente diverso dal mio modo attuale.
Flickr è bello perchè è enorme, perchè raccoglie una quantità infinita di punti di vista, ma focalizza tutto sulla comunicazione fotografica. Comunicare qualcosa attraverso le immagini in movimento è un concetto totalmente diverso che snaturerà l’essenza di questa piattaforma.
La scelta di permettere solo a chi ha un account pro di uplodare i video poi, è più che mai sintomatica di modello che guarda a salvaguardare il business piuttosto che la propria community e questo la community più affezionata lo capirà presto.

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On the road

Quello che mi sta capitando questi giorni è strano. Non ricordo di essere mai stato così. Soprattutto emotivamente. L’ansia e la paura di perdere un occasione importante mi sta portando ad un po’ di malessere emotivo. E’ strano visto che molti lo definirebbero solo un lavoro. Un lavoro che personalmente aspetto da molto tempo.

Ed ora è lì. E’ come un treno che non passava più ormai da anni e che ora è lì di fronte a me.

Vorrei salirci su ed assaporare il gusto di quel viaggio. Vorrei poter gustare la compagnia, il paesaggio e l’avventura, consapevole che tutto quello che passa non sarà passato invano, ma ora mi tocca attendere sperando di non peggiorare tutto con quest’ansia che esce fuori solo nelle occasioni importanti.

Attendo.

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MuxTape: musica d’altri tempi

Devo ammettere che adoro questo servizio. Lo adoro per la sua semplicità d’uso. Lo adoro perchè per caricare una canzone perdo quasi lo stesso tempo che impiegavo anni fa a registrarmi le cassette dalla radio sul vecchio (ma sempre affascinante) Pioneer fine anni ‘70 di mio padre. Lo adoro perchè mi limita la selezione e quindi mi impone di scegliere con attenzione. Lo adoro perchè ha quella gran cassetta da ‘120 come logo che tanto mi fa tornare in mente la musica che passava nella vecchia Ford Escort di papà quando d’estate tornavamo da Montescaglioso e di sera attraversavamo i banchi di lucciole che ci illuminavano il cammino verso Matera. E l’aria era calda, i finestrini abbassati ed il suono della Ford s’immischiava con quello dei grilli e delle cicale. Dallo stereo uscivano molto spesso i Pink Floyd o Phil Collins. E mai come ora mi manca quella Ford, quelle cassette e la chitarra di Gilmour gracchiante che si estedeva lungo i campi di grano arsi dal sole cocente del Sud e dagli accendini dei contadini impazienti di riseminare.

La mia cassetta ha due lati e in quei due lati c’è un passato ed un futuro. Un amore verso ciò che è stato tanto tempo fa ed un amore verso quello che è il mio presente musicale. Che la musica bisogna amarla.

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Il sindaco di Bari: Michele Emiliano

Ce ne fossero di più così.




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Blogosfera: lo stato dell’arte

Vorrei segnalare un po’ di ottimi post che si uniscono ai miei dubbi (personalissimi) sullo stato dell’arte della blogosfera.

Considerando che le mie sensazioni si riscontrano anche dall’altra parte dell’oceano da persone sicuramente più illustri e competenti di me, direi che:

a - confermo definitivamente che blogbabel non c’entra niente (e chiudo definitivamente con questa storia)

b - credo sia passato abbastanza tempo dall’euforia iniziale dei blogger nei confronti del loro mezzo di comunicazione preferito che ora ci si stia interrogando seriamente ed in mniera critica a proposito di uesi strumenti.

c - il panorama economico mondiale e la crisi appena iniziata non aiuta questa situazione

Vorrei segnalarvi un po’ di post a loro volta aggregatori di diversi pensieri. Il primo di microblogging che si chiede se le nuove applicazioni di lifestream, di cui si fa un gran parlare negli ultimi mesi, aggiungono valore alla conversazione o sono capaci soltanto di aumentare il rumore di fondo. Una serie di considerazioni che Tommaso propone proprio quando nel frattempo Technorati smette di interrogarsi se il microblogging può essere considerato un blog o meno e decide di indicizzare anche Twitter. Un altro segnale che la blogosfera non può essere più considerata solo l’insieme dei blog.

Il secondo post di bernyblog propone un analisi più complessa analizzando diversi stimoli che arrivano dagli Stati Uniti. Berny conclude con una battuta di Dave Winer: “But it’s time to decentralize again. Head for the hills. If I could only remember where they are!”. Post e link da leggere sicuramente con attenzione.

Simone Morgagni invece propone una riflessione su un articolo di Philippe Lacour a proposito del nuovo ruolo dell’intellettuale e i cambiamenti nella gestione della conoscenza.

Infine vorrei concludere con le riflessioni di Giorgio che chiude un blog per passare ad una cosa diversa, motivando il tutto con delle riflessioni su cosa ha trovato in questo anno di blogosfera.

Non credo che questo momento sia come quello descritto nella vignetta qui su. Credo che il tempo sia riuscito, o stia ancora, portando a galla i problemi che questo mondo 2.0 possiede. La visione pertanto diventa critica, ma non necessariamente negativa. L’evoluzione ed il prolificarsi dei sistemi di comunicazione mediati dalla rete però, secondo me, disperderà ancora di più le conversazioni. Il miglior disordine possibile forse, prima o poi cesserà di essere tale. Forse arriveremo al punto in cui non ci saranno tag  in grado di ricostruire alcun percorso realmente valido e ci ritroveremo come dei moderni Hansel e Gretel a vagare in un mare di informazioni inutili. Almeno fino a quando la tecnologia non sarà riuscita a tornare al passo delle necessità comunicative dell’uomo.

Quale futuro allora dobbiamo aspettarci?

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