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Blogosfera: lo stato dell’arte

| 2 April 2008 | 3 Commenti

Vorrei segnalare un po’ di ottimi post che si uniscono ai miei dubbi (personalissimi) sullo stato dell’arte della blogosfera.

Considerando che le mie sensazioni si riscontrano anche dall’altra parte dell’oceano da persone sicuramente più illustri e competenti di me, direi che:

a – confermo definitivamente che blogbabel non c’entra niente (e chiudo definitivamente con questa storia)

b – credo sia passato abbastanza tempo dall’euforia iniziale dei blogger nei confronti del loro mezzo di comunicazione preferito che ora ci si stia interrogando seriamente ed in mniera critica a proposito di uesi strumenti.

c – il panorama economico mondiale e la crisi appena iniziata non aiuta questa situazione

Vorrei segnalarvi un po’ di post a loro volta aggregatori di diversi pensieri. Il primo di microblogging che si chiede se le nuove applicazioni di lifestream, di cui si fa un gran parlare negli ultimi mesi, aggiungono valore alla conversazione o sono capaci soltanto di aumentare il rumore di fondo. Una serie di considerazioni che Tommaso propone proprio quando nel frattempo Technorati smette di interrogarsi se il microblogging può essere considerato un blog o meno e decide di indicizzare anche Twitter. Un altro segnale che la blogosfera non può essere più considerata solo l’insieme dei blog.

Il secondo post di bernyblog propone un analisi più complessa analizzando diversi stimoli che arrivano dagli Stati Uniti. Berny conclude con una battuta di Dave Winer: “But it’s time to decentralize again. Head for the hills. If I could only remember where they are!”. Post e link da leggere sicuramente con attenzione.

Simone Morgagni invece propone una riflessione su un articolo di Philippe Lacour a proposito del nuovo ruolo dell’intellettuale e i cambiamenti nella gestione della conoscenza.

Infine vorrei concludere con le riflessioni di Giorgio che chiude un blog per passare ad una cosa diversa, motivando il tutto con delle riflessioni su cosa ha trovato in questo anno di blogosfera.

Non credo che questo momento sia come quello descritto nella vignetta qui su. Credo che il tempo sia riuscito, o stia ancora, portando a galla i problemi che questo mondo 2.0 possiede. La visione pertanto diventa critica, ma non necessariamente negativa. L’evoluzione ed il prolificarsi dei sistemi di comunicazione mediati dalla rete però, secondo me, disperderà ancora di più le conversazioni. Il miglior disordine possibile forse, prima o poi cesserà di essere tale. Forse arriveremo al punto in cui non ci saranno tag  in grado di ricostruire alcun percorso realmente valido e ci ritroveremo come dei moderni Hansel e Gretel a vagare in un mare di informazioni inutili. Almeno fino a quando la tecnologia non sarà riuscita a tornare al passo delle necessità comunicative dell’uomo.

Quale futuro allora dobbiamo aspettarci?

Blogosfera: lo stato dell’arte

3 Commenti in “Blogosfera: lo stato dell’arte”

  1. 1 Dario Salvelli  | 12:26 pm | 2 April 2008:

    Ciao Giovanni. Il tuo post contiene e riassume molti spunti interessanti: non ho idea se sia possibile nell’ambito della blogosfera definire uno “stato dell’arte”. E non solo perchè credo che ci siano tante blogosfere parallele. Magari ne parlo con più chiarezza in un post.

  2. 2 giorgio  | 1:37 pm | 2 April 2008:

    Credo sia un momento in cui chiunque si occupi di conoscenza, di cultura in genere – dei suoi percorsi e delle sue modalità di comunicazione – sia di fronte a uno scenario la cui diversità maggiore con il passato è che si è di fronte a sviluppi quotidiani dei mezzi ma senza che vi sia un confine (visibile da raggiungere o attraversare) sui contenuti. E mezzi e contenuti legano le persone: il cambiamento qualitativo è stato lanciato, ma deve ancora collocarsi. Per ora è poco aggregabile, anche con un milione di tag! Ed è anche per questo che a me – il microblogging – interessa zero: più che una vita in continua presa diretta penso faccia meglio riflettere, ora.

  3. 3 giovanni  | 2:13 pm | 2 April 2008:

    Hai ragione Dario. Ma a questo punto ha ancora senso parlare di blogosfera nella sua accezione originaria? Credo che forse abbia ragione quando dice che è un momento di riflessione…almeno per chi guarda questi medium con occhio clinico. Credo pure che presto bisognerà riformulare alcune definizioni, oppure inventarne delle altre.


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