Credo che narrazione, design, tecnologia e media differenti possano coesistere.
Il mio lavoro è far si che questo accada.
Questo è il posto dove condivido note, idee, lavori in corso. Tutti i giorni.
...o quasi.

10 domande ai candidati

| 17 March 2008 | 1 Commento

100domande10 domande è a mio modo di vedere l’unico utile sistema che un elettore italiano oggi ha per porre domande concrete, non veicolate, dirette e pungenti ai candidati per le elezioni politiche 2008.

Sono deluso dal modo in cui si sta portando avanti la campagna elettorale. Credo sia una grande messa in scena e la televisione non sta facendo altro che coprire le informazioni, mascherarle, offrendoci una cammomilla già bevuta troppe volte.

I giornalisti che non fanno (o non possono fare) i giornalisti poi sono la cosa peggiore che il sistema mass-mediatico abbia da offrire. Quelli “scomodi” troppo spesso sono tenuti lontani dalle platee che contano. I salottini Tv poi, sono la peggiore invenzione politica degli ultimi anni. Difficilmente in quegli ambienti troveremo nelle prossime settimane qualcuno con il coraggio o la possibilità di mettere a nudo i programmi dei candidati.

Sono però convinto che una iniziativa come quella di 10 domande non debba passare inosservata. Potrebbe risultare l’unica vera novità di una campagna elettorale noiosa e scontata. Potrebbe essere l’unica opportunità per dimostrare che spesso si confonde il populismo con il pragmatismo, che ci sono ancora persone che hanno a cuore gli interessi di questo paese e che hanno tutto il diritto di avere delle chiare risposte su quello che ci dovremo aspettare nei prossimi anni. Per questo spero che questa grande opportunità non si trasformi in un occasione sprecata.

10 domande ai candidati

Per una semiotica dei mondi virtuali

| 16 March 2008 | 5 Commenti

Qualche tempo fa ho ripreso a giocare a WoW. In una mia vecchia esperienza di analisi a proposito di questi mondi, mi chiesi come fare ad analizzare le scelte di un utente visto che tendenzialmente possono prescindere dalle attività degli altri utenti per quanto riguarda alcune scelte. Le recenti considerazioni di gg sul tema dei mondi virtuali mi hanno fatto tornare a riflettere, anche se rispetto a Second Life siamo in presenta di un sostanziale cambio di paradigmi.

Il percorso di un giocatore all’interno di un MMORPG o di un MUD è suscettibile di un analisi semiotica? Probabilmente si. Per quanto virtuale, la “realtà” proposta su un gioco online ha un suo percorso e quindi dei limiti che la definiscono come una totalità relativamente autonoma rendendo possibile la sua organizzazione strutturale.

Il percorso di un giocatore in un mondo virtuale, così come in quello reale, può essere l’oggetto di una segmentazione, ossia di uno smembramento in un numero finito d’unità, di tappe, o di momenti che si collegano tra loro secondo determinate regole. Una supposizione come questa permette di identificare il percorso come un testo, dimostrandosi quindi un continuum finalizzato. Questa natura orientata del percorso ne determina il ritmo. Un analisi semiotica del comportamento del giocatore significa però postulare che questo ha un senso, che non è un susseguirsi gratuito di movimenti e di stazionamenti, un puro gesticolare (o utilizzando i termini del caso, che non è solo significante), ma che segue una logica, anche se non si sa come articolarlo (o come costruirne la significazione).
Potremmo distinguere la notazione dei percorsi definendo una o più “griglie di notazione” che conterrebbero i risultati dei nostri comportamenti online. La notazione, di fatto è una costruzione, la scelta di un livello di pertinenza e quindi di analisi.
Si potrebbe fare creando una scheda da compilare in grado di notificare in maniera rapida e precisa le modalità dello spostamento, le modalità d’orientamento, la relazione all’ambiente e la percezione o l’assenza di percezione della presenza degli altri utenti in grado di modificare, con le loro scelte, le nostre decisioni. Tutto questo attraverso due percorsi: percorsi di “esplorazione in solitudine” e percorsi di esplorazione/cammino comune.
Per far questo, però c’è bisogno che il percorso venga (anche solo in parte) preventivamente analizzato, segmentato e correlato ad un certo numero di spazi disposti linearmente su di uno schema e correlati a dei programmi d’azione (una sequenza logica di azioni dove ogni programma è presupposto da un’altro programma).

A questa segmentazione spaziale e temporale va aggiunta una segmentazione “attoriale”, che tenga conto dell’apparizione e della scomparsa degli attori in gioco. In questo caso il lavoro di analisi consisterebbe nelle schede e nelle notazioni, nel riconoscere il numero di micro-racconti di comportamento e nel mettere in luce le similitudini e le ricorrenze, con l’idea che tra tutto questo ci deve essere qualche logica. Jakobson definisce questo ipotetico nesso così: “L’invarianza nella variazione: è tema dominante ma anche strumento metodologico soggiacente dei lavori, certamente differenti, ma omogenei”.
Potremmo quindi definire e catalogare le figure oppositive concentrazione/attenzione (impegnarsi in una cosa di cui si possono predire le mosse o le intenzioni)/(ciò che capita di notare in maniera fugace e disinteressata), definendole come similitudini e ricorrenze, ovvero “motivi gestuali” equivalenti che si trovano lungo un medesimo percorso o un comportamento che ne richiama prima o poi un altro nella catena comportamentale del percorso.
Questo metodo di analisi, nonostante le differenze di paradigmi, regole ed obiettivi, potrebbe essere utilizzato anche per analizzare i comportamenti degli utenti dei mondi virtuali multi-utente come Second Life, ma questo vuole essere solo un semplice spunto per una riflessione sulla metodologia.

Per una semiotica dei mondi virtuali

links for 2008-03-15

| 15 March 2008 | Commenta
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Il MateraCamp prende forma…e consistenza

| 12 March 2008 | 5 Commenti

Per qualche strana contingenza astrale proprio ieri è arrivata l’adsl tiscali a casa. Ora sono nuovamente connesso. Nonostante l’assenza di connettività però, l’organizzazione del materacamp prosegue ed iniziano ad arrivare le conferme. Come ci aspettavamo i ragazzi della “Compagnia del Cavatappi” hanno voluto anche quest’anno dare il loro supporto all’iniziativa offrendo il pranzo che (chi c’era l’anno scorso sa) prevede una sfilza di prodotti tipici locali e di fuori regione di altissima qualità. La Compagnia del cavatappi è ormai un’affermata realtà nel campo della vendita online di prodotti di qualità, ma quello che ci fa più piacere sottolineare è il loro ascendente lucano, sinonimo di eccellenza soprattutto in fatto di cibo.

A dar man forte ai ragazzi di Lauria, ci sarà anche l’Associazione dei panificatori di Matera che offrirà i migliori frutti del nostro splendido grano. Primo tra tutti il nostro favoloso pane IGP, punta di diamante di una produzione millenaria che affonda le sue radici nel regno di napoli. Da allora nulla è cambiato. La tradizione dei panificatori è intatta e chi ha avuto modo di assaggiare questo pane (uno dei migliori pani d’Italia) sicuramente potrà confermare.

Presto daremo ufficiale conferma della location che quest’anno stupirà ancora di più per qualità, posizione, fascino, architettura e accoglienza.

Nel mentre stiamo cercando di organizzare quante più cose possibili per poter mettere a proprio agio tutti coloro che si fermeranno nella “Città dei Sassi” durante il ponte del primo maggio. Le iscrizioni sono sempre aperte. Vi aspettiamo.

http://materacamp.org

Il MateraCamp prende forma…e consistenza

Ciao a tutti, mi chiamo Giovanni e sono 15 giorni che non lo faccio

| 11 March 2008 | 4 Commenti

addictedE’ dura, sto cercando di resistere a questa assenza forzata di connettività e non so se riuscirò a farcela. Di certo il mio intento non è disintossicarmi, ma di fatto sto provando un gran senso di vuoto. Ho con me solo una malefica scatola che continua a mandarmi messaggi subliminali oltre al telefono che mi permette di ossigenarmi di tanto in tanto.

Senza connettività non sono in grado di curare i miei contatti come vorrei, tantomeno di informarmi come vorrei.

E’ dura, ma spero che questa agonia duri ancora per poco, nel frattempo cercate di capire.

Ciao a tutti, mi chiamo Giovanni e sono 15 giorni che non lo faccio