| 23 January 2008 | Commenta
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Si respirava quasi un’aria di entusiasmo ieri sulle aiuole nei pressi del palazzo del ministero delle Comunicazioni all’EUR…
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Scandalo Italiano, il blog che fin dalla prima ora ha seguito i passi di Italia.it, sentenzia: il progetto è semplicemente una macchina per spostare capitali e interessi, per questo il tutto non muore. E infatti già si parla di rilancio. Partendo da zer
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A che serve un blog? A costruire la democrazia
| 22 January 2008 | 2 Commenti
Quando durante il periodo d’oro della New Economy si parlava di opportunità di business date dalle comunità virtuali, ciò su cui gli investitori posavano immediatamente lo sguardo era il modello di sviluppo delle comunità virtuali e il sistema di creazione del valore.
Oggi, pur potendo parlare di comunità, difficilmente ci si trova a discutere di business basato sullo “sfruttamento” delle stesse in termini culturali. Nella società della condivisione, ci guadagnano tutti, anche se non in termini prettamente economici.
In questo caso, il concetto di redditività corrisponde ad un aumento generale dei contatti, delle connessioni, degli scambi di ogni genere: fisici, affettivi, economici, intellettuali, estetici e così via, che permette, come dice Lévy, “di costruire un’umanità sempre più vicina a se stessa”.
Queste comunità non sono in grado di generare contenuti significativi sino a che alcuni elementi chiave non raggiungono una “massa critica”, consentendo di ottenere una crescita improvvisa ed immediata della redditività del sistema.
Il problema principale in questo caso è infatti quello di raggiungere la “massa critica”.
Quando il telefono fu inventato, venne introdotto dapprima in dei luoghi pubblici dove le classiche forme di comunicazione interpersonale erano limitate.
Tuttavia, quando un un numero abbastanza grande di persone installò il telefono nelle loro case, divenne utile pagare per aver un telefono installato. Ragionando in termini di costi e benefici, la maggior parte di coloro che decisero di installare il telefono a casa propria ritennero che i benefici dati da quell’apparecchio fossero maggiori dei costi da sostenere per averlo. E’ chiaro quindi che solo quando il numero degli abbonati aumentò la “massa critica”, i benefici dominarono i costi.
Lo stesso processo è accaduto per molte altre tecnologie. Le e-mail hanno visto uno sviluppo simile e anche le community online seguono questa legge dei costi/benefici. La grande differenza è che mentre il telefono ci ha messo 100 anni per diventare uno strumento diffuso nella totalità della popolazione dei paesi sviluppati, oggi la velocità con la quale si raggiunge la massa critica è decisamente aumentata.
Una volta raggiunta la “massa critica” il ciclo di vita è regolato da dinamiche legate ai rendimenti crescenti ed ai circoli virtuosi da essi generati. Per quanto riguarda le comunità online, il più rilevante di questi riguarda l’attrattività dei contenuti. Esso dipende dal fatto che i contenuti sono creati dagli utenti e che proprio l’attrattività dei contenuti sia di stimolo agli utenti per entrare a far parte della comunità. Maggiore è il numero di membri di una comunità, maggiore sarà la quantità di contenuti da essi generati. Maggiore sarà la quantità dei contenuti presenti nella comunità, maggiore sarà il numero di utenti da essi attratti.
Maggiore è il numero di utenti, maggiori saranno le possibilità che questi utenti creino reti di rapporti tra di loro.
Ancora una volta l’effetto del circolo virtuoso è evidente: quanto più l’utente partecipa alla vita della comunità tanto più è destinato a creare reti di rapporti con gli altri utenti. Quanto più l’utente stringe relazioni forti con gli altri, tanto più è motivato a partecipare alla vita della comunità.
In termini generali: quanto più è ampia l’offerta della comunità, tanto più alto sarà il numero dei suoi partecipanti ed il guadagno da essa prodotto, portando, di conseguenza, ad un immenso archivio di contenuti ed informazioni nel quale bisogna imparare a districarsi.
| 17 January 2008 | Commenta
| 16 January 2008 | Commenta
Leggo e ripubblico grazie ad una segnalazione. Mi viene da piangere.
Accogliendo l’appello del governo, il signor Giussano Federa di anni 43, abitante con i genitori a Slombate (Milano) in via dei Bamboccioni 7, si è dichiarato disponibile a smaltire due sacchetti dell’immondizia provenienti dall’abitazione di un abbonato Rai di Pozzuoli estratto a sorte durante una puntata de «I fatti vostri». In cambio ha preteso l’equiparazione del prezzo della benzina a quello della gazzosa, una moratoria sul leasing del suo Suv e l’abrogazione preventiva della legge Gentiloni, che impone di essere cortesi coi lavavetri e di non ruttare in faccia al capufficio se non si è interrogati.
Il governo ha accettato le richieste con il solo voto contrario di Pecoraro e l’astensione polemica di Scanio. Poiché i camionisti hanno parcheggiato i Tir dentro una discarica per solidarietà con i metalmeccanici aderenti al sindacato dei controllori di volo, i due sacchetti d’immondizia raggiungeranno il Nord Italia via mare, a bordo della «Randa è uguale per tutti», barca sponsorizzata dall’Amv (associazione magistrati velisti) il cui equipaggio è interamente composto da giudici in permesso per malattia. Sbarcati al porto di Genova, i due sacchetti verranno scortati dalle guardie svizzere fino a Milano, dove si annuncia la contestazione di un manipolo di dissidenti dell’Università Cattolica che non dimenticano le posizioni assunte da Ratzinger e Radetzky nel 1845 sulla spazzatura come «scoria del demonio». I sacchetti verranno presi in consegna dal sindaco Moratti, che provvederà a farli esaminare da una commissione di casalinghe della Bovisa elette col sistema proporzionale senza premio di coalizione: perplesso Parisi.
| 13 January 2008 | 5 Commenti
Purtroppo da quando è stato ristretto l’accesso a Pandora, non sono riuscito a trovare un degno sostituto. Neanche LastFM ci è riuscito. Pandora è stato uno straordinario strumento di ‘serendipity’ per me e molti altri appassionati di musica come me.
Non sto scrivendo questo per dirvi che Pandora è nuovamente accessibile su pandora.com, ma per dirvi che c’è il modo per ascoltarla ugualmente. Proxy? Beh è la soluzione più utilizzata dai fedelissimi, ma è complicata per molti. Ora c’è una alternativa.
Sono qui a dirvi che è nato globalpandora.com, un sito in cui ritroverete Pandora e il suo ‘genoma musicale’. Sto parlando di Pandora in tutto e per tutto. La differenza? Risiede nel fatto che Global Pandora è su territorio inglese. Se inserite i dati del vostro account troverete perfino le stazioni create in passato. Insomma, Pandora è tornata! Oltre che un gesto per sottolineare l’importanza della libertà di diffusione, i ragazzi che l’hano creato stanno supportando una raccolta firme lanciata da Chris Thornett di PC Plus magazine mediante una petizione. Il destinatario? Il primo ministro britannico. Ecco il testo della petizione:
We, the undersigned believe that the current licensing fees for musical and lyrical composition (issued by the MCPS-PRS) for music webcasters are excessive and detrimental to the growth of the Internet music industry in the UK. We also believe that they remove a potential revenue stream for hardworking musicians to earn from their talent.
We request that the Government investigate the current licensing cost, and legislate if appropriate, so that independent webcasters and online personalised music services only face reasonable fees that make business in the UK economically viable.
We also request that the Government oversees that performance fees (issued through the PPL) for Internet music, which are yet to be agreed, are also set at a rate which are reasonable and make business in the UK economically viable.
A questo punto non posso che invitarvi a godere nuovamente della musica di Pandora.
| 12 January 2008 | Commenta
“There’s something in the air”. Non si tratta solo del motto dell’evento Apple di martedì prossimo, ma più in generale di una sensazione che sento a pelle da un po’. Nel “nostro mondo” sta per succedere qualcosa o magari sta già accadendo.
E’ infatti da un pezzo che non si sente parlare di novità davvero eclatanti da queste parti. Da un po’ di tempo si sentono sempre le solite cose. Novità che poi in realtà non sono novità, piccoli ritocchi a tecnologie magari datate, ‘mode’ dagli effetti sociali conosciuti e ormai assodati. Insomma c’è una calma piatta. Questo però non è un male, anzi. Chi studia economia finanziaria, sa bene che quando i mercati sono fermi spesso significa che ci si sta preparando a nuovi investimenti, a nuove uscite. Nella storia del Web, nel mercato dei PC e sull’ HiTech in genere è sempre stato così: i periodi un po’ piatti preludevano qualcosa di grande e nuovo. Quello che penso è che in effetti ci sia qualcosa di nuovo in arrivo che probabilmente modificherà ancora i gusti e le tendenze del mercato o le modalità di interazione sociale mediante strumenti informatici.
Il CES appena concluso non ha portato grandi novità, ma qualche segno sta arrivando da altre parti. Il computerino Asus infatti, non è che il pioniere di una serie di prodotti simili in arrivo sul mercato quest’anno. Qualcuno dice che Apple presenterà proprio un prodotto simile il prossimo martedì. Certo è che la guerra al Laptop economico è appena iniziata (vedi caso OLPC).
Non è un caso che Mary Lou Jepsen, ex-chief technology officer di One Laptop per Child abbia partorito il Pixel Qi. L’obiettivo della sua nuova società? Realizzare un portatile a basso costo che non superi i 100 dollari, fissando il prezzo ideale sui 75 dollari.
Credo comunque che la maggior parte delle novità arriveranno dal mondo della televisione che si scinderà con i video contenuti del Web, anche se a quanto pare si deve ancora capire bene con quali modalità.
Come accade ormai da qualche anno, il Macworld di San Francisco indicherà la strada. Da queste parti si aspetta un po’ ansiosi di vedere cosa accadrà. Nel frattempo si sprecano i rumors.
| 11 January 2008 | 3 Commenti
Ieri leggevo l’ultimo post di Axell e ridevo. Mi sono venute in mente un paio cose di capitate durante le festività natalizie che vorrei condividere con voi per fare una paio di riflessioni sul tema, ma andiamo con ordine.
Come molti di voi sanno le festività natalizie le ho passate a Matera in famiglia. E’ capitato però che la settimana che antecedeva natale mi sia stato chiesto di dare una mano al negozio dei miei “suoceri” (chiamiamoli così per comodità, anche se non lo sono ancora). In questo negozio si vende essenzialmente elettronica: cellulari (prevalentemente), materiale di consumo, iPod e lettori MP3, console portatili e fisse, stereo per auto, altoparlanti, accessori di tutti i tipi, macchine fotografiche, televisori, insomma un po’ di tutto.
Prima di Natale, si sa, la gente impazzisce. Tutti in preda all’acquisto selvaggio, quindi mi sono ritrovato ad avere a che fare con persone di tutti i tipi…e dico tutti!.
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