I BarCamp assumono un ruolo fondamentale anche a livello territoriale per mettere in relazione tutte quelle identità locali che su Internet riescono ad aggregarsi attorno al loro stesso territorio o a qualsiasi altro specifico argomento.
I BarCamp, come è facile supporre, hanno visto la loro nascita soprattutto nei grossi centri d’aggregazione culturale che, spesso, corrispondono ai grandi centri urbani. Tra le prime città in cui si sono svolti i primi BarCamp troviamo infatti Milano, Torino, Roma e Bologna. A queste città però sono seguiti molti altri incontri capaci di aggregare persone attorno ad un territorio molto più piccolo. E’ il caso ad esempio di Matera o Francavilla al mare.
Il BarCamp di Matera del 2007, oltre che essere stato il primo BarCamp del Sud Italia, è stato progettato e costruito proprio attorno alla capacità aggregante della Rete. Il grande senso di identità e di aggregazione della popolazione lucana, ha giocato un ruolo fondamentale. Grazie alla Rete, questa popolazione sta riuscendo a conoscersi sempre di più, scavalcando i problemi di tipo topologico e infrastrutturale.
Il BarCamp di Matera e quello che è venuto dopo, proprio per via della sua perifericità, risulta essere un interessante caso studio per comprendere le dinamiche attraverso le quali si riesce a passare dalla Rete ad una concreta socializzazione.
Ritornando anche su alcune riflessioni passate, è palese come si possa costruire un parallelo tra due strumenti diversi in grado di assolvere lo stesso obiettivo: creare socialità generando valore. In questo senso la generazione di valore, la condivisione o la cooperazione sono tutti aspetti di un nuovo modo di intendere la socialità. Sto parlando degli Urban blog e dei barcamp. Gli urban blog (o più in genere il citizen journalism) ed i barcamp, sono strumenti diversi, ma che spingono portare le persone a confrontarsi su un tema caro a tutti in modo facile, veloce e funzionale. Di fatto sono due rovesci della stessa medaglia.
Siamo di fronte ad un cambiamento del tempo e dello spazio delle forme di comunicazione interpersonale che si pongono in maniera trasversale rispetto alle nuove tecnologie. La Rete quindi sta cercando in tutti i modi di uscire dalla Rete, lasciando allo strumento Internet il compito di fare da tramite.
Spesso le reti di relazioni si spezzano o si perdono a causa dell’incapacità di utilizzo di un mezzo complicato o a causa della difficoltà di vedere quel mezzo come veicolo di socialità. Nel caso dei blog ad esempio, non sempre un commento può stabilire una relazione duratura tra il blogger ed il lettore. Capita anche che chi si avvicina a questi nuovi strumenti lo faccia con un approccio sbagliato, ovvero con una cultura da old media. Quando questo accade però, quel singolo commento è una goccia che da un valore aggiunto. Da sola può essere molto importante, ma generalmente riesce a creare davvero valore solo se a lei si uniscono altre goccie creando, di fatto, un mare di informazioni.
In entrambi i casi, la “territorialità” e l’appartenenza geografica svolgono un ruolo fondamentale: il collante.
Il BarCamp di Matera ha sottolineato questi aspetti portando alla luce molti dei problemi causati da un fievole rapporto tra cittadini, istituzioni, territorio, rete e cultura della rete.
Il lavoro di chi si occupa di questi temi è e sarà sempre più quello di ricreare un senso di appartenenza al territorio mediante la Rete, implementando dei sistemi in grado di definire delle relazioni salde e ben delineate. Parliamo di Social Network che creano all’interno della comunità una serie di microcosmi sociali a se stanti, di facile riconoscimento e legati non solo da una relazione, ma da un’entità culturale comune.
Si vanno creando quindi tanti microcosmi locali che sono interconnessi tra di loro e che pensano a livello globale come un’unica entità, per poi tornare a ragionare su una dimensione locale.
In questo modo le caratteristiche dell’urban blog si distribuiscono all’interno di uno spazio più ampio capace di moltiplicare le sue peculiarità e di rafforzare i legami sottostanti.
Il cambiamento non è solo strutturale o tecnologico, ma comprende tutto il mercato di ideazione, produzione e commercializzazione dei servizi.
Il Web per come lo si intende oggi è diventato quindi il mondo in cui milioni di persone interconnesse tramite e-mail, blog, network, chat, community e altre applicazioni usano Internet come piattaforma collettiva, un sistema abilitante per condividere e scambiare qualcosa. Internet è diventato e diventerà sempre più il mondo della collaborazione, delle comunità, dell’auto-organizzazione, modificando il modo in cui beni e servizi vengono inventati, prodotti, commercializzati e distribuiti su scala globale. La novità quindi riguarda i “cambiamenti fondamentali nelle coordinate di spazio e di tempo [...] poiché segna la fine della distinzione fra i media che sono fissi nello spazio e nel tempo e quelli che scavalcano queste dimensioni” . (ndr Van Dijik, 1999)
Le stesse tecnologie che servono ad annullare le distanze nello spazio fisico, quindi, oggi sono usate per comunicare anche fra persone che si trovano nello stesso spazio, e le stesse tecnologie che servono a superare le distanze nel tempo sono usate anche da persone che comunicano in sincronia.
Non sempre però le persone riescono a cogliere il valore di una transazione così importante, un po’ perché si è legati per cultura, comodità o passione al vecchio sistema, un po’ perché ci vuole del tempo per assimilare le novità.
In questa fase storica molti si stanno adoperando per diffondere la consapevolezza necessaria per passare dalla società dell’informazione alla società della condivisione se pur con alcune difficoltà. Il processo però è avviato.
Siamo passati, come afferma Derrick De Kerckhove, “dall’ossessione tecnica, all’ossessione sociale“, e sarà sempre più questo il ruolo dei Medium che verranno.
Leggi le interviste di: Giovy, Gaspar Torriero, Sergio Maistrello, Pietro Izzo, Federico Fasce, Tommaso Tessarolo, HyperBros, Sirdrake, Antonella Napolitano, Luca Conti, Andrea Beggi, Samuele Silva, Catepol.
Questo post è stato scritto da , il 30 January 2008 alle 1:34 am ed è inserito in web 2.0 ed è taggato con approfondimenti, barcamp, citizen journalism, Derrick De Kerckhove, medium, mondo media, Novità e tendenze, social media, social network, società, urban blog, Van Dijik. Questo è il permalink. Puoi seguire i commenti con il feed RSS.

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