Us and them
Ieri leggevo l’ultimo post di Axell e ridevo. Mi sono venute in mente un paio cose di capitate durante le festività natalizie che vorrei condividere con voi per fare una paio di riflessioni sul tema, ma andiamo con ordine.
Come molti di voi sanno le festività natalizie le ho passate a Matera in famiglia. E’ capitato però che la settimana che antecedeva natale mi sia stato chiesto di dare una mano al negozio dei miei “suoceri” (chiamiamoli così per comodità, anche se non lo sono ancora). In questo negozio si vende essenzialmente elettronica: cellulari (prevalentemente), materiale di consumo, iPod e lettori MP3, console portatili e fisse, stereo per auto, altoparlanti, accessori di tutti i tipi, macchine fotografiche, televisori, insomma un po’ di tutto.
Prima di Natale, si sa, la gente impazzisce. Tutti in preda all’acquisto selvaggio, quindi mi sono ritrovato ad avere a che fare con persone di tutti i tipi…e dico tutti!.
IL TELEFONO CELLULARE
Ho capito una cosa che poi mi è stata confermata anche dal padre della mia ragazza: il cellulare non è più un prodotto da presentare come ‘oggetto di culto’. Mi sto riferendo al marketing spicciolo, quello creato sulla base dell’esperienza pluridecennale nel settore. Non ha più senso presentarlo in vetrine particolari che esaltano il prodotto come fosse un trofeo da esporre. No, ormai si vendono telefoni così come si vende il pane nelle panetterie. Lo so che state pensando al vostro smartphone o all’iPhone. Se lo state facendo siete tra quelli che normalemente vengono visti e considerati come “alieni”. Il telefono per la massa deve avere il bluetooth (pronunciato anche “Blutù”, “blututt”, “blut”, “blutò”, “blututù” e via dicendo..), una fotocamera da almeno 2 MP e la memory card per salvare più foto e video possibili. Fatto questo resta da decidere solo la marcha (possibilmente nokia o samsung) e ovviamente la data di uscita (non sia mai a farsi beccare con un telefono uscito 3 mesi fa!). Vendendo telefoni mi è capitato di sentirmi chiedere nell’ordine:
Cliente: senta, questo telefono ce l’ha il “bluetuuut”?
Io: Si signora, certo.
Cliente: Si, ma cos’è sto blutuut?
Oppure (premessa: il cliente aveva meno di trent’anni):
Cliente: Senta devo prendere un telefono che mi serve solo per chiamare e mandare sms
Io: Ok, c’è questo nokia a 30 euro, semplicissimo e che permette di fare solo chiamate e messaggi.
Cliente: ok, lo prendo. Poi devo prendere un auricolare. E’ incluso?
Io: No, con questo telefono non è in dotazione. Però li abbiamo in vendita separatamente. Ovviamente non posso darglielo senza fili.
Cliente: Ah! perchè esistono pure senza fili?
Io: Beh si, ma il telefono non ha il bluetooth quindi ci vuole quello classico.
Cliente: Ah va bene, però mi devi spiegare come funziona. cioè io lo attacco e ci posso parlare dentro?
Oppure:
Cliente: Buongiorno, devo prendere un telefono per mia figlia per Natale, ma non so cosa prendere. Mi può aiutare?
Io: Certo, quale cifra vuole spendere?
Cliente: Beh, uno buono, ma non più di 100 euro.
Io: Ok, allora c’è questo, quest’altro che ha il display a colori, questo che fa le fot…
Cliente: Scusi, che cos’è il display?
Potrei continuare, ma mi fermo. Ovviamente questi sono dei casi particolari, ma che rendono bene l’idea del tipo di cliente che mediamente ci si trova di fronte. Non mi sono neanche permesso di dire a qualcuno che c’erano gli smarthphone: non mi piace essere guardato male.
LA CONSOLE
Che sia portatile (PSP slim o Nintendo DS) o fissa (PS2 che va ancora alla grande, PS3 che va un po’ meno per via del prezzo e Nintendo Wii), una cosa è fondamentale: la modifica. Normalmente non si dovrebbe fare, ma nel negozio in cui sono stato, questi apparecchi sono venduti già modificati. Perché? la gente è già restia, se poi gli dici che ogni gioco costa dai 30 euro in su, addio console. Fattostà che tra i clienti ci sono stati anche finanzieri, poliziotti e carabinieri che chiedono espressamente la versione modificata, possibilmente con qualche gioco già caricato sopra. La fortuna di questi apparecchi è proprio la possibilità di essere hackerate. Non c’è storia.
LE CUFFIE
Tra le altre cose vendute c’erano anche le cuffie. Si, cuffie, di tutti i tipi: con microfono o senza microfono, wireless o col filo, auricolari o semi professionali, insomma cuffie. Mi è capitato anche di servire una signora con marito annesso (di quelli succubi della volontà della moglie, zitto e agli ordini della sua “dolce” metà) che mia ha fatto riflettere e anche un po’ ridere. La signora cercava delle cuffie. Si dirige verso il “titolare” e chiede di essere servita, ma dato che il “titolare” era impegnato già con un altro cliente me la manda a me.
Cliente: Salve, devo comprare delle cuffie.
Io: Certo. Ecco qui. Che tipo di cuffie cerca? Senza fili? Con il filo? Con il microf..
Cliente: No! Lei non è esperto di cuffie. Se mi vuole far perdere tempo lo dica subito.
Marito della cliente: Cara, sono solo cuff…
Cliente: Zitto tu. Sono sempre andata dal “titolare” e mi sono trovata bene
Io: Signora non c’è problema, attenda che si liberi e poi, se vuole si faccia servire da lui.
La cliente stizzita si dirige nuovamente verso il “titolare” (o “principale”, o “capo”) e aspetta. Arriva il suo turno.
Cliente: Senta devo comprare delle cuffie, ma siccome sono sempre venuta da lei preferirei farmi consigliare da lei
Il titolare, che nel frattempo aveva seguito la scena, si gira, prende un paio di cuffie (le più care, ma meno prestanti sia come impedenza d’uscita che come struttura di sostegno), guarda la cliente e dice:
Titolare: Nooo! senti a me: queste devi prendere tu.
Cliente: Ohh! me ne deve dare due!
A quel punto spunta il sorriso sulla faccia della signora, mentre il marito guarda sconsolato il tutto. Paga e se ne va felice.
Non credo ci sia da aggiungere altro.
I TELEVISORI
Da noi, il televisore è un prodotto particolare. In un negozio di elettronica non si può non avere, ma è pieno di rogne. Il suddetto “titolare” mi ha spiegato come pur avendo i televisori preferisce non venderli. Strano? Non tanto. Quando un cliente materano (ma accade anche in altre città), compra un televisore è come se stesse facendo un contratto matrimoniale con il venditore, soprattutto se si tratta di televisori LCD. Innanzitutto lo devi portare a casa del cliente, installare e programmare (gratis). Purtroppo è una prassi che si è diffusa e che fanno quasi tutti, e già qui è tutto un dire. Fatto questo accade SEMPRE che ogni volta che c’è un colpo di vento che sposta l’antenna o una caduta di tensione o qualsiasi altra, cosa ti ritrovi il cliente dietro la porta del negozio con un 42 pollici in braccio che ti guarda e “Sto televisore che mi hai dato è proprio una ciofeca” e così via.
Per non parlare del fatto che vendere molti televisori, soprattutto LCD, significa aumentare il fatturato di molto pur guadagnando poco. Insomma il televisore costa sia perchè al momento di pagare le tasse si sente, sia perchè quel poco che si guadagna non copre i fastidi dati dal cliente. A questo punto meglio farli vendere ai grossi centri e lasciarsi una piccola clientela selezionata per se.
QUINDI CHI E’ QUELLO STRANO?
Avrei altre cose da raccontare, ma mi fermo qui. Conclusione ? la gente è strana. Forse però sarebbe meglio dire che noi siamo strani. Pensiamo che tutte le tecnologie HiTech che utilizziamo siano alla portata di tutti. Certo, sono alla portata sia economica che commerciale, ma non culturale. La gente si meraviglia di cose che noi troppe volte diamo per scontate. Se questo è quello che accade nei negozi, figuriamoci se prendiamo in considerazione il Web. Qui siamo proprio in un altro pianeta.
Ogni tanto fa bene tornare nel mondo reale.



Gran post…ma il fatto che mi facciano sempre così ridere gli aneddoti sugli utenti finali indica che sono veramente TANTO alieno?
Dai un’occhiata a questo blog:
http://sonounacommessanonunasan.splinder.com/
Ormai ne ho sentite di tutti i colori!!!!!!!
tu vendevi elettronica…non hai idea di quanta “Ignoranza” c’è tra le clienti di un negozio di cosmetica…di quante cose si danno per scontate e che invece la gente non ha proprio idea..
hai ragione…
sul web e le tecnologie non siamo strani noi…ma siamo comunque una nicchia di gente e non la massa