Archive for January, 2008

Invadeteci per Favore


Ne parlavo in questi giorni con gli amici chiedendo l’arrivo della UNPROFOR, ma va bene ugualmente. Aderisco senza batter ciglio.

Make Current

 Commenta

Barcamp, un anno dopo: Conclusioni 2/2

Prima parte

I BarCamp assumono un ruolo fondamentale anche a livello territoriale per mettere in relazione tutte quelle identità locali che su Internet riescono ad aggregarsi attorno al loro stesso territorio o a qualsiasi altro specifico argomento.
I BarCamp, come è facile supporre, hanno visto la loro nascita soprattutto nei grossi centri d’aggregazione culturale che, spesso, corrispondono ai grandi centri urbani. Tra le prime città in cui si sono svolti i primi BarCamp troviamo infatti Milano, Torino, Roma e Bologna. A queste città però sono seguiti molti altri incontri capaci di aggregare persone attorno ad un territorio molto più piccolo. E’ il caso ad esempio di Matera o Francavilla al mare.
Il BarCamp di Matera del 2007, oltre che essere stato il primo BarCamp del Sud Italia, è stato progettato e costruito proprio attorno alla capacità aggregante della Rete. Il grande senso di identità e di aggregazione della popolazione lucana, ha giocato un ruolo fondamentale. Grazie alla Rete, questa popolazione sta riuscendo a conoscersi sempre di più, scavalcando i problemi di tipo topologico e infrastrutturale.
Il BarCamp di Matera e quello che è venuto dopo, proprio per via della sua perifericità, risulta essere un interessante caso studio per comprendere le dinamiche attraverso le quali si riesce a passare dalla Rete ad una concreta socializzazione.

Ritornando anche su alcune riflessioni passate, è palese come si possa costruire un parallelo tra due strumenti diversi in grado di assolvere lo stesso obiettivo: creare socialità generando valore. In questo senso la generazione di valore, la condivisione o la cooperazione sono tutti aspetti di un nuovo modo di intendere la socialità. Sto parlando degli Urban blog e dei barcamp. Gli urban blog (o più in genere il citizen journalism) ed i barcamp, sono strumenti diversi, ma che spingono portare le persone a confrontarsi su un tema caro a tutti in modo facile, veloce e funzionale. Di fatto sono due rovesci della stessa medaglia.

Siamo di fronte ad un cambiamento del tempo e dello spazio delle forme di comunicazione interpersonale che si pongono in maniera trasversale rispetto alle nuove tecnologie. La Rete quindi sta cercando in tutti i modi di uscire dalla Rete, lasciando allo strumento Internet il compito di fare da tramite.
Spesso le reti di relazioni si spezzano o si perdono a causa dell’incapacità di utilizzo di un mezzo complicato o a causa della difficoltà di vedere quel mezzo come veicolo di socialità. Nel caso dei blog ad esempio, non sempre un commento può stabilire una relazione duratura tra il blogger ed il lettore. Capita anche che chi si avvicina a questi nuovi strumenti lo faccia con un approccio sbagliato, ovvero con una cultura da old media. Quando questo accade però, quel singolo commento è una goccia che da un valore aggiunto. Da sola può essere molto importante, ma generalmente riesce a creare davvero valore solo se a lei si uniscono altre goccie creando, di fatto, un mare di informazioni.
In entrambi i casi, la “territorialità” e l’appartenenza geografica svolgono un ruolo fondamentale: il collante.

Il BarCamp di Matera ha sottolineato questi aspetti portando alla luce molti dei problemi causati da un fievole rapporto tra cittadini, istituzioni, territorio, rete e cultura della rete.
Il lavoro di chi si occupa di questi temi è e sarà sempre più quello di ricreare un senso di appartenenza al territorio mediante la Rete, implementando dei sistemi in grado di definire delle relazioni salde e ben delineate. Parliamo di Social Network che creano all’interno della comunità una serie di microcosmi sociali a se stanti, di facile riconoscimento e legati non solo da una relazione, ma da un’entità culturale comune.
Si vanno creando quindi tanti microcosmi locali che sono interconnessi tra di loro e che pensano a livello globale come un’unica entità, per poi tornare a ragionare su una dimensione locale.
In questo modo le caratteristiche dell’urban blog si distribuiscono all’interno di uno spazio più ampio capace di moltiplicare le sue peculiarità e di rafforzare i legami sottostanti.
Il cambiamento non è solo strutturale o tecnologico, ma comprende tutto il mercato di ideazione, produzione e commercializzazione dei servizi.
Il Web per come lo si intende oggi è diventato quindi il mondo in cui milioni di persone interconnesse tramite e-mail, blog, network, chat, community e altre applicazioni usano Internet come piattaforma collettiva, un sistema abilitante per condividere e scambiare qualcosa. Internet è diventato e diventerà sempre più il mondo della collaborazione, delle comunità, dell’auto-organizzazione, modificando il modo in cui beni e servizi vengono inventati, prodotti, commercializzati e distribuiti su scala globale. La novità quindi riguarda i “cambiamenti fondamentali nelle coordinate di spazio e di tempo […] poiché segna la fine della distinzione fra i media che sono fissi nello spazio e nel tempo e quelli che scavalcano queste dimensioni” . (ndr Van Dijik, 1999)

Le stesse tecnologie che servono ad annullare le distanze nello spazio fisico, quindi, oggi sono usate per comunicare anche fra persone che si trovano nello stesso spazio, e le stesse tecnologie che servono a superare le distanze nel tempo sono usate anche da persone che comunicano in sincronia.
Non sempre però le persone riescono a cogliere il valore di una transazione così importante, un po’ perché si è legati per cultura, comodità o passione al vecchio sistema, un po’ perché ci vuole del tempo per assimilare le novità.
In questa fase storica molti si stanno adoperando per diffondere la consapevolezza necessaria per passare dalla società dell’informazione alla società della condivisione se pur con alcune difficoltà. Il processo però è avviato.
Siamo passati, come afferma Derrick De Kerckhove, “dall’ossessione tecnica, all’ossessione sociale“, e sarà sempre più questo il ruolo dei Medium che verranno.

Leggi le interviste di: Giovy, Gaspar Torriero, Sergio Maistrello, Pietro Izzo, Federico Fasce, Tommaso Tessarolo, HyperBros, Sirdrake, Antonella Napolitano, Luca Conti, Andrea Beggi, Samuele Silva, Catepol.

Make Current

 Commenta

Barcamp, un anno dopo: conclusioni 1/2

L’Italia è sicuramente la nazione al mondo in cui il fenomeno dei BarCamp si è evoluto maggiormente riuscendo a coinvolgere anche professionisti di settori disciplinari assolutamente diversi tra loro. Osservare la nascita del fenomeno in Italia, la sua crescita e la sua evoluzione è interessante perché rappresenta, con le dovute eccezioni, l’intera storia del format mondiale. L’Italia è stato anche il paese in cui il format ha assunto forme indubbiamente eterogenee. E’ interessante anche comprendere le ragioni per cui proprio in Italia questo particolare tipo di evento sia riuscito a crescere in modo così contagioso.
A più di un anno dall’arrivo del primo BarCamp, ho deciso di intervistare per il mio blog alcuni degli esponenti più illustri della blogosfera italiana. Sono riuscito a raccogliere più di 20 interviste che mi hanno permesso di delineare una piccola storia dell’arrivo in Italia del fenomeno, ma anche una possibile evoluzione.
Alla domanda sul perché in Italia il fenomeno abbia avuto così tanto successo, molti hanno risposto focalizzando l’attenzione sulla mancanza di spazi di aggregazione alternativi, sulla voglia di cultura e informazione vera.
Luca Conti, ammette che i BarCamp assolvono due funzioni, una sociale e l’altra formativa. La prima permette di far incontrare di persona contatti conosciuti online, la seconda permette di migliorare le proprie conoscenze, confrontandosi con gli altri rispetto a quanto già acquisito.
Come Conti, anche altri blogger hanno riscontrato un valore sociale forte nel partecipare ad un BarCamp. Federico Fasce sottolinea proprio questo punto e conferma la necessità di ottenere più spazi e luoghi di aggregazione:

“[…]È molto difficile, in Italia, entrare in contatto con molte persone perché spesso mancano gli spazi,
proprio per una questione culturale. Ora, quando molte persone hanno iniziato a conoscersi e a frequentarsi in Rete, hanno anche visto crescere il loro capitale sociale. È naturale che, nel momento in cui sono nati spazi fisici che permettono l’incontro di persone che hanno i nostri stessi interessi, questi spazi siano stati riempiti.”

Altri blogger hanno trovato fondamentale sottolineare come i BarCamp siano anche il passaggio ad un sistema nuovo di diffusione della cultura. In questo caso, a differenza delle conferenze classiche, nulla viene imposto dall’alto, ma si discute e si dibatte insieme per aggiungere valore a dei concetti.
Antonella Napolitano, blogger ed organizzatrice di due BarCamp a Bologna sottolinea così questo passaggio:

“[…]Evidentemente le tradizionali modalità di conferenza non bastavano più, sia perché le grosse organizzazioni hanno difficoltà a capire le dinamiche della Rete, sia perché…una volta che hai la possibilità di far sentire la tua voce non torni più indietro! Voglio dire che, così come tanta gente ha usato i blog per esprimersi, così era forse possibile aspettarsi che un’idea del genere avrebbe avuto seguito.[…]”.

Anche Giovanni Barbieri, blogger e creatore di Barcampitalia.org, il sito italiano di riferimento per quanto riguarda i BarCamp, sostiene la tesi di Antonella Napolitano:

“[…]In Italia c’è sete di aggregazione e di conoscenza “vera”. Si organizzano quotidianamente conferenze e dibattiti, ma utilizzando il classico format “relatore sul palco, platea che pone domande alla fine”. Mettersi in gioco decidendo di presentare qualcosa ad un pubblico eterogeneo è una possibilità che solo i BarCamp offrono.[…]”.

Antonio Sofi è uno dei più acuti osservatori del fenomeno dei BarCamp in Italia. Sofi in un suo post spiega proprio come dopo aver partecipato ad un BarCamp, si inizi a guardare la classica conferenza in modo diverso:

“[…] Dopo il primo BarCamp si verifica una specie mutazione genetica irreversibile, tipo mosca di Cronemberg178. Qualsiasi altro formato di conferenza/incontro/convegno sarà per qualche motivo percepito come insoddisfacente. Io sono diventato abbastanza insofferente alle conferenze tradizionali, chiunque sia il relatore. Perché la formula della non-conferenza così come si è miracolosamente cristallizzata in questi pochi mesi dimostra agli scettici un altro modo (migliore) di stare insieme e condividere la conoscenza.
Una formula che non si preoccupa della performance, degli applausi e della claque ammaestrata, della scaletta rigida e immodificabile, del palco degli invitati e dei saluti dell’autorità, del porto i ringraziamenti dell’onorevole/rettore/vescovo che è rimasto bloccato da impegni istituzionali, dei paper tronfi e interminabili, dei prolegomeni, del non potersi alzare dalla sedia, del facciamolo parlare anche se non ne sa niente, del ci-sono-domande-no-grazie-avanti-il-prossimo, ecc. .[…]”

Sempre Sofi, in un altro post, sottolinea come sia profondo il nesso esistente tra le conversazioni generate attraverso i blog e quelle che si creano durante i BarCamp. Si tratta di un elemento importante per comprendere quanto forte sia la relazione tra blogosfera e Rete di BarCamp e come mai sia cresciuta così tanto la volontà di incontrarsi nei BarCamp soprattutto per i blogger:

“[…] L’impressione che ne ho tratto è che vi sia una maggiore consapevolezza generale dell’importanza delle conversazioni - una presa di consapevolezza che, come spesso accade, non segue le velocità della tecnica, ma ha bisogno dei tempi relativamente lunghi della pratica e dell’esempio concreto. Una blogosfera orientata alle conversazioni più che ai singoli post, ai link vivi più che a quelli tumulati nel blogroll, alle varie vite aggregative che i contenuti hanno tra politica e giornalismo. La blogosfera come un enorme nuvola pulsante che acchiappa le periferie con i link e ne fa comunque centro, separata da pochi link d’attenzione e d’interesse, che è fatta di persone che si incontrano, si scambiano e fanno emergere i contenuti (più o meno) migliori - spesso, appunto, negli interstizi dei media tradizionali.[…]”

Questo fattore è fondamentale perché naturale conseguenza della necessità di conversare e comunicare che caratterizza l’essere umano fin dalla sua nascita. Solo all’inizio del XXI° secolo però, gli strumenti e le tecnologie a disposizione hanno permesso di amplificare esponenzialmente la Rete di conversazioni mondiali, focalizzando nei blog questa necessità.
La tendenza riscontrata è che i BarCamp stiano prendendo piede uscendo dalla nicchia di blogger e primi frequentatori per spostarsi verso un pubblico più amplio. Si sta quindi lentamente spostando l’asse di comunicazione dei BarCamp, da orizzontale, quindi di conversazione e condivisione passionale, ad un piano inclinato che tende ad abbracciare un intento prettamente divulgativo.
E’ Sofi che nello stesso articolo spiega la differenza tra questi due approcci:

“[…] Nel primo caso si tratta di un approccio sintetizzatile in qualcosa tipo “Condivido con voi quello che so o che ho scoperto, e che non riguarda necessariamente cosa sto facendo io sul Web, così ne parliamo“; nel secondo caso è qualcosa tipo “Vi spiego cosa è questo sito/servizio, che spesso riguarda quello che sto facendo io sul Web, perché forse non lo conoscete e vi potrebbe interessare“. Vorrei che fosse chiaro che il problema non è parlare di cose che ci riguardano in prima persona (in fondo è inevitabile, l’ho fatto anche io), ma l’approccio. Di chi parla e di chi ascolta. La mia impressione è insomma che si debba far di tutto per mantenere divulgazione e conversazione in un equilibrio virtuoso. Senza che uno dei due prevalga. Perché se prevale il primo, i più “esperti” magari si annoiano; se prevale invece il secondo i neofiti non capiscono nulla. […]”

L’Italia quindi, pur vivendo una situazione di arretratezza per quanto concerne la cultura digitale, le infrastrutture o gli accessi ad Internet, si delinea come un paese che dato il contesto storico e la crisi generalizzata delle attività industriali, culturali e ricreative classiche, trova nei BarCamp un utile sistema per diffondere cultura e partecipare attivamente alla discussione globale sul ruolo moderno dell’uomo nella società (non solo digitale).

To be continued

Make Current

Commento

Web days in a Web life

 

Tra cene polentose e incontri vari, l’agenda del blogger di trincea è piena. In ordine:

Polentablog: splendida giornata. Ottimo cibo (un po’ pesantuccio a dire il vero) ottimo scenario e ottima compagnia. Da rifare sicuramente. Un grazie particolare agli amici comaschi per il trattamento.

Cena della Blogcrikka: Giovedì 31/01 si riunisce la compagnia sabauda per l’ormai consolidato appuntamento mensile con ‘gli amici della bagna cauda’! Sono invitati anche i non torinesi (ovviamente!). Per iscriversi click qui.

Web Days e Torino Barcamp 2008: Quest’anno a Torino si sono fatte le cose come si deve. 2 giornate divise in: venerdì incontri e tavole rotonde con personaggi di tutto rispetto all’insegna dei Web Days (”since 1999” come dice il maestro) e sabato secondo appuntamento con il barcamp della Mole. Iscrivetevi e partecipate numerosi, i grissini sono in omaggio.

Altro? Certo! Presto ricominciamo a parlare d’altro di sicuro. ;)

Make Current

Commenti

E’ l’ora delle de-ci-sio-niiii irrrrr-e-vo-ca-bi-li!

[…]Subito dopo la sentenza di condanna, Cuffaro aveva detto che non si sarebbe dimesso, ma le polemiche di questi giorni e le critiche sollevate anche da alcuni rappresentanti della sua parte politica, lo hanno convinto a lasciare la poltrona che sognava essere sua fino al 2011. Ma in politica l’ex Governatore resterà. Secondo fonti parlamentari dell’Udc, alle prossime elezioni politiche, l’ex presidente della Regione Sicilia dovrebbe essere candidato come capolista al Senato.[…]

fonte: Repubblica

E’ così che funziona nell’UDC. Cuffaro, governatore della Sicilia, condannato a 5 anni per MAFIA, si dimette, ma come premio il suo partito e tutto il centro destra lo candideranno come capolista al Senato!

Si signori, avete capito bene: lo condannano a 5 anni per mafia, lui si dimette, ma non per vergogna, per passare a nuova vita: il Senato!

Questa è la destra italiana.

In effetti Cuffaro è solo un povero fesso! Cos’è lui in confronto al suo leader Berlusconi? Ma volete mettere una condannina a 5 anni per mafia contro i reati del cavaliere? Come non lo sapete?

Ecco qui tutte le malefatte del cavaliere sistemate grazie alle sue leggine salvaculo:

Traffico di droga

Nel 1983 la Guardia di finanza, nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga, aveva posto sotto controllo i telefoni di Berlusconi. Nel rapporto si legge: «È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo…». L’indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.

Falsa testimonianza sulla P2

La prima condanna di Silvio Berlusconi da parte di un tribunale arriva nel 1990: la Corte d’appello di Venezia lo dichiara colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla lista P2. Nel settembre 1988, infatti, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, Berlusconi aveva dichiarato al giudice:”Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo”. Per questa dichiarazione Berlusconi viene processato per falsa testimonianza. Il dibattimento si conclude nel 1990: Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per l’intervenuta amnistia del 1989.

Tangenti alla Guardia di finanza

Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società (Mondadori, Mediolanum, Videotime, Telepiù). In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l’assoluzione è concessa con formula dubitativa (comma 2 art. 530 cpp). La Cassazione, nell’ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l’insufficienza di prove.

Tangenti a Craxi (All Iberian 1)

Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi (è la più grande tangente mai pagata a un singolo uomo politico in Italia), passati attraverso la società estera All Iberian, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi. In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. La Cassazione conferma.

Falso in bilancio (All Iberian 2)

Berlusconi è stato indagato (anche sulla base di una voluminosa consulenza fornita dalla Kpmg) per la rete di 64 società e conti off shore del gruppo Fininvest (Fininvest Group B) che, secondo l’accusa, ha finanziato operazioni “riservate” (ha scalato società quotate in Borsa, come Standa e Rinascente, senza informare la Consob; ha aggirato le leggi antimonopolio tv in Italia e in Spagna, acquisendo il controllo di Telepiù e Telecinco; ha pagato tangenti a partiti politici, come la stecca record di 21 miliardi di lire data a Craxi attraverso la società All Iberian). La rete occulta della Finivest-ombra ha spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire. Per questo Berlusconi Ë stato chiamato a rispondere di falso in bilancio. Ma nel 2002 ha cambiato la legge sul falso in bilancio, trasformando i suoi reati in semplici illeciti sanabili con una contravvenzione e soprattutto riducendo i tempi di prescrizione del reato (erano 7 anni, aumentabili fino a 15; sono diventati 4). Così il giudice per le indagini preliminari nel febbraio 2003 ha chiuso l’inchiesta: negando l’assoluzione, poichè Berlusconi e i suoi coimputati (il fratello Paolo, il cugino Giancarlo Foscale, Adriano Galliani, Fedele Confalonieri) non possono dirsi innocenti; ma decidendo di prosciogliere tutti i 25 imputati, poichÈ il tempo per il processo, secondo la nuova legge, è scaduto. La procura ricorre in Cassazione, che all’inizio di luglio 2003 applica per la prima volta il “lodo Maccanico”, decidendo la sospensione del processo per Berlusconi.

Caso Lentini

Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l’acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento di primo grado si è concluso con la dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge di Berlusconi sul falso in bilancio.

Medusa cinematografica

Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d’acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, assoluzione con formula dubitativa, confermata in Cassazione.

Terreni di Macherio

Berlusconi è accusato di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l’acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è assolto dall’appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello è confermata l’assoluzione per i due primi reati; è assolto per uno dei due falsi in bilancio, per il secondo si applica l’amnistia.

Lodo Mondadori

Berlusconi è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell’udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l’archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Procura ha fatto ricorso alla Corte d’appello, che nel giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari; concesse le attenuanti generiche, il reato dunque è prescritto, poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti generiche, scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che restino sotto processo i suoi coimputati Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta.

Toghe sporche-Sme

Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l’acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo di primo grado si è concluso (con condanne per Previti e Squillante) a Milano, dopo che la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a Perugia, per legittimo sospetto, reintrodotto appositamente per legge nell’ottobre 2002. Un’altra legge, il “lodo Maccanico“, votata con urgenza nel giugno 2003, ha imposto la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio, ma è stata bocciata dalla Corte costituzionale perché incostituzionale. Stralciata la posizione di Berlusconi dal processo principale, il Tribunale di Milano ha ritenuto provati i fatti di corruzione, ha prosciolto per prescrizione sui soldi pagati a Squillante e assolto per il resto, ma con il richiamo all’insufficienza di prove.

Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest

Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.

Tangenti fiscali sulle pay-tv

Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l’Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.

Stragi del 1992-1993

Le procure di Caltanissetta e Firenz, indagano da molti anni sui «mandanti a volto coperto» delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull’eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell’Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni nel 1998 (Firenze) e nel 2002 (Caltanissetta). Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti e i decreti d’archiviazione hanno parole pesanti nei confronti degli ambienti Fininvest.

Mafia

La procura di Palermo ha indagato su Berlusconi per mafia: concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Nel 1998 l’indagine è stata archiviata per scadenza dei termini massimi concessi per indagare. Indizi sui rapporti di Berlusconi e Dell’Utri con uomini di Cosa nostra continuano a essere segnalati in molte sentenze. Dell’Utri, infine, è stato condannato a Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, e questo getta ombre pesantissime su Berlusconi, che sarebbe stato messo da Dell’Utri nelle mani della mafia fin dal 1974.

Telecinco in Spagna

Berlusconi, Dell’Utri e altri manager Fininvest, responsabili in Spagna dell’emittente Telecinco, sono accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge antitrust spagnola, per avere detenuto occultamente il controllo di Telecinco, proibito dalle leggi antimonopolio. Sono ora in attesa di giudizio su richiesta del giudice istruttore anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real. Il giudice Garzon ha chiesto di processare Berlusconi in Italia o di poterlo processare in Spagna. Di fatto, il processo è sospeso. *

Caro Cuffaro, non sei niente in confronto a lui. Rassegnati.

P.S.

Era ora che cadeva Prodi! Non vedo l’ora di ridare il mio paese in mano a questa banda di mafiosi.

Make Current

Commenti

Neruda ha saputo: si sta voltando nella tomba

L’Italia cambierà. Ma forse è troppo tardi
Il corrispondente di Time lascia l’Italia. In dieci anni il paese è rimasto immobile, incapace di reagire al malcostume. E ha smesso di essere un posto fantastico dove far diventare grandi i propri figli.

Le colpe dei politici sono quelle di tutti
Frammentata, individualista e malata di dietrologia. Sono le caratteristiche che rendono l’Italia unica in Europa. Il corrispondente del País rientra in Spagna.

Sto leggendo articoli di tutti i tipi. Molti dei quali belli, altri inquietanti. Altri tristi, come quelli in alto, tratti da Internazionale. Spero che “La nuova stagione” arrivi presto.

Di sicuro c’è una cosa. Mi manca Gaber.

Make Current

Commenti