Oggi ho il piacere di ospitare una new entry della blogosfera: Alfredo, conosciuto anche come Sirdrake. Come lui stesso afferma: “quelle che seguono sono solamente impressioni, sensazioni, emozioni, scaturite da questi mesi di frequentazione del social network (devo dire, piuttosto intensa).
Rispetto ai BarCamp, ho partecipato solo a quello di Matera, ma….”
- Dammi una tua definizione di BarCamp.
Per me il barCamp è stato l’inizio della fine! Da quando ho seguito - per lavoro - quello di Matera la mia vita è diventata 2.0.
La definizione canonica è quella della “non-Conferenza”. E questo modo di comunicare e di confrontarsi è sicuramente innovativo ed efficace. Ho partecipato a centinaia di convegni e meeting e il distacco che si crea tra oratori e platea è la morte della comunicazione.
Nel BarCamp che ho seguito, questo distacco non l’ho visto.
Ecco, una definizione di BarCamp potrebbe essere: una riunione tra amici che condividono gli stessi interessi e le stesse passioni (BarCamp tematici) o lo stesso mezzo di comunicazione (BarCamp generalisti). Comunque, tra amici!
- Perché in Italia il fenomeno BarCamp ha avuto così tanto successo?
Questo non lo saprei dire. Posso formulare un ipotesi, dettata più dal cuore che da precise analisi sociologiche: in Italia la cooperazione e l’associazionismo hanno una forte tradizione. Ci aggreghiamo per fare qualunque cosa, dall’uncinetto all’attività lavorativa.
- Quali sono bisogni che portano le persone a partecipare ad un barcamp?
Anche qui rispondo sulla base delle mie esperienze personali.
Fin da giovanissimo (parliamo del secolo scorso) sono stato impegnato nell’associazionismo e ho sempre sentito parlare di “rete”. Probabilmente solo ora - grazie a internet - questa rete sta diventando una realtà. Ma la rete è solo uno strumento e - per definire strategie e programmi da svilupare in rete - ci vuole sempre un momento di confronto e di riflessione. Il BarCamp è il luogo di sintesi, il momento di riflessione di cui sente il bisogno chi si muove in rete.
Ripeto, il web è uno strumento, ma le idee ce le mettiamo sempre noi.
Poi c’è la curiosità di conoscere persone incontrate in rete e con le quali si condividono molte cose. Insomma, l’avatar ancora non riesce a sostituire il piacere di incontrare una persona in carne e ossa!
- Pensi si affermeranno di più i BarCamp generalisti o tematici?
Forse continueranno a crescere di pari passo. Quelli generalisti mi sembrano rivolti a quella “parte abitata della rete” più evoluta, da un punto di vista tecnologico. Ci si confronta sui sistemi di comunicazione, sui mezzi impiegati, sugli strumenti del social network. e questo credo sia importante perchè ci vuole qualcuno che ci permetta di non restare indietro, rispetto all’evoluzione delle tecnologie.
Quelli tematici, lo dicevo prima, rappresentano più un momento di incontro tra persone che hanno interessi comuni e che si conoscono attraverso la rete. Tanto per tornare al parallelo di prima, un po’ come se fossero assemblee di tante associazioni diverse.
- Se accadrà, come pensi che si evolverà il fenomeno?
Credo che questo dipenderà da quanto il social network riuscirà a “contaminare” la vita reale. Se riusciremo a far conoscere al grande pubblico le potenzialità e le risorse innovative che circolano in rete, forse crescerà anche la voglia di confrontarsi su questi temi.





Anche qui ti trovo Alfredo international!
Eh già, spesso mi chiedono di intervenire anche su cose di cui non capisco nulla.

Quindi, eccomi qua!