Quando iniziammo a parlare di Urban Blog e poi di Citizen Journalism, molti di noi avevano visto in queste forme spontanee di partecipazione territoriale un qualcosa che assomigliava molto al concetto di distribuzione geografica di fonti informative. Con lo svilupparsi di questi fenomeni si è visto come raccontare il territorio in maniera spontanea, partecipata e informale riesca ad aggiungere molto più valore a quel territorio di quanto non si è riusciti a fare nel corso della storia dell’umanità. Non si parla più di distribuzione delle redazioni sul territorio o di inviati sul campo per raccontare la notizia. Da qualche anno a questa parte i ruoli si sono invertiti. La notizia arriva da te in molto meno tempo, è ricercabile e si evolve nel giro di pochissimo tempo. Tutto questo a costo zero. Con l’espandersi di tecnologie “avanzate” e l’arrivo di queste nelle mani di tutti, le “notizie” riescono ad avere anche un carattere multi-mediale con una qualità dei contenuti sempre più grande.
Attenzione però, con questo non voglio dire che chi fa informazione sul territorio nel modo classico non abbia più motivo di esistere…o meglio, non ancora.
In questo momento sarebbe opportuno che ci fosse un evoluzione. Aprirsi alla conversazione in questo caso potrebbe risultare un sano, efficace e remunerativo sistema per ampliare l’offerta informativa “ascoltando” davvero le persone.
Qualcuno sembra aver capito che qualcosa sta cambiando e che procedere in questa direzione sia la cosa giusta da fare, ma lo fa in modo autonomo perché probabilmente chi sta dietro di lui non riesce a capire a fondo questi processi e l’aiuto che se ne potrebbe trarre se si riuscissero a veicolare nella giusta direzione.
Ora vi voglio raccontare una storia.
Alfredo è un giornalista della RAI e lavora per la redazione lucana del TGR. L’ho conosciuto al Barcamp di Matera dello scorso maggio grazie ad un amico in comune (come è piccolo il mondo eh?).
Al BarCamp Alfredo sembra essere stato colpito da un fulmine rivelatore. Pur non comprendendo ancora appieno quello che stava succedendo capì che “si stava perdendo il meglio” ed aprì un blog. Da allora la sua rete di relazioni si è allargata, intrecciandosi con quella degli altri blogger lucani con i quali ora conversa normalmente. Il suo però è un ruolo duro. E’ vero è un blogger, ma è pur sempre un giornalista in grado di focalizzare le attenzioni di un intera regione su ciò che lui e la sua redazione ritengono più opportuno così, spesso, proprio per via della sua apertura alla conversazione, è stato preso come “referente” per critiche o complimenti su ciò che viene detto o non detto durante il TGR Basilicata.
Come lui stesso dice nel suo ultimo post:
“Mi fa piacere aprire questo confronto con voi, perchè spesso a chi fa il nostro mestiere manca un riscontro da parte degli utenti, come agli utenti manca la conoscenza di alcuni aspetti che si celano “dietro la notizia”.
Uno dei motivi per cui ho aperto questo blog è stata proprio la voglia di confrontarmi.”
Vi ho raccontato la storia di Alfredo perché credo sia la concretizzazione di ciò che era stato predetto quando parlavamo di “giornalismo 2.0″, ma non basta. Siamo ancora alle fasi iniziali.
L’idea di Alfredo è bellissima, ma migliorabile. Sono consapevole che quando si vuole fare qualcosa, la volontà delle persone è solo l’inizio, ma poi ci si deve confrontare con problemi di altra natura. Credo anche però che confrontarsi con i telespettatori del TGR non debba essere solo un problema di Alfredo, ma si debba riuscire (e ormai ci sono i presupposti) a operare alla fonte.
Sto pensando, per esempio, alla creazione di uno strumento conversazionale (un blog?) che permetta alla redazione del TGR di aprirsi al suo pubblico permettendogli di essere parte attiva del processo di ricerca, formazione e trasmissione della notizia. In questo caso il blog non diventerebbe solo un ottimo strumento per reperire informazioni aggregando le persone distribuite su tutto (ma proprio tutto) il territorio, ma sarebbe anche uno strumento in cui coloro che vivono quel territorio possono affrontare la “notizia” e dibatterla, aggiungendo valore ed informazioni alla stessa (oltre che renderla ricercabile), ma non solo. Potenzialmente potrebbe diventare la principale piattaforma di informazione regionale annullando di fatto il vincolo della temporalità della informazione trasmessa ad un ora ben precisa e per mezzo di un unico strumento.
Anche in questo caso i concetti alla base dell’economia del dono verrebbero applicati magnificamente: tutti ci guadagnano. La redazione perché riesce ad avere delle fonti gratuite, ma autorevoli, distribuite capillarmente sul territorio sulla base delle quali selezionare, approfondire e costruire le notizie da passare nel TG, ma anche perché riuscirebbe a dare spazio a tutte quelle notizie che inevitabilmente vengono “scartate” per via dei tempi ridotti sui quali il TG stesso viene costruito.
Dall’altra parte i telespettatori delusi avrebbero la possibilità di vedersi considerati, ma avrebbero allo stesso tempo un sistema per sapere cosa accade attorno a loro, nonché l’opportunità di diventare famosi noti per aver segnalato una certa notizia.
Insomma i giovamenti sarebbero molti e per la prima volta (burocrazia a parte) sento che si può raggiungere un grande obiettivo e fare un enorme balzo in avanti verso un nuovo modo di intendere il giornalismo. Ovviamente spero di poterne parlare in maniera più approfondita con i diretti interessati fra un paio di settimane circa.








Ti prego di non avanzare proposte del genere, perchè ho un vago sospetto sulla persona che sarebbe incaricata di gestire un blog el TGR Basilicata!

Scherzi a parte, ti ringrazio per avermi citato come esempio di giornalismo 2.0, ma c’è ancora da lavorare molto.
La tua idea è molto interessante, ma credo si scontrerebbe con un organico redazionale troppo ristretto.
In ogni caso, mi permetto di fare mia questa proposta e di portarla nella prossima riunione dell’Usigrai (il nostro sindacato) e - eventualmente - presentarla al Direttore, Angela Buttiglione.
Prima di farlo bisogna strutturarla bene però..