Archive for November, 2007

Dire, fare, baciare…

Donato partecipa al meme del momento e mi chiama in causa. Mica posso non rispondere?

Ok, partecipo, ma stavolta faccio un po’ l’asociale perché so che se coinvolgessi chi vorrei coinvolgere mi prenderei sicuramente qualche mala parola ;)

Ecco qui:

Dire: Tutto ciò che si pensa. A volte esagero pure e chi mi conosce lo sa bene, ma sono fatto così, senza falsità.

Fare: Cerco di fare tutto perché ho scoperto che sono uno a cui viene meglio il fare che pensare. Ultimamente però rimpiango di non saper fare il meccanico…maledizione.

Baciare: Chi io? Mmmm non sono proprio il tipo da bacini e bacetti (per qualche strano motivo mi viene sempre in mente la storia di un certo Giuda. Lo conoscete?). Certo che però non posso esimermi dal dare qualche bacetto a quella santa che mi sta accanto.

Lettera: Ne dovrei scrivere tante e a persone diverse. Scrivere ciò che si prova viene molto più facile.

Testamento: La morte mi suscita uno strano effetto di fascino/paura, ma i momenti come quello riescono a far uscire una parte di me che spesso rimane assopita. Prendo spunto da HB per confermare che anche a me piacerebbe lasciar questa terra sulle note di “Amazing grace” cantata da qualche voce nera o da un orchestra di cornamuse, ma non mi dispiacerebbe nemmeno “Hallelujah” cantata da Jeff Buckley e siccome non è impossibile, aspetterò di andare ad incontrare Jeff di “persona” così me la faccio cantare direttamente da lui mentre io l’accompagno alla chitarra.

Dai miei c’è una cosa che vorrei in eredità: la collezione di dischi di vinile di mio padre. Quella è una cosa che per me ha un valore molto più grande di tutti i beni hanno saputo accumulare. Per quanto mi riguarda non so se avrò modo di lasciare qualcosa di materiale su questa terra, ma sto cercando di fare il possibile per lasciare comunque un segno positivo del mio passaggio.

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BarCamp, un anno dopo: Pietro Izzo

Oggi ospitiamo con grande piacere Pietro Izzo. Ecco le sue risposte in merito al piccolo questionario che sto facendo girare un po’.

- Dammi una tua definizione di BarCamp.

Un BarCamp, secondo me, in generale è un’occasione, per persone che vivono e lavorano in un certo ambito, di ritrovarsi in una situazione di confronto informale e stimolante. Una situazione che produce discussioni e condivisione della conoscenza. Tipicamente, il BarCamp è associato a temi web/IT, o meglio è prevalentemente frequentato da persone che si occupano di web/IT. In un certo senso si potrebbe definire il BarCamp come una evoluzione dal vivo di un blog collettivo, in cui ciascuno scrive e ciascuno commenta.

- Perché in Italia il fenomeno BarCamp ha avuto così tanto successo?

Premesso che - vista la risposta precedente - il fenomeno BarCamp ha avuto sì successo, ma in una cerchia più o meno ristretta di “addetti ai lavori”, direi che la buona affluenza non fa che evidenziare come ci sia fame di spazi pubblici di confronto nella comunità dei professionisti e di appassionati che si occupano di nuovi media. Le conferenze non bastano più, e il valore aggiunto dei BarCamp sono proprio quegli “interstizi” che permettono alle persone di discutere in un contesto rilassato.

- Quali sono bisogni che portano le persone a partecipare ad un barcamp?

Se guardo ai BarCamp che ho visto più da vicino, seguiti di persona o meno, direi che il bisogno primario è quello di relazionarsi dal vivo con persone che fino ad allora si seguivano via web attraverso i blog o altre forme di comunicazione sociale on line. Se dovessi dire cosa dovrebbe portare le persone a partecipare ad un BarCamp, direi che il motivo dovrebbe essere informarsi e arricchire la propria cultura su determinati aspetti tematici. Il problema è che già soltanto il termine BarCamp è incomprensibile non dico a chiunque non abbia un blog, ma anche solo a chiunque non legga Nòva… :-)

- Pensi si affermeranno di più i BarCamp generalisti o tematici?

Io penso che continueranno a convivere, con una netta distinzione tra BarCamp generalisti frequentati sempre da un pubblico di soliti noti (in pratica i primi 350-400 blogger di blogbabel) e BarCamp tematici organizzati e partecipati anche da soggetti estranei al mondo dei nuovi media. La sfida più grande, in questo senso, a mio avviso sarebbe quella di riuscire a proporre un BarCamp generalista cui partecipino soprattutto non addetti ai lavori, ma la vedo dura senza un capillare lavoro di informazione e coinvolgimento…

- Se accadrà, come pensi che si evolverà il fenomeno?

Difficile da dire. Dopo un’ubriacatura di interstizi si potrebbe anche tornare ad una forma di incontro più tradizionale, con il solito panel di interventi programmato e intervallato da coffee break. D’altro canto, il valore del confronto informale è alto: probabilmente ad un boom di BarCamp organizzati praticamente in ogni mese dell’anno si arriverà ad un periodo di moderazione in cui si organizzeranno meno BarCamp con un maggior numero di partecipanti, riuscendo anche a trovare un equilibrio inedito tra informalità e istituzionalità.

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UnAcademy e MeetUp

Stasera dalle 22 alle 23 sarò sull’isola di Second Life di UnAcademy, l’accademia non convenzionale della cultura digitale, ospite di Antonio in occasione di un dibattito su strumenti, strategie ed esperimenti della comunicazione politica in Rete. Sarà l’occasione per fare un po’ di chiarezza sui meetup e sulla loro assonanza/dissonanza da Grillo. Proverò a spiegare cosa sono realmente e chi vi partecipa, proprio in virtù del fatto che sono assistent organizer di uno dei due meetup di Matera. Per approfondimenti sull’evento andate pure qui, per quelli sull’UnAcademy andate qui oppure fate direttamente un salto sull’isola di SL e partecipate alla discussione.

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BarCamp, un anno dopo: Sergio Maistrello

Il blogger di oggi intervistato per la ricerca sull’andamento del fenomeno BarCamp è Sergio Maistrello, scrittore, giornalista professionista e coordinatore editoriale di Apogeonline. Ecco le sue risposte.

- Dammi una tua definizione di BarCamp.

Uno spazio fisico per le relazioni tra persone e contenuti. Il web in una stanza, per un giorno.

- Perché in Italia il fenomeno BarCamp ha avuto così tanto successo?

Non ho una spiegazione, ho però diverse sensazioni. La più forte dice che c’è una creatività e una voglia di partecipare/condividere che i logori canali tradizionali non sono più capaci di intercettare, magari perché danno la sensazione di essere investimenti inutili di energie. Il modello del barcamp si è trovato al momento giusto nel posto giusto.

- Quali sono bisogni che portano le persone a partecipare ad un barcamp?

Mi gioco di nuovo la parola sensazioni: credo che chi partecipa abbia la sensazione che serva, che sia utile, che funzioni. Più che un bisogno forse è un piacere che il barcamp soddisfa.

- Pensi si affermeranno di più i BarCamp generalisti o tematici?

Gli uni e gli altri, credo. Sarebbe come a dire: in passato si sono imposte di più le conferenze verticali generaliste o quelle tematiche? Le une e le altre, in contesti differenti e con successi variabili. Tutto sta a come/dove/perché vengono organizzati.

- Se accadrà, come pensi che si evolverà il fenomeno?

Quello che a me piace del barcamp (e degli innumerevoli eventi affini e derivati), oltre all’interstizio che stimola incontri felici, è la destrutturazione dei rapporti tra i partecipanti: tutti sono sullo stesso piano, e anche chi organizza si pone alla pari in uno spirito di servizio. Piuttosto che evolversi, credo che questo modo informale di pensare ai momenti di incontro e scambio di conoscenza potrà allargarsi anche a occasioni che oggi si prendono più sul serio, imbrigliando le idee al punto di arrivare al paradosso di custodirle gelosamente.

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Per chi pensa già ai regali

Come tutti gli anni la Apple ha preparato la giornata dedicata allo shopping natalizio. Quest’anno il tutto si svolgerà il 30 Novembre sull’Apple Store. Immagino che ci saranno sconti, ricchi premi e cotion.

Nel frattempo “The Apple Lounge” ha fatto partire un contest che premierà il fortunato vincitore con un IPhone, ma sta da capire cosa se ne potrà fare un italiano di un telefono vincolato con un operatore straniero. Il fatto è che tutti lo vogliono e sembra proprio che quest’anno sarà il regalo più ambito di tutti.

Cari babbi natali aguzzate le orecchie, questo è tutto materiale per voi!

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