Leggo e provo a ragionarci ad alta voce partendo da un assioma della comunicazione. Per capirci qualcosa seguite il file rouge.
“Non si può non comunicare” (Pragmatic of human communication, Watzlawick, Beavin e Jackson, 1967)
comunicare: diffondere informazioni su di sè, presentandosi nel mondo, avere aspetto che viene interpretato, magari tacitamente da chiunque sia presente.
presente: la rete permette di essere sempre presenti ovunque.
ovunque: si intende qualsiasi pesona vivente in un qualsiasi luogo reale raggiungibile mediante uno strumento non tangibile che si riferisce ad essa utilizzando un codice.
codice: il codice è il primo elemento di aggregazione umana perchè stabilisce le regole con le quali si comunica (ad esempio la lingua). Coloro che non utilizzano lo stesso codice non possono comunicare. (funzione metalinguistiga di R. Jakobson)
aggregazione: la derivazione del bisogno di socializzare in grado di permettere la socialità.
derivazione: in questo caso si tratta di uno strumento in grado di svolgere una precisa funzione sociale.
strumento: Aggregatori software, blog, social network, mondi virtual, World Wide Web, chat, sono solo strumenti in grado di mettere in relazione persone aventi gli stessi interessi e che utilizzano lo stesso codice.
relazione: il fine ultimo è relazionarsi con gli altri perchè “non si può non comunicare”.
La causa di tutto ciò può consistere in vari fattori dell’evoluzione sociale, tra cui sicuramente:
La rete telematica recupera una dimensione di socializzazione tra individui culturalmente affini che si era andata perdento nell’epoca della rivoluzione urbana, a causa della tendenza di quest’ultima ad ammassare le persone senza tenere conto delle specificità culturali.
La de-materializzazione degli oggetti (per cui la funzionalità concreta lascia spazio al valore del loro significato) ha il suo parallelo in questa de-materializzazione dei soggetti e in questa nuova fluidità delle produzioni discorsive. *
Portando una trasformazione radicale nella concezione di autore/auctoritas:
Un punto di grande interesse riguarda la trasformazione dell’autore, che le nuove tecniche di scrittura tendonno a rendere sempre meno riducibile all’idea tradizionale di un individuo che agisce sulla base di un suo pieno progetto personale. La forma ipertestuale favorisce varie modalità di collaborazione autoriale. L’ipertesto favorisce l’affermarsi dell’idea di un soggetto collettivo, che si manifesta tramite la produzione di un’infinità di frammenti che compongono un disegno globale, di cui nessuno detiene realmente il controllo.
Si torna così all’idea della cultura organizzata come una rete di testi, in cui il valore di ogni elemento componente può essere colto solo se si tiene conto della relazione con altri all’interno della rete testuale complessiva.
Su Internet l’intrecciarsi dialogico fra le diverse fonti e l’inclusione di una porzione di testo in un’altra, si uniscono alla perenne trasformabilità dei contenuti testuali. Queste sono tutte caratteristiche tipiche della comunicazione orale.
Siamo di fronte a nuove forme di enunciazione che travalicano l’opposizione semplice tra individuale e collettivo. Siamo di fronte allo sviluppo di nuove forme di socielità, che modificano profondamente i rapporti abituali tra privato e pubblico. *
Questo post è stato scritto da , il 7 September 2007 alle 6:56 pm ed è inserito in Uncategorized ed è taggato con approfondimenti, Novità e tendenze, società. Questo è il permalink. Puoi seguire i commenti con il feed RSS.

Un pò di fatica a seguirti la faccio… ma su un punto sono d’accordo: non possiamo non comunicare…
Strutturale e congenito nell’uomo….
Comunicare: mettere in “comune” sè… Ma per farlo bene c’è bisogno di una condizione: avere coscienza di sè e della proposta che di sè si fa all’altro!!!
E’ così: quando la comunicazione è cosciente e benevola si chiama EDUCAZIONE; quando è tendenziosa e il suo fine è un interesse proprio si chiama RETORICA, quando è disorganizzata (e vuota della coscienza di sè di cui parlavo) si chiama CHIACCHIERA A VUOTO. La più comune oggi è l’ultima …direi…!!!
Chapeau!
mi hai reso chiare idee che erano nebulose
Grazie
Ciao..sono arrivata qui dal blog di gg perchè anche io abbastanza interessata dalla sua proposta…io sto utilizzando il blog pe rla mia ricerca di dottorato – il tema lo lascio scoprire a te – ..e ciò che mi interessa della posizine che racconti è questa relazioene tra individuale e collettivo…il mio sguardo si concentra sulla rete…e sul ruolo di quest’ultima ad esempio nella dimensione del rito (che è pubblico ma ha un grande importanza per il singolo e per il suo ruolo nella colelttività)…se ti va di postare qualcosa a riguardo ..il tuo ocntributo mi sarà certamente utile..
am
ciao. Ho già scritto diverse cose a riguardo. Nella barra di sinistra del blog “Post più letti” troverai sicuramente altre mie considerazioni a proposito, ma si tratta sempre di considerazioni mie personali..
Peccato che sei tornato a torino…
il I ottobre a Matera viene Enrico un esperto di Watzlawick, Jacobson, Bateson e tutto quello generato dalla scuola di palo alto
presenta il suo ultimo libro “Casca il Mondo” ed La Meridiana autore Enrico Euli
te lo consiglio…
ciao ginetto
cacchio, mi dipiace. Ma perchè non fate una diretta? magari dando la possibilità di interagire dalla rete? così si possono fare domande.
Serve solo (come ben sai) un computer e una adsl.
esaudito… potrai partecipare… anzi assistere
http://gasmateracascailmondo0110207.ning.com/
l’interazione non e’ prevista se non con i partecipanti con i quali si giochera’ l’argomento dellibro oltre a mangiare
se vuoi puoi porre domande che replichero’… spero che vada bene l’online e l’audio
ciao ginetto
ottimo. Spargo la voce