Archive for August, 2007

Viaggio nella Repubblica Ceca (4)

Praga

Praga è una città che mi ha colpito da subito. Ne sono rimasto colpito a tal punto da farla balzare al primo posto nella classifica delle città più belle d’Europa (Italia esclusa). Se pur le sue parti migliori rimangono quelle nei paraggi del ponte Carlo, è splendida anche in zone più distanti dai centri turistici. Nonostante non la reputi una città super economia (i prezzi si allineano abbastanza con quelli europei), rimane alla portata delle tasche di tutti.

Ogni angolo è una scoperta. Ogni scorcio lascia basito. Visitarla con le luci della notte lascia senza parole. Unica pecca il marasma di persone che la invade. Tali persone si possono riconoscere per lo più in italiani e spagnoli (ero nella settimana di ferragosto e quindi ho beccato la creme de la creme). Ci sarebbero troppe cose da dire su Praga, ma non lo farò perchè rischierei di confondere le idee di chiunque non l’avesse vista e tradire i ricordi di coloro che ci sono già stati.

Nota di colore è stato l’incontro con 2 famiglie di Molfetta (BA) in coda per entrare nella cattedrale. Si riconoscevano dal chiasso che facevano e dai teatrali salti della coda. Si è scoperto dopo 2 minuti di conversazione che una delle due famiglie conosceva la zia della mia “dolce” metà. Ecchecivoletefare?!? A noi terroni capita sempre. E’ una costante di ogni viaggio. Mi è capitata la stessa cosa in Svizzera, in Ungheria ed in Inghilterra. Siamo come calamitati o più semplicemente siamo più “attaccabottone” e quindi gira e rigira prima o poi lo becchi per forza qualcuno che conosce qualcun altro che conosce un amico o più facilmente un parente, anche perchè come sapete, di parenti in meridione siamo pieni.

Se non ci siete stati, arrivati alla cattedrale vi avverto: fate molta attenzione alle scale che portano in cima alla torre dell’orologio. Sono oltre 250. Combatterete contro gente di tutti i tipi che sale e che scende in una scala a chioccia larga poco più di un metro e mezzo, vi stuferete della puzza di sudore lasciata dai suddetti, e vi raffredderete quando una volta arrivati in cima con la maglietta sudata e la lingua a penzoloni, vi affaccerete per godervi il panorama. In ogni caso anche qui ne vale la pena. Peccato che il sottoscritto al secondo giorno a Praga abbia avuto un piccolo imprevisto. Mi sono ritrovato con i piedi praticamente “rotti” e gofi. Sono arrivato al punto di non riuscire quasi più a camminare, così si è deciso per un giro tra i centri commerciali del posto alla ricerca di un paio di scarpe aperte e comode che potessero alleviare il dolore e permettere il proseguio del tour. Così è stato, ma il dolore pur calando un po’ è rimasto fino al ritorno a Torino dove magicamente è sparito.

L’ultimo giorno (dedicato allo shopping) ho praticamente girato tutti i negozi che vendevano cristalli di Boemia. Visto che in Boemia c’ero stato qualche giorno prima, vi starete chiedendo perchè non li ho presi lì!? Semplicemente perchè oltre che bellissimi sono molto fragili e avendo davanti a me ancora molti giorni di viaggio non me la sono sentita di portarli in giro rischiando così di romperli prima ancora di tornare.

Le commissioni della mamma però non sono state comunque esaudende. Non sono stato in grado di scegliere qualcosa che potesse davvero piacerle, rimandando a lei stessa l’arduo compito. In effetti però sono davvero belli e i prezzi, rispetto a quelli che ci sono qui sulla stessa merce, sono ridicoli. Alla fine però mi continuo a chiedere come fa la gente a pagare così tanto per del vetro ad alta percentuale di piombo. Mah!

Il viaggio si conclude qui, tra giri, ristoranti più o meno curiosi, visite più o meno organizzate, piccoli imprevisti più o meno predetti e via dicendo. Tutto nella norma.

Qualcuno però mi ha giustamente posto un interrogativo: ma le donne ceche? Bè, per questa volta il ceco l’ho fatto io. La Repubblica Ceca ha la sua doppia faccia e la si vede senza problemi anche soltanto passeggiando per le strade. Spogliarelliste in verina, ballerine in bella vista e locali con finestre vedo/non vedo fatte apposta per accalappiare la curiosità dei più sono all’ordine del giorno, anzi della notte, ma oltre a non essere proprio il tipo per queste biricchinate, avevo accanto a me una persona che merita molto rispetto, abbastanza da non farmi distrarre più del necessario.

L’avventura per questa volta finisce qui e se avete intenzione di andare a fare un giro in Repubblica Ceca prossimamente sappiate che sono a disposizione per consigli o suggerimenti. Tutt’al più vi indirizzerò da qualcuno che ne sa ancora di più di me. ;)

Se non le avete ancora viste, ho fatto più di 380 foto. Sono tutte qui.

Fine.

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host-ico cambiare

La cosa che mi stupisce di più di questa polemica sui servizi di hosting nostrani è che sempre più spesso non si riesce a guardare oltre il giardino di casa propria.

Da tempo a chi me lo chiede cosiglio sempre un servizio americano che non solo ha prezzi bassi, ma offre una quantità esagerata di servizi che qui costerebbero molto caro, compreso un “Fantastico” plugin di cpanel che permette di installare olre 30 cms con 3 click. In più ci si guadagna con il cambio euro/dollaro e l’assistenza è eccezionale. Ma mi dite perchè perdete ancora tempo e soldi dietro persone che vogliono lavorare con la rete, ma che di rete non ci capiscono niente?

Queste parole sono amare lo so, ma a quanto pare il connubio “onesto & capace” in Italia è sempre più un miraggio.

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links for 2007-08-22

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Si semplificano le mappe di google

Google ha rilasciato oggi una nuova e pratica funzionalità. Per inserire una porzione di mappa nel proprio blog o in una quasiasi pagina Web non sarà più necessario conoscere le API, ma basterà fare un copia/incolla del codice HTML in stile youtube.

Colgo l’ocasione per provare il nuovo servizio e incollarvi il piccolo tour della mia vacanza in Repubblica Ceca.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Update: per qualche strano motivo il mio blog non vuole embeddare questo codice.
Update2: Ora funziona. Il motivo di questo problemino è causato dal correttore della sintassi HTML operante qui dentro. L’ho potuto disabilitare solo per questo post e tutto si è visualizzato magicamente. Ora mi sono chiare molte altre cose.

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Viaggio nella Repubblica Ceca (3)

Tàbor

Lasciata Český Krumlov  ci siamo diretti verso Tàbor.

Tàbor è stato un errore. In realtà ci aspettavamo di più. Abbiamo abbandonato l’idea di girare per piccoli paesini da 2000 anime la cui unica attrazione erano i castelli e ci siamo diretti verso una meta un po’ diversa, sengnalata sulle guide come luogo da turismo più ambientale. A parte la piazza della parte vecchia ed il campanile, è molto bello passeggiare sulle rive del lago fino alla piccola cascata, ma in definitiva abbiamo capito che ce la potevamo risparmiare tranquillamente.

Il campanile appunto. A Tàbor abbiamo capito cosa significa salire su qualsiasi struttura di una certa altezza presente in Repubblica Ceca. Più tardi a Praga il tutto è stato confermato.

Il campanile della cattedrale di Tàbor è un posto che qui in Italia sarebbe vietato anche lontanamente guardare. Va contro ogni legge sulla sicurezza, eppure lì ci puoi salire. Come tutte le altre torri ceche si entra da una porticina bassa e stretta che conduce verso l’oscurità mediante piccoli scalini di pietra che salgono seguendo le curve di una spirale. Ad un certo punto non ben definito della torre ci si ritrova di fronte una struttura in legno evidentemente segnata dal tempo che scricchiola ad ogni passo. Il tutto è inclinato inverosimilmente e manca di appigli solidi a cui tenersi. L’unica “salvezza” è una cordicella attaccata al muro con dei chiodi vecchi quanto la chiesa stessa.

Si inizia a salire e il vuoto sotto si fa più amplio. Si passano due o tre pianerottoli sempre di legno fino a quando ci si ritrova davanti all’enorme campana del campanile. Il fatto è che la campana è così grande che occupa tutto lo spazio attraverso cui saremmo dovuti passare.

Ci guardiamo e non troviamo risposta. Ad un certo punto scende qualcuno che con disinvoltura si china e ci passa sotto. In quel momento capiamo che l’unico modo per passare è imitare lo sventurato che ci precedeva. Ci passiamo.  Continuano le scale. Finalmente arriviamo in cima con la lingua che toccava le scarpe. Ad attenderci un “simpatico signore” che lì in cima, in uno stanzino 4m x 4m aveva il suo negozietto di souvenir traducibile in un muro con appese cazzatine della metà degli anni ottanta. Ci guarda e ci fa segno di sganciare 40 corone (quasi 2 euro).

Io un po’ incazzato glieli dò, prendo fiato e mi affaccio dalle 4 finestre presenti. Lo spettacolo è bellissimo, ma potevano pure dirlo che bisognava scapicollarsi in questo modo!.

Riscendiamo. Arrivati alla campana mi accorgo che quella è proprio la campana che suona quando scocca la nuova ora e mi rendo conto che trovarsi lì sotto quando la lancetta lunga tocca le 12 non deve essere proprio il massimo della felicità. Di fatti quando scendiamo la campana suona e si, era proprio lei. Immagino in che condizioni si sarebbero trovate le mie già mal funzionanti orecchie se fossi malauguratamente capitato lì sotto allo scoccare dell’ora.

Il giro della città prosegue veloce e poi si ritorna in albergo per una doccia. Già l’albergo. Una di quelle strutture tipiche dei film polizieschi tedeschi degli anni 70/80 e di fatti l’interno risaliva a quell’epoca. Per carità era pulito e ordinato, ma chissà da quanto tempo non veniva cambiata la tappezzeria. L’ascensore senza porta. La tenda di spessa tera cerata con fantasie stile Magnum P.I. I lunghi corridoi male illuminati. La moquette quasi inesistente ed un telefono che non vedevo dai tempi del cambio dei telefoni del centralino della caserma dei Vigili del Fuoco di Matera a metà degli anni ‘80, luogo che ai tempi frequentavo molto, ma non per via dei telefoni.

Insomma un chiaro salto in un telefilm poliziesco del periodo post comunista che di comunista aveva pure il prezzo: 5 euro a notte per la matrimoniale. La TV con BBC e CNN era inclusa.

Storditi dalla deludente cittadina decidiamo di non rimanerci più di una notte e quindi di proseguire direttamente verso Praga saltando qualche fermata. La sera però ci fermiamo a mangiare e nella piazza principale, dove troviamo un ristorante pizzeria italiano. Stanco di mangiare maiale, vitello e cipolle decidiamo di farci una pizza convinti soprattutto dal buon aspetto delle pizze presenti su tavolini esterni degli altri clienti.

Ovviamente, essendo un italiano aveva il menù pieno di specialità nostrane tra cui spiccavano le tagliatelle alla Berlusconi e le lasagne alla Mussolini. Su questi particolari mi sono soffermato più volte chiedendomi che cavolo ci faceva un fan dei due in un ex paese comunista. La risposta non poteva essere che: sarcasmo.

Anche qui un’altra scoperta. Ok, il proprietario era italiano, ma la pizza era davvero ottima, così la carpa che ha preso la mia dolce (e affamata) metà. Lo ammetto: la pizza era così buona e sottile (a Matera quella sottile va per la maggiore) che me ne sono fatte due. Ovviamente il tutto seguito da caffè e amaro Ramazzotti. Spesa complessiva per due persone: 15 euro bevande incluse.

L’indomani di buona leva, dopo aver fatto spese in un negozietto locale ci facciamo un bel pezzo di torta con caffè espresso e via alla volta di Praga.

Continua..

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links for 2007-08-21

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