Praga
Praga è una città che mi ha colpito da subito. Ne sono rimasto colpito a tal punto da farla balzare al primo posto nella classifica delle città più belle d’Europa (Italia esclusa). Se pur le sue parti migliori rimangono quelle nei paraggi del ponte Carlo, è splendida anche in zone più distanti dai centri turistici. Nonostante non la reputi una città super economia (i prezzi si allineano abbastanza con quelli europei), rimane alla portata delle tasche di tutti.
Ogni angolo è una scoperta. Ogni scorcio lascia basito. Visitarla con le luci della notte lascia senza parole. Unica pecca il marasma di persone che la invade. Tali persone si possono riconoscere per lo più in italiani e spagnoli (ero nella settimana di ferragosto e quindi ho beccato la creme de la creme). Ci sarebbero troppe cose da dire su Praga, ma non lo farò perchè rischierei di confondere le idee di chiunque non l’avesse vista e tradire i ricordi di coloro che ci sono già stati.
Nota di colore è stato l’incontro con 2 famiglie di Molfetta (BA) in coda per entrare nella cattedrale. Si riconoscevano dal chiasso che facevano e dai teatrali salti della coda. Si è scoperto dopo 2 minuti di conversazione che una delle due famiglie conosceva la zia della mia “dolce” metà. Ecchecivoletefare?!? A noi terroni capita sempre. E’ una costante di ogni viaggio. Mi è capitata la stessa cosa in Svizzera, in Ungheria ed in Inghilterra. Siamo come calamitati o più semplicemente siamo più “attaccabottone” e quindi gira e rigira prima o poi lo becchi per forza qualcuno che conosce qualcun altro che conosce un amico o più facilmente un parente, anche perchè come sapete, di parenti in meridione siamo pieni.
Se non ci siete stati, arrivati alla cattedrale vi avverto: fate molta attenzione alle scale che portano in cima alla torre dell’orologio. Sono oltre 250. Combatterete contro gente di tutti i tipi che sale e che scende in una scala a chioccia larga poco più di un metro e mezzo, vi stuferete della puzza di sudore lasciata dai suddetti, e vi raffredderete quando una volta arrivati in cima con la maglietta sudata e la lingua a penzoloni, vi affaccerete per godervi il panorama. In ogni caso anche qui ne vale la pena. Peccato che il sottoscritto al secondo giorno a Praga abbia avuto un piccolo imprevisto. Mi sono ritrovato con i piedi praticamente “rotti” e gofi. Sono arrivato al punto di non riuscire quasi più a camminare, così si è deciso per un giro tra i centri commerciali del posto alla ricerca di un paio di scarpe aperte e comode che potessero alleviare il dolore e permettere il proseguio del tour. Così è stato, ma il dolore pur calando un po’ è rimasto fino al ritorno a Torino dove magicamente è sparito.
L’ultimo giorno (dedicato allo shopping) ho praticamente girato tutti i negozi che vendevano cristalli di Boemia. Visto che in Boemia c’ero stato qualche giorno prima, vi starete chiedendo perchè non li ho presi lì!? Semplicemente perchè oltre che bellissimi sono molto fragili e avendo davanti a me ancora molti giorni di viaggio non me la sono sentita di portarli in giro rischiando così di romperli prima ancora di tornare.
Le commissioni della mamma però non sono state comunque esaudende. Non sono stato in grado di scegliere qualcosa che potesse davvero piacerle, rimandando a lei stessa l’arduo compito. In effetti però sono davvero belli e i prezzi, rispetto a quelli che ci sono qui sulla stessa merce, sono ridicoli. Alla fine però mi continuo a chiedere come fa la gente a pagare così tanto per del vetro ad alta percentuale di piombo. Mah!
Il viaggio si conclude qui, tra giri, ristoranti più o meno curiosi, visite più o meno organizzate, piccoli imprevisti più o meno predetti e via dicendo. Tutto nella norma.
Qualcuno però mi ha giustamente posto un interrogativo: ma le donne ceche? Bè, per questa volta il ceco l’ho fatto io. La Repubblica Ceca ha la sua doppia faccia e la si vede senza problemi anche soltanto passeggiando per le strade. Spogliarelliste in verina, ballerine in bella vista e locali con finestre vedo/non vedo fatte apposta per accalappiare la curiosità dei più sono all’ordine del giorno, anzi della notte, ma oltre a non essere proprio il tipo per queste biricchinate, avevo accanto a me una persona che merita molto rispetto, abbastanza da non farmi distrarre più del necessario.
L’avventura per questa volta finisce qui e se avete intenzione di andare a fare un giro in Repubblica Ceca prossimamente sappiate che sono a disposizione per consigli o suggerimenti. Tutt’al più vi indirizzerò da qualcuno che ne sa ancora di più di me.
Se non le avete ancora viste, ho fatto più di 380 foto. Sono tutte qui.
Fine.








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