Universal changes
Ancora grandi cambiamenti per la Universal Music. La famosa multinazionale ha dischiarato che inizierà a vendere nei prossimi mesi una grossa fetta del proprio archivio discografico senza le famigerate DRM, il sistema software che attutisce la pirateria informatica sui file digitali.
Dopo la prima mossa da parte di Apple, sembra prorio che anche le altre grandi major del mondo discografico abbiano capito l’inutilità del sistema DRM, anche se la battaglia per garantire il giusto valore al diritto d’autore si sposta su un altro versante: quello del video.
Secondo quanto riporta il New York Times, la bagarre legale tra la Universal e Veoh, piattaforma di video sharing con sede a S. Diego, sarebbe giunta ad una conclusione favorevole per la Universal Music.
La Universal Music ha dichiarato: “Universal Music Group is enthusiastic about using technology to build communities, as evidenced by our deal with YouTube,”. “But that’s not what Veoh is all about. Rather, it’s about trying to build a business on the backs of our artists and songwriters without fairly compensating them for the use of their works.”
Insomma, diventa sempre più difficile definire i confini dell’utilizzo legale di questi contenuti, e le apparenti posizioni contrapposte appena descritte potrebbero confondere chiunque.
La domanda che ci si pone è quindi una: qual’è la linea di questo confine?



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