| 30 May 2007 | 12 Commenti
Microsoft Surface è un “oggetto” che Microsoft lancerà quest’inverno sul mercato.Definirlo non è cosa facile perchè pur essendo un computer si allontana di molto dalla sua concezione classica.
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Surface
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Quando venne presentato l’iPhone lo descrissi così:
“Oggi, a distanza di 22 anni, usiamo ancora la stessa tecnologia.
Quello che Apple ha presentato ieri è “semplicemente” un nuovo modo d’intendere l’interazione tra macchina e uomo (HCI).
Niente più estensioni tra noi e il device. Niente più mouse, ma anche niente più pulsanti. L’nterazione è diretta, non più vincolata da un tasto fisico, non più vincolata da combinazioni di tasti o da odiosissimi pennini.
Fino ad oggi il mouse era (e sarà ancora) l’estensione dei nostri arti. Con questo oggetto ci liberiamo della protesi, fosse anch’essa un semplice tasto, unendo in un unico oggetto un telefono, una postazione di lavoro, un lettore mp3 di qualità , un riproduttore di video e un riproduttore di foto.
Apple sta dando forma (e lo ha sempre fatto) al nostro futuro.
Il segreto sta sempre nel software.
Questo iPhone ha una fondamentale caratteristica: è Multi-Touch. Questa funzione permette di usare entrambe le mani o semplicemente due dita per fare cose che prima richiedevano numerosi passaggi per menu’ e sottomeu’.”
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iPhone
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Che c’entra l’Phone con il Microsoft Surface e con le altre tecnologie simili?
Immagino che molti di voi lo abbiano capito, ma per chi di voi non se ne fosse accorto siamo nel bel mezzo di una rivoluzione epocale. Non mi riferisco (solo) ad Internet e a questo nuovo modo di intendere il Web. Sta cambiano, o almeno sta per cambiare, il nostro modo di rapportarci con le macchine.
Apple da anni ci sta servendo di prodotti in grado di permettere l’accesso ai nostri contenuti digitali ovunque. Microsoft, al contrario segue una filosofia diversa, quella di fornirci gli strumenti per vivere una appagante “home digital life”.
Entrambe però hanno capito che è giunto il momento di far sparire le “protesi” che usiamo tutti i giorni. Entrambe stanno mettendo a punto gli strumenti che molti pensatori e visionari avevano immaginato tempo fa: i computer che non si vedono, macchine invisibili in grado di assisterci, farci divertire e farci lavorare in maniera assolutamente diversa ed intuitiva. Cambia il concetto di personal computer, cambia l’approccio, cambia il feedback, cambiano gli strumenti, cambia l’usabilità, cambia l’accessibilità, cambia la cultura e cambia la nostra vita.
Uno strumento come Surface può essere usato da un bambino così come da un anziano senza bisogno di una conoscenza pregressa, senza bisogno di sapere cos’è un sistema operativo, un mouse, qual’è il tasto Shift, perchè bisogna cliccare due volte e non una o viceversa, che sono le icone, le cartelle, che cos’è un browser, la mail, insomma, questa è roba del passato o almeno lo diventerà presto. L’intuizione guiderà le persone. L’interazione digitale con le cose sarà sempre più simile a quella analogica.
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Surface
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Il futuro è diverso e oggi, grazie a ninna ne ho avuto l’ennesima conferma. L’uomo interagirà con gli oggetti digitali usando il corpo, eliminando quindi le barriere architettoniche dell’informatica. Il futuro prossimo è Touch.
Quello remoto? L’uomo sarà in grado di interagire con le macchine attraverso gli altri sensi, eliminando tutte le interfacce fisiche, e qualcosa già si muove in questa direzione.
| 29 May 2007 | 2 Commenti
Come avrete notato il mio blog fa le bizze. Questo è causato dall’aggiornamento all’ultima versione di wordpress mediante un plugin del pannelo di controllo del mio spazio. Questa utility permette di installare una marea di CMS in soli 3 click e di aggiornarli altrettanto velocemente. Fino ad ora Fantastico ha sempre funzionato egregiamente.
Ieri ho voluto aggiornare wordpress alla 2.2 e tach! Si è riscontrato il solito problema dei caratteri speciali. Ora una parte del mio blog utilizza il formato utf8 ed un’altra l’UTF-8.
Onestamente sono stufo, mi sono scocciato di stare dietro a queste cose. Ad ogni modo non si può prescindere dal fare gli aggiornamenti, soprattutto con CMS diffusissimi come WordPress.
Ho provato a fare diversi tentativi di ripristino, ma niente. La situazione è invariata.
A volte penso che si stava meglio quando si stava peggio.
| 28 May 2007 | 2 Commenti

Onestamente mi basterebbe anche meno per essere felice ed appagato, ma vedere oggi Giuseppe indossare la maglia del BarCamp Matera alla conferenza di Top-Ix mi ha riempito di gioia.
Da sinistra verso destra: Enrico, Maurizio, io e Giuseppe. La foto l’ha fatta Andrea (peccato che non era con noi, sarebbe stata una bella foto ricordo).
A proposito di Andrea, Enrico e Maurizio. Io li proporrei come i commentatori ufficiali degli eventi blogghereschi. Una sorta di trio medusa 2.0. Credetemi, sono spassosissimi e sono sicuro che farebbero molti più ascolti di qualcun’altro.
Che dite li convinciamo a fare la puntata pilota durante il prossimo evento?
| 25 May 2007 | 10 Commenti
Quando vedo che i famosi Social Media dalla “coda lunga” riescono a far crescere i picoli sono davvero felice. Quando vedo che crescere e a farsi finalmente conoscere sono i miei amici, allora la felicità è tripla.
Youtube, lo sapete tutti, è una grande vetrina per chi ha abilità o doti particolari. Da quando è nato abbiamo assistito ad ogni genere di exploit artistico, tecnico e creativo. Ormai ci stiamo abituando a sentire di tutto: TG che mandano servizi presi da youtube, ragazzini prodigio che vengono chiamati ad esibirsi con i big, grosse major che fanno firmare contratti a perfetti sconosciuti del mondo analogico (grandi star nel mondo digitale), video blogstar chiamate a presenziare in famosi programmi TV, insomma ce n’è per tutti i gusti.
Ciò che per per molti può risultare ormai una consuetudine, per me si trasforma in una bella sensazione, un misto tra esaltazione e felicità , e mi fa essere orgoglioso di lavorare in questo meraviglioso mondo. Quando poi, dopo aver insistito perchè gli amici talentuosi spingessero in questa direzione, vedo dei risultati allora quella sensazione si trasmorma in sfrenato entusiasmo.
Succede che un mio amico materano dalle enormi doti tecnico-musicali si sia finalmente deciso a mettere online (su youtube) alcuni suoi video. La sua “sfortuna” è che sia da sempre appassionato dei Van Halen (gruppo appartenente ad un genere non molto apprezzato dagli ascoltatori nostrani), e nonostante il diploma in chitarra al conservatorio, la partecipazione a San Remo Rock, collaborazioni con diversi grandi artisti del panorama italiano, l’insegnamento della disciplina musicale, oggi sia ancora a Matera nel suo negozio di musica a condividere la sua bravura e la sua passione con pochi amici che lo apprezzano ed apprezzano il genere.
Da qualche mese però qualcosa è cambiato. Alcuni suoi video messi in rete stanno riscuotendo successo e presto lo attrezzerò di sito/blog e tutti gli strumenti per far crescere la sua visibilità in quelle nicchie di musicisti/appassionati che apprezzano oltre che le sue enormi doti, la costanza ed il lungo studio che ci sta dietro. Spero proprio che questo suo talento gli venga riconosciuto dal pubblico internazionale (cosa che sta pian piano succedendo), ma che succeda anche qualcosa di più gratificante.
Di chi sto parlando? Di Osvaldo Bellomo. Giudicate voi stessi.
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Van Halen – Beat In Guitar Solo – Feat Osvaldo Bellomo
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Van Halen – Eruption – Feat Osvaldo Bellomo
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| 24 May 2007 | Commenta
Sembra proprio che Google abbia messo a segno un altro colpo dei suoi. Secondo techcrunch.com si sarebbe trovato l’accordo per 100 milioni di dollari.
Come Michael Arrington la cosa è ancora segreta e l’affare verrà chiuso sicuramente tra 2-3.
La società fondata nel 2003 verrà quindi acquistata per poter permettere ai signori di Mountain Wiew di avere accesso ad uno dei più grossi database di feed del mondo, permettendo così di penetrare in un mercato in cui la pubblicità ancora non è arrivata del tutto.
I feed, tra l’altro, sembrano essere una delle tecnologie che più si svilupperà in futuro. Le potenzialità di questa tecnologia sono davvero infinite ed i campi di applicazione tra i più svariati.
Ancora una volta insomma, sembra che google abbia fatto una scelta azzeccata e lungimirante. Aspettiamo quindi l’ufficialità della cosa e vedremo cosa cambierà .
| 23 May 2007 | Commenta

Lo spot dell’evento del 25 maggio 2007 a Roma per la presentazione del libro “NET TV – Come Internet cambierà la televisione per sempre”.
Tommaso Tessarolo
| 22 May 2007 | 1 Commento
Avevo già parlato dello splendido progetto di Nicholas Negroponte: One Laptop per Child.
Il progetto va avanti, ma è successo qualcosa di molto sgradevole. Come già detto Negroponte aveva stipulato degli accordi con AMD, Google, NewsCorp e Redhat per produrre il suo laptop da 100$ in distribuzione nelle scuole dei paesi sottosviluppati che promuovono l’iniziativa No Profit.
E’ successo però che Intel e Microsoft si siano accordate per produrre un PC con le stesse caratteristiche di quello già sviluppato da Negroponte. Lo hanno chiamato Classmate PC. Le differenze tra i due prodotti sono sostanzialmente tre: il produttore, il software con cui questo viene distribuito (il primo con una versione ottimizzata di Linux, il secondo ovviamente con Windows) ed il prezzo (il primo 176$ contro i 200$ del secondo). Il vero grosso problema è che mentre Negroponte ha fondato un’associazione No Profit per distribuire il suo laptop, Intel lo fa ovviamente con tutte le intenzioni di guadagnarci su.
L’accusa di Negroponte è chiara: “Intel ha compromesso la missione. Otellini dovrebbe vergognarsi. Se non fosse per loro avremmo già distribuito 3 milioni di pezzi”. Alla base di questa decisione di Intel c’è (secondo Otellini) la possibilità di perdere quote di mercato nel settore dei PC low-cost.
Questa manovra di Intel e Microsoft non può che suscitare in me un po’ di nervosismo. Qualcuno potrebbe pensare non possa far altro che bene. La concorrenza è l’anima del commercio no? Bè, in questo caso il gioco non è alla pari. Si tratta di uno scontro tra un associazione No Profit contro una (anzi due) aziende più che a favore del Profit. Ma questo è l’aspetto più insignificante della vicenda. Quello che mi da maggiormente fastidio è l’appropriazione di un meritevole ideale a scopo di lucro.
Le grosse aziende non si possono certo perdere l’occasione di penetrare in un mercato in pieno sviluppo economico, ma siamo sicuri che questo comportamento giovi a quello che le aziende definiscono banalmente come “Target”?
In questo caso lo scontro non è meramente economico. Si sta giocando una battaglia tra calcolatori e filantropi, tra cultura open e cultura proprietaria.
Io supporto in pieno le parole di Negroponte. Voi come la pensate?
| 22 May 2007 | 1 Commento
Dal blog di un amico copywriter:

Vi spiego come funziona il lavoro di un copywriter: io scrivo una headline (il titolo), un payoff (la chiusura) oppure lo speaker (il testo che viene recitato da una voce fuori campo negli spot).
Lo presento al mio capo (il direttore creativo) che di solito lo modifica un pelo.
Poi passa nelle mani degli account che di solito lo modificano un pelo.
Poi gli account lo presentano al cliente che di solito lo modifica un pelo.
Alla fine, il testo arriva sul tavolo di un legale dell’azienda. Che lo stravolge.
Il legale ha studiato legge. Lo dico senza malizia.
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