L’Italia s’è desta

Riprendo un commento di Claudio a qualche post fa per utilizzarlo come spunto di una nuova discussione…spero anzi, come l’inizio di qualcosa di più concreto.

“Cos’è la cultura? qual’ è la differenza tra cultura e sapere? qual è il potere della cultura? come viene “usata” oggi la cultura? e soprattutto, come può essere usata la cultura?
Voglio essere un pò polemico in questo blog in cui si parla costantemente di concetti, fatti, eventi ed altro, tutto molto importante, certo, ma non si parla mai di un piano d’azione lecito che contrasti quella che oggi già qualcuno ha ribattezzato la”democratura” italiana.
Non me ne voglia il mio amico Giovanni, a cui voglio molto bene, ma proprio da questo blog voglio cominciare a fare polemica su come vanno le cose oggi (devo pur iniziare da qualche parte!)
Sembrerà scontata la situazione che vi elenco, ma questa è la situazione rosea della nostra terra:
- si piange per la fine di un partito che non c’è mai stato: il telegiornale “pubblico” dedica 20 mins per il nuovo caso d’emergenza Paese: come chiamare la vecchia banda degli onesti;
- i politici fanno gli economisti, gli economisti fanno i comici e i comici fanno i politici (che casino!);
- i mezzi di comunicazione sono tanti ma sempre meno gente è informata dei fatti, sempre più gente fa lo gnorri;
- gli anni passano sui calendari delle donne nude, ma il tempo si è fermato ed ha fatto retro marcia già da un pezzo;
- prolificano le istituzioni per la tutela dei diritti ma in effetti abbiamo sempre meno libertà personali (da non confondere con i diritti-poteri);
- in televisione c’è la “verità” di Marco Travaglio in seconda serata ed il programma “I Raccomandat” in prima serata;
- continuiamo a vendere armi nel mondo (parlo dell’Italia) e le banche triplicano o raddoppiano i loro profitti per questo giro d’affari; poi mandiamo messaggini di beneficienza per le nostre coscienze individuali.
- non avremo mai una pensione ed intanto la nostra economia dei grandi gruppi fallisce sotto i nostri occhi dopo le solite “macchiette” all’italiana (ma noi siamo contenti perchè c’è Il Grande Fratello in TV!);
- hanno rotto da anni il ca..lcio ma noi ci incazziamo a vicenda negli stadi e per le strade; scappa il morto (forse nemmeno per il calcio) ma a noi basta una settimana per dimenticare (quanti ricordano il nome dell’ispettore poliziotto?);
- continuate voi..

Sono stanco a 26 anni, e se non lo siete anche voi con me, allora credo che abbiamo un grosso problema.

Questa la mia proposta:
cominciamo ad unirci, discutiamo in modo creativo e mirato ad un’azione concreta. Non voglio passare per il “Marcos” della situazione ma voglio veramente smuovere qualcosa che si faccia sentire, almeno cominciamo.
Parliamone sul blog, come fa Beppe Grillo. Uniamoci nelle proposte drastiche come risposta a questo sistema triste non si può solo parlare e/o leggere e/o pensare. non si crea cultura se non si condividono altre opinioni. bisogna agire. credo che non ci sarà mai libertà se non si mette in pratica la cultura “comune” voi che ne dite?

Per esempio, la mia prima proposta: cosa ne dite di cancellare la Legge Biagi ovvero la Legge della precarietà coordinata e continuativa (pre.co.co)? In fondo la “banda degli onesti” al governo ora è di sinistra, o no? ci dovrebbero appoggiare, o no? sono troppo ottimista, o no?”

Make Current

3 Commenti per “L’Italia s’è desta”


  1. 1 Axell

    Se il risultato è “parlarne come Grillo” inizio a ridere.
    Nel suo post contro Chiampa denota solo qualunquismo e mala informazione.
    La Legge Biagi è solo una legge.
    Neanche tanto pessima rispetto a tutte quelle del governo destroide.
    E’ la legge Pisanu che non cambiano e non capisco.
    Siamo in attesa di tante cose.
    L’unica è far sentire la nostra voce, per quello che conta.
    Ma siamo troppo pochi al momento.

  2. 2 Giovanni Calia

    Grillo avrà tutti i difetti di questo mondo, ma ha il merito di aver iniziato a far parlare le masse e a farle incuriosire riguardo argomenti di interesse pubblico.
    Non importa come, l’importante è che se ne parli no?

  3. 3 Roberto

    legge biagi o Pisanu , siamo alle solite sino a quando i nostri operai (Presidenti , Ministri Senatori ecc.) sia di Destra che di Sinistra in particolare continueranno indisturbati a manipolare tutto e tutti non possiamo farci proprio nulla .
    Vorrei ricordare che loro sono nostri Operai e noi siamo i loro datori di lavoro la morale sarebbe fate il lavoro per il quali siete stati votati e datecene conto se non siete in grado siete licenziati il che vuol dire non idonei ma non per alcuni anni sino alle prossime elezioni ma a vita .
    In particolare Liberta’ di parola e pensiero quando mai si e’ visto un Operaio andare dal suo datore di lavoro davanti una commissione interna che deve valutare il suo operato e scegliere personalmente i temi di cui si vuole parlare ??
    E’ un pensiero confuso ?? non rende bene l’idea ??
    OK mi spiego meglio ,
    Possibile che un certo Dalema possa chiedere il silenzio stampa su una vicenda chiamata TELECOM dove non si sa’ bene dove siano finiti tanti bei euri ???
    allora scusate se un VOSTRO Inpiegato ripeto Vostro con orgoglio si permette certi lussi allora qualcosa non quadra e mai quadrera’ se non si riparte dalle fondamenta della Democrazia quella del Diritto e Dovere si perche’ ci sono anche doveri a cui non ci si puo’ sottrarre .
    Una cosa pero’ ci sarebbe di buono da fare chi sbaglia paga paga con la faccia fatti e misfatti dei nostri Impiegati che per varie ragioni possono essere bloccate in TV potrebbero fare il giro su internet ovviamente le denunce sarebbero una valanga , si perche ‘ se chiami ladro un ladro ti becchi anche una denuncia .
    Cmq Caro Giovanni tu ne hai abbastanza !!! sapessi io

    Appezzo cmq il fatto che l’abbia ciamata legge Biagi e non
    Legge 14 febbraio 2003, n. 30
    Alcuni non capisco il perche’ non proninziano quel nome per far riferimento alla legge .
    ciao.

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