Sembrava essere questo il motto iniziale del gruppo di pazzi appassionati (me incluso) che si è ritrovato oggi a Milano, presso la facoltà di scienze turistiche della Bicocca, per il RItaliaCamp.
Iniziamo dall’organizzazione. Mi è sembrata molto buona. La struttura universitaria si adattava bene a questo tipo di evento. Una sola nota negativa: l’assenza di connettività , anche se non è dipeso dai bravissimi organizzatori perchè a dire il vero inizialmente c’era (grazie a FON). Successivamente qualcuno se n’è reso conto e ha chiuso il rubinetto. Peccato per gli ascoltatori sintonizzati in remoto e per coloro che volevano passare la giornata a twitterare.
Colpa della solita legge del cavolo. (Ma quando faremo qualcosa per cambiarla?!?).
Al problema si è ovviato mangiando e bevendo (vino soprattutto) gentilmente offerto da San Lorenzo. Nota: i biscotti alle olive sono davvero sublimi, vero Luca?
Finiti i commenti sull’organizzazione passo a raccontarvi come ho vissuto la giornata. Le prime impressioni sono state un po’ negative a dire il vero. Ho iniziato a seguire le presentazioni e mi sembravano fuori dal mondo. In pratica ognuno diceva la sua. Qualcuno (che non linko per non dargli troppa importanza) ha addirittura sostenuto che secondo lui uno dei problemi del turismo italiano è che al sud non si può applicare una logica di business turistico per via della mafia. La sua soluzione? Bisognerebbe eliminare la mafia. A quel punto ho preferito stare in silenzio e distrarmi giocando con il mac.

Ricordo a tutti he oggi dalle 10 alle 13 ci sarà il seminario di presentazione di
Ieri sono stato in riunione con dei clienti della società per cui lavoro e mi sono “interfacciato” con un informatico “puro” con il quale dovremo collaborare per delle cose. Direte voi: “embè?”. La storia sembra noiosa, ma continuo il racconto pregandovi di seguirmi.
Di che si tratta? Ve lo faccio riassumere da 







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