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	<title>Comments on: Buon viaggio</title>
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	<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 22:13:20 +0000</pubDate>
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		<title>By: Roberto</title>
		<link>http://estrablog.net/2007/02/23/buon-viaggio/#comment-5480</link>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2007 18:13:09 +0000</pubDate>
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		<description>be devo dire .....Niente male lo rivisto alcune volte e devo dire che fatto bene in particolare la signora che prende il sole ;D</description>
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		<title>By: ufficio stampa</title>
		<link>http://estrablog.net/2007/02/23/buon-viaggio/#comment-5402</link>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2007 05:45:10 +0000</pubDate>
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		<description>GLI EDITORIALI DI ANTONELLO DE PIERRO DIRETTORE DI ITALYMEDIA.IT 

Finalmente liberi! 

di Antonello De Pierro 

Era ora! La legge che pone fine allÃ¢â‚¬â„¢obbligatorietÃƒÂ  del servizio di leva ÃƒÂ¨ finalmente una realtÃƒÂ . Termina cosÃƒÂ¬ la girandola di amarezze e delusioni che la stragrande maggioranza dei nostri giovani, chiamati ad assolvere gli obblighi di leva, ÃƒÂ¨ stata da sempre costretta ad incassare, perdendone abbondantemente il conto. Il festival dellÃ¢â‚¬â„¢ingiustizia, delle assegnazioni e dei trasferimenti incredibili, decisi al tavolo delle raccomandazioni e dei clientelismi, senza nessuna logica o pudore di sorta: soldati spediti da Palermo a Udine, braccia Ã¢â‚¬Å“rapiteÃ¢â‚¬Â dallo Stato a famiglie bisognose, e rampolli privilegiati, parcheggiati nellÃ¢â‚¬â„¢ufficio dietro casa. Il Rubicone della vergogna, attraversato sfacciatamente dai burattinai degli uffici di leva e delle caserme, muovendo inesorabilmente i fili del destino di ragazzi impotenti, spesso sacrificati sullÃ¢â‚¬â„¢altare di frustrazioni personali dei superiori, finalmente sta per prosciugarsi. La Ã¢â‚¬Å“pacchiaÃ¢â‚¬Â dei graduati, abilissimi nel sottomettere giovani inermi, facendosi scudo con le opinabilissime leggi militari, che schiacciano, marciandoci sopra con i cingoli, la loro dignitÃƒÂ , inizia a intravedere il tramonto. Chi pulirÃƒÂ  le caserme, i Ã¢â‚¬Å“cessiÃ¢â‚¬Â putridi e puzzolenti, le stanze e gli uffici degli ufficiali e dei Ã¢â‚¬Å“marescialloniÃ¢â‚¬Â spocchiosi? Chi spazzerÃƒÂ  i cortili per ore, spettacolo preferito dalle pupille dei graduati, attenti affinchÃƒÂ© venisse raccolta anche la Ã¢â‚¬Å“ciccaÃ¢â‚¬Â piÃƒÂ¹ minuscola (ottimo esercizio per chi avesse voluto impiegarsi come operatore ecologico al termine del servizio di leva, ma perfettamente inutile per la formazione di un soldato)?Chi impartirÃƒÂ  lezioni gratuite di latino, greco, matematica o fisica ai figli Ã¢â‚¬Å“somariÃ¢â‚¬Â di colonnelli e generali, quando il ragazzo laureato preferirÃƒÂ  affrettassi a trovare qualche spiraglio nel muro di gomma del mondo del lavoro, piuttosto che seppellire un anno della sua vita nello squallido grigiore di una caserma? Particolarmente difficile appare in questi giorni penetrare quel guscio di riservatezza, che protegge come unÃ¢â‚¬â„¢armatura lÃ¢â‚¬â„¢universo militare dal mondo dei civili. Il Capo di Stato Maggiore dellÃ¢â‚¬â„¢Esercito ha dribblato con sorprendente abilitÃƒÂ  la richiesta di unÃ¢â‚¬â„¢intervista da parte del nostro giornale. Ma noi, che non amiamo assolutamente mettere il morso alla nostra inarrestabile voglia di veritÃƒÂ , non possiamo sorvolare su gravi episodi legati alla moritura Ã¢â‚¬Å“najaÃ¢â‚¬Â, nutrendoci al banco della nostra esperienza diretta, dove troviamo ricordi che ancora passeggiano vivi nella nostra memoria. Come possiamo non toglierci il sassolino dalla scarpa, foderandoci gli occhi con il prosciutto, di fronte alla veritÃƒÂ  che preme per scivolare tra le righe di un foglio provvisorio di giornale? Per ognuno un film lungo un anno e con allÃ¢â‚¬â„¢incirca lo stesso copione, fatto di angherie, soprusi, arbitrarie privazioni della libertÃƒÂ  personale. Un anno trascorso vivendo di nulla ai margini del nulla, con la rassegnazione pronta a spegnere immediatamente qualsivoglia ruggito di vitalitÃƒÂ . Finalmente si volta pagina. Agli occhi di chi scrive la memoria mette a fuoco fotogrammi spaventosi. Ragazzi avviluppati dalla spirale del sistema militare, privati della volontÃƒÂ , della dignitÃƒÂ  stessa di esseri umani, ridotte a puro sussurro. Costretti a subire turpiloqui e ingiurie a piÃƒÂ¹ non posso, senza la possibilitÃƒÂ  di reagire; a mangiare con le mani e ad elemosinare un bicchiere dÃ¢â‚¬â„¢acqua nella desolazione dellÃ¢â‚¬â„¢Ospedale Militare di Firenze; a dormire con cinque coperte e cinque maglioni in gelide camerate senza riscaldamento (naturalmente nelle camere confortevoli degli ufficiali il caldo era insopportabile); a subire incredibili atti di Ã¢â‚¬Å“nonnismoÃ¢â‚¬Â, a fare flessioni sulle braccia, portando il naso a due dita da una nauseante quantitÃƒÂ  di Ã¢â‚¬Å“merdaÃ¢â‚¬Â, troneggiante in bella mostra sul biancore di una Ã¢â‚¬Å“turcaÃ¢â‚¬Â. E molto altro congelato nei file mnemonici degli sventurati protagonisti. Spesso qualcuno piÃƒÂ¹ debole non ha retto e ha deciso di chiudere i conti con la vita prima del congedo. Con sorprendente rapiditÃƒÂ , sugli scandali sanguinolenti, ÃƒÂ¨ sceso sempre puntualmente il velo del silenzio e dellÃ¢â‚¬â„¢omertÃƒÂ . 
Tutto ciÃƒÂ² sarÃƒÂ  presto finito. Finalmente! 

http://www.italymedia.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>GLI EDITORIALI DI ANTONELLO DE PIERRO DIRETTORE DI ITALYMEDIA.IT </p>
<p>Finalmente liberi! </p>
<p>di Antonello De Pierro </p>
<p>Era ora! La legge che pone fine allÃ¢â‚¬â„¢obbligatorietÃƒÂ  del servizio di leva ÃƒÂ¨ finalmente una realtÃƒÂ . Termina cosÃƒÂ¬ la girandola di amarezze e delusioni che la stragrande maggioranza dei nostri giovani, chiamati ad assolvere gli obblighi di leva, ÃƒÂ¨ stata da sempre costretta ad incassare, perdendone abbondantemente il conto. Il festival dellÃ¢â‚¬â„¢ingiustizia, delle assegnazioni e dei trasferimenti incredibili, decisi al tavolo delle raccomandazioni e dei clientelismi, senza nessuna logica o pudore di sorta: soldati spediti da Palermo a Udine, braccia Ã¢â‚¬Å“rapiteÃ¢â‚¬Â dallo Stato a famiglie bisognose, e rampolli privilegiati, parcheggiati nellÃ¢â‚¬â„¢ufficio dietro casa. Il Rubicone della vergogna, attraversato sfacciatamente dai burattinai degli uffici di leva e delle caserme, muovendo inesorabilmente i fili del destino di ragazzi impotenti, spesso sacrificati sullÃ¢â‚¬â„¢altare di frustrazioni personali dei superiori, finalmente sta per prosciugarsi. La Ã¢â‚¬Å“pacchiaÃ¢â‚¬Â dei graduati, abilissimi nel sottomettere giovani inermi, facendosi scudo con le opinabilissime leggi militari, che schiacciano, marciandoci sopra con i cingoli, la loro dignitÃƒÂ , inizia a intravedere il tramonto. Chi pulirÃƒÂ  le caserme, i Ã¢â‚¬Å“cessiÃ¢â‚¬Â putridi e puzzolenti, le stanze e gli uffici degli ufficiali e dei Ã¢â‚¬Å“marescialloniÃ¢â‚¬Â spocchiosi? Chi spazzerÃƒÂ  i cortili per ore, spettacolo preferito dalle pupille dei graduati, attenti affinchÃƒÂ© venisse raccolta anche la Ã¢â‚¬Å“ciccaÃ¢â‚¬Â piÃƒÂ¹ minuscola (ottimo esercizio per chi avesse voluto impiegarsi come operatore ecologico al termine del servizio di leva, ma perfettamente inutile per la formazione di un soldato)?Chi impartirÃƒÂ  lezioni gratuite di latino, greco, matematica o fisica ai figli Ã¢â‚¬Å“somariÃ¢â‚¬Â di colonnelli e generali, quando il ragazzo laureato preferirÃƒÂ  affrettassi a trovare qualche spiraglio nel muro di gomma del mondo del lavoro, piuttosto che seppellire un anno della sua vita nello squallido grigiore di una caserma? Particolarmente difficile appare in questi giorni penetrare quel guscio di riservatezza, che protegge come unÃ¢â‚¬â„¢armatura lÃ¢â‚¬â„¢universo militare dal mondo dei civili. Il Capo di Stato Maggiore dellÃ¢â‚¬â„¢Esercito ha dribblato con sorprendente abilitÃƒÂ  la richiesta di unÃ¢â‚¬â„¢intervista da parte del nostro giornale. Ma noi, che non amiamo assolutamente mettere il morso alla nostra inarrestabile voglia di veritÃƒÂ , non possiamo sorvolare su gravi episodi legati alla moritura Ã¢â‚¬Å“najaÃ¢â‚¬Â, nutrendoci al banco della nostra esperienza diretta, dove troviamo ricordi che ancora passeggiano vivi nella nostra memoria. Come possiamo non toglierci il sassolino dalla scarpa, foderandoci gli occhi con il prosciutto, di fronte alla veritÃƒÂ  che preme per scivolare tra le righe di un foglio provvisorio di giornale? Per ognuno un film lungo un anno e con allÃ¢â‚¬â„¢incirca lo stesso copione, fatto di angherie, soprusi, arbitrarie privazioni della libertÃƒÂ  personale. Un anno trascorso vivendo di nulla ai margini del nulla, con la rassegnazione pronta a spegnere immediatamente qualsivoglia ruggito di vitalitÃƒÂ . Finalmente si volta pagina. Agli occhi di chi scrive la memoria mette a fuoco fotogrammi spaventosi. Ragazzi avviluppati dalla spirale del sistema militare, privati della volontÃƒÂ , della dignitÃƒÂ  stessa di esseri umani, ridotte a puro sussurro. Costretti a subire turpiloqui e ingiurie a piÃƒÂ¹ non posso, senza la possibilitÃƒÂ  di reagire; a mangiare con le mani e ad elemosinare un bicchiere dÃ¢â‚¬â„¢acqua nella desolazione dellÃ¢â‚¬â„¢Ospedale Militare di Firenze; a dormire con cinque coperte e cinque maglioni in gelide camerate senza riscaldamento (naturalmente nelle camere confortevoli degli ufficiali il caldo era insopportabile); a subire incredibili atti di Ã¢â‚¬Å“nonnismoÃ¢â‚¬Â, a fare flessioni sulle braccia, portando il naso a due dita da una nauseante quantitÃƒÂ  di Ã¢â‚¬Å“merdaÃ¢â‚¬Â, troneggiante in bella mostra sul biancore di una Ã¢â‚¬Å“turcaÃ¢â‚¬Â. E molto altro congelato nei file mnemonici degli sventurati protagonisti. Spesso qualcuno piÃƒÂ¹ debole non ha retto e ha deciso di chiudere i conti con la vita prima del congedo. Con sorprendente rapiditÃƒÂ , sugli scandali sanguinolenti, ÃƒÂ¨ sceso sempre puntualmente il velo del silenzio e dellÃ¢â‚¬â„¢omertÃƒÂ .<br />
Tutto ciÃƒÂ² sarÃƒÂ  presto finito. Finalmente! </p>
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