Wimax: A breve una realtà anche in Italia

Finalmente l’accordo di governo è arrivato.

Le frequenze tra i 3,4 e 3,6 GHz, prima di proprietà del Ministero della Difesa, sono passate (o lo faranno a breve) al ministero delle Comunicazioni.

Questo permetterà di poter attribuire anche in Italia, con enorme ritardo rispetto agli altri paesi sviluppati, le licenze per il Wimax, tecnologia in grado di permettere collegamenti ad internet in modalità wireless (senza fili) entro un raggio di 50 Km dall’antenna emittente (vedi foto di fianco).

Questa tecnologia è fondamentale nello sviluppo del paese in quanto capace di coprire il cosiddetto ultimo miglio anche dove i canali classici non possono arrivare, eliminando di fatto il Digital Divide. Bisogna sottolineare il fatto che il Wimax si affianca alle reti Wi-fi già esistenti. Il Wi-Fi infatti, è uno standard pensato per reti casalinghe o comunque interne, mentre il Wimax per reti esterne, con distanze raggiungibili anche di svariati chilometri.

Il Wimax viene anche identificato con una sigla: IEEE 802.16 (ovvero il gruppo di lavoro numero 16 dell’IEEE 802) e sfrutta lo stesso protocollo di comunicazione dei suoi predecessori, il Logical Link Control.

Insomma, entro pochi mesi l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) permetterà l’assegnazione delle licenze e subito dopo la messa in piedi della rete fisica.
E’ auspicabile che entro uno o due anni questa tecnologia diventi una realtà utilizzata quotidianamente ovunque, sempre che il mercato assecondi i cittadini con un calo dei prezzi dei nuovi dispositivi. Staremo a vedere, nel frattempo abbiamo un motivo in più per festeggiare il nuovo anno e per ringraziare il ministro Gentiloni che fortemente si è impegnato per la causa fin dai primissimi giorni del suo mandato.

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5 Commenti per “Wimax: A breve una realtà anche in Italia”


  1. 1 winston

    Ottima notizia. Ma ho qualche dubbio. Questo Governo, ispirato da una precisa strategia di Sircana, è abituato a lanciare certe bombe nei periodi in cui la deflagrazione è minore. Quindi, si spara questa cartuccia sotto Natale, con la gente disstratta e i monopolisti delle TLC in ferie, in una giornata in cui i mass media stanno ancora smaltendo i bagordi natalizi e un paio di settimane di sciopero a singhiozzo. Ma cosa succederà tra qualche giorno? Ipotizzare che chi ha speso cifre abominevoli per le vecchie reti e per le lanciare le connessioni via telefonino se ne staà zitto zitto senza pretendere qualcosa mi sembra una pia illusione. E come la mettiamo con Telecom? Quanto varrà con il Wi-Max la rete fissa scorporata dal business del traffico? Insomma, bene la notizia, ma prima di stappare lo spumante, ricordiamoci che siamo in Italia…

  2. 2 estragon

    Gli operatori classici dovranno adeguarsi perchè se non lo facessero rischierebbero di perdere molto più di quello che investirebbero nel rinnovo delle loro reti. Voglio credere che qualcuno un po’ più intelligente in giro ci sia, anche se sicuro che è solo questione di tempo, dopodichè troveranno il sistema per fregarci anche così.
    Il giorno in cui si capirà che l’accesso al canale deve essere gratuito probabilmente è ancora lontano, ma prima o poi arriver e allora ci sarà da festeggiare.

  3. 3 Francesco Giuseppe Pianori

    Ah, i soldi ed il potere fine a se stesso!
    Il motivo per cui l’Italia è sempre all’ultimo posto è la nostra volontà “mafiosa” di ottenere i massimi benefici con il costo minimo. Vale a dire, io non lavoro per rendere un servizio al popolo e per dare sviluppo ad una società ben ordinata; ma per vivere di rendita. Non si capisce che dando sviluppo anche io ho un beneficio.
    E’ un’evidenza semplice. Se guadagno il giusto un traffico maggiore mi garantisce anche un utile maggiore.
    Che peccato! Per poter lavorare bene gli italiani devono andare via dall’Italia.
    Nel 1998 ero a Hong Kong, Taipei e Boston; nel 2005 nel New Jersey e New York. Là era già evidente quello che ancora da noi stenta a realizzarsi.

  4. 4 winston

    Da quello che ho letto l’operazione dovrebbe avere costi molto bassi per gli operatori eritorni molto vantaggiosi per gli utenti. Due cose che in Italia non possono realizzarsi senza traumi, purtroppo. Ho poi un forte dubbio sulle licenze. Se ho capito bene, l’assegnazione avverrà destinando una quota parte significativa agli operatori locali, anche per evitare l’immediato costituirsi di situazioni di monopolio. Ma come realizzare l’operazione senza alterare la libera concorrenza e senza creare operatori troppo piccoli per sopravvivere sul mercato? Credo che a nord la cosa potrebbe anche funzionare, ma come la mettiamo al sud?
    Ritorno ancora una volta sul probelma Telecom poi. Se parte il wimax, quanto varrà ancora la rete fissa di cui il buon Tronchetti punta a liberarsi? Potrebbe essere vantaggioso per lo Stato, che potrebbe accollarsela a costi irrisori. Ma ciò non avverrà, perchè non si può danneggiare troppo Telecom e gli interessi diffusi che si agitano intorno all’azienda.
    Insomma, io sono entusiasta del wimax, ma credo che - purtroopo e drammaticamente - qualche intoppo ci sarà e la data del giugno-luglio 2007 slitterà.

  5. 5 estragon

    Secondo me non slitterà. Credo che le grosse aziende di telecomunicazioni stiano già dandosi da fare perchè per loro il “pericolo” non arriva solo dalle nuove reti, ma anche dalle nuove tecnologie che sfruttano le vecchie reti (vedi Voip).
    Come fa notare suzukimaruti in questo post, c’è la sensazione che qualcosa sotto sotto stia cambiando.
    Incanalare le chiamate classiche sul voip è una scelta obbligata per chiunque. Sarà altrettanto obbligatorio spostare l’infrastruttura sulle reti che garantiscono maggiore affidabilità, velocità e copertura. Le reti gsm, gprs e umts hanno comunque un ruolo fondamentale per l’invio di tutti quei contenuti che non hanno nulla a che fare con la fonia ma che oggi vengono fruiti anche attraverso dispositivi mobili.
    Il discorso è sempre lo stesso: bisogna capire che il business sta nei contenuti e non nell’utilizzo dell’infrastruttura (o di diverse infrastrutture).
    E’ anche vero che stiamo parlando con aziende che ancora speculano vergognosamente sui costi di ricarica, ma fintanto che la possibilità di cambiare le cose non ci viene data, i nostri discorsi sono inutili.
    Quando verranno attribuite queste licenze invece, avremo la possibilità reale di fare qualcosa per cambiare le regole del gioco.
    E’ ovvio che ciò che è stato fatto in questi giorni è solo l’inizio. Il momento fondamentale per capire come finirà la storia sarà quando sapremo come ed in che numero verranno attribuite le licenze.

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