Stranamente ho sempre associato questa giornata all’Epifania. E’ come se dopo ferragosto l’aria di vacanza sparisse e si tornasse alla vita normale.
Presto dovrò tornare alla base, a Torino. Nel frattempo però, mi godo un po’ la mia terra ed i suoi frutti (non voglio neanche sapere di quanto sono ingrassato!!), come ieri sera al Concerto di Eugenio Bennato.
Per quello che ho visto (ce ne siamo andati un po’ prima della fine) è stato molto bello, anche perchè quando sento quelle canzoni mi sembra di percepire l’essenza più profonda di questa terra.
Ovviamente non potevano mancare i classici, dal "Ballo di San Vito" a "Brigante se more".
Il gruppo è una travolgente macchina percussiva e poliritmica, impegnata in una performance iterativa e rituale, con un palcoscenico ingombro di strumenti e di musicisti accaldati. Un doppio viaggio nello spazio e nel tempo: un frammento di Lucania (l’antica Basilicata) con la sua musica popolare
Insomma, davvero una bella atmosfera e soprattutto bei posti. Molti mi diranno che alla fine Grottole è un paesino arroccato dove non c’è nulla, ma personalmente sono ogni volta capace di rimanere affascinato dalle apparenti nottate buie e silenziose che questa terra ci offre.
"Ommo se nasce, brigante se more, ma fino all’ultimo avimma sparà
e si murimo, menate nu fiore e na bestemmia pe’ sta libertà"




“Eeeeeh! Ooooh! Ah ah ah ah!”