Rieccomi qua, sono tornato. Le vacanze di Pasqua sono state brevi, in parte noiose, in parte lavorative.
Pasqua e pasquetta sono state influenzate dal tempo e dalla famiglia. Pasqua a casa, pasquetta pure, ma con uscita pomeridiana a trovare
degli amici in campagna e poi a fare
un giro nei Sassi stracolmi di gente, prevalentemente turisti, per poi andare a finire alla mostra dei "
Custodi dei Sensi" a
San Nicola dei Greci,
chiesa rupestre ormai stupenda location in cui si alternano mostre d’arte moderna e non solo.
La caratteristica è che in occasione della pasquetta, tra gli ulivi del terrazzino si sono alternati 5 gruppi blues che hanno animato il pomeriggio e la serata dei materani e dei turisti di passaggio. Inutile dire che l’atmosfera era surreale e unica, come solo un posto simile può offrire.
Mercoledì sono ripartito alla volta di Roma, dove mi fermerò fino a martedì 25. Penso di aver fatto il viaggio più allucinante degli ultimi anni.
La soluzione di viaggio prevedeva la partenza dalla pseudo stazione di Ferrandina scalo, traversata della Lucania sud occidentale fino ad arrivare a Napoli, in cui ci siamo fermati per qualche ora, per poi ripartire alla volta di Roma.
Devo dire che ho trovato Napoli in condizioni ben peggiori di come l’avevo lasciata. Parlando con i compagni del assurdo viaggio tra ferrandina e Napoli (assurdo perchè i vagoni del treno messi a disposizione erano 4 e la gente si sistemava in condizioni pazzesche pur di viaggiare. Io e Sonia siamo stati in piedi tutto il tempo con uno spazio vitale di 50 cm quadrati), è uscito fuori che ora la moda napoletana è fare le imitazioni dei vestiti cinesi. E già, la gente pensa che tanto meno di così non si può spendere e allora vai con il made in china partenopeo.
A Napoli poi, considerando che dovevamo aspettare un paio d’ore abbiamo deciso di evitare il panino del McDonald della stazione e abbiamo optato per una pizza. Arrivare ad una pizzeria è stato facile, ma nel piccolo tragitto abbiamo trovato di tutto, oltre che le solite bancarelle di indiani e cinesi con cianfrusaglie varie, anche quelle dei napoletani che vendevano nuovissimi Sony Vaio (con mattone annesso) e bancarelle con sigarette di contrabbando, tutto in maniera assolutamente tranquilla.
L’apice dello schifo è stato raggiunto dalla pizzeria che ci ha presentato un conto, di per sè basso, ma con una clausula che mi ha lasciato un po’ perplesso (e incazzato). Oltre al coperto, c’era in fondo al conto un aggiunta da pagare corrispondente al 14% del conto denominato "Spese per il servizio". Nonostante la voglia di farmi lasciare una fattura vera e di andare a denunciare sti ladri, Sonia mi ha fatto desistere, perciò abbiamo ripreso le valigie e siamo ripartiti.
Ora siamo a Roma, domani mi apsetta un trasloco a Teramo. Prima di andare, però, dovrò passare da Villa Borghese e dal Vaticano, tappe che ancora mi mancano della capitale. Vedremo come andrà. Rimane il fatto che mercoledi si torna alla tranquilla vita Torinese, in attesa che arrivi il 28, data di un nuovo incontro con Giuseppe Granieri e Derrick De Kerckhove. Non vedo l’ora di buttarmi a capofitto nel lavoro e nella stesura della tesi.
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