Un gemito di luce si inabbissava dentro di lei.
L’arcano sapere si mostrava in tutta la sua beltà.
Un urlo, la lasciò stesa.
Inarcata presso le membra, assaporava il gusto di un intrepida impresa.
Nonostante le soporifere polveri, cresceva.
Cresceva a tal punto da inabissare le veci di un adulto sconnesso.
Insisteva e ancora dominava le nobili gesta di un aquila che cercava cibo per i propri figli.
Andava veloce e tornava da loro.
Il piacere si diffuse e nonostante tutto
fu un enorme bolla di pece bianca.
Lasciava tutti i problemi dietro di se.
Lasciava tutto il sapere di un eminente vita vissuta all’oscuro di tutti i mali dell’onestà.
Note si diffusero nell’aria.
Discepoli di mug.
Oltretomba arrivo.
Addio, era tutto uno scherzo.
Sudore freddo e lacrime di piacere scendevano dai loro corpi.
Si raffreddò..
Si richiuse.
Per sbocciare in un altro fiore della sua giovinezza.
Ieri una poesia tra le più belle che ho mai letto, oggi una mia, anche se non so se si può chiamare poesia…
Un grazie alle spaventapassere per l’ispirazione.





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