
Sabato è stata una di quelle giornate che non si possono dimenticare facilmente.
Sono stato a Milano a vedere il concerto di
David Gilmour, voce, chitarra e anima dei
Pink Floyd.
A sorpresa, però, sul palco c’erano anche Richard Wright, tastierista del gruppo e Dick Parry, sassofonista storico dei Pink Floyd.
A teatro Arcimboldo ( [GP:teatro_arcimboldo] ) c’erano persone di tutte le età, dai 10 ai 60 e anche oltre, provenienti da tutto il mondo. Addirittura c’era un brasiliano che si sta seguendo tutto il tour fin dalla sua prima tappa.
Non ho scritto del concerto sabato perchè avrei avuto toni troppo esaltati, ma credetemi, non poteva essere diversamente.
Il "vecchietto" ha dato dimostrazione di quello che è ancora capace di fare. Il teatro era bollente, la gente urlava, incitava, ma seguiva attenta e coinvolta. E’ stata un’esperienza unica.
Per favore, non mi venite a dire che questi gruppi devono ritirarsi, che che sono sempre la solita minestra e altre stronzate varie perchè gente come questa, è capace ancora di far esaltare il pubblico, di divertirsi e di diventare una cosa sola con lo strumento, trasmettendo emozioni a non finire. Il concerto di sabato è stato un’esempio.
Siamo rimasti tutti allibiti quando è stato tirato fuori Echoes, il brano storico del Live at Pompei che per poco non ha provocato malori ai fan più affezzionati al vecchio periodo.
Lo spettacolo psichedelico è stato all’altezza della situazione, soprattutto su Time, Echoes, Marooned e Comfotably Numb.
Non posso descrivervi lo spettacolo, non ne sarei all’altezza. Dovevate esserci per capire, e sono sicuro che anche i più scettici si sarebbero ricreduti.
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