Stiamo vivendo un era pionieristica, un periodo transitorio che vedrà la rete internet imporsi come centro di ogni attività umana.
E’ incredibile pensare a come, a differenza dei vecchi media, l’evoluzione di questo sia stata repentina.
La rete sta andando verso una sua maturità, verso l’imposizione dei propri standard. Il New Media per eccellenza sta suprlassando i vecchi, imponendo le proprie abitudini, i propri modi di essere.
Già oggi, molta della popolazione mondiale non riesce a farne a meno, basa il proprio lavoro sulle possibilità offerte dalla rete, sulle caratteristiche di cui essa gode, inavvicinabili dagli Old Media. Da media informativo, Internet si sta sviluppando e sta crescendo come media interattivo, capace di mediare lavori e compiti prima, in alcuni casi, anche impossibili.
La tecnologia intesa in questo senso, riuscirà nel giro di pochi anni a sollevare l’uomo da lavori e compiti prima inimmaginabili, ancor più di quanto non riesca fare oggigiorno.
L’avvento del web 2.0 porterà alla luce la vera essenza della cosiddetta CMC - comunicazione mediata al computer - dando maggior valore al concetto di mediazione tra due o più soggetti umani mediante un artefatto tecnologico, cosa che oggi non è possibile perchè ancora persiste in molti la visione di una rete capace banalmente di offrire informazioni in maniera più performante di qualsiasi altro mezzo.
In una recente intervista Chris Anderson , direttore di Wired ha affermato che "Il computer è internet", riuscendo a dimostrare come un computer senza collegamento ad internet oggi equivalga ad una piantana da soggiorno che banalmente sta lì per prendere polvere. Come dargli torto?. Già questo è un sintomo della rivoluzione prossima ventura a cui dobbiamo iniziare ad abituarci fin d’ora. Quanto ci vorrà prima che qualcun’altro affermi che "internet siamo noi"? In un certo senso è già così, ma fra non molto questo concetto diventerà ancora più evidente. Non avremo più bisogno di computer, di cavi, di schermi per accorgersi della sua presenza, sarà così permeata, spalmata nella nostra esistenza che non ce ne renderemo conto. La useremo mentre facciamo la spesa, mentre camminiamo, mentre interagiamo con un collega, mentre studiamo, mentre siamo in coda al supermercato, in aereo o in pizzeria.
Il web 2.0, 3.0 e successivi saranno il futuro della razza umana, ma anche la fonte di salvezza di una buona fetta del mondo oggi esclusa dal consumismo occidentale, di quella parte del mondo in cui manca quella tecnologia di cui oggi noi "occidentali" non riusciamo a fare a meno, ma che risulterebbe uno strumento di non poca rilevanza per lo sviluppo e la sussistenza di questi paesi.
Il web 2.0 sarà il mezzo che riuscirà a far diventare un pò più trasparente la tecnologia, escludendo la tecnologia inutile ed esaltando l’uomo che la utilizza, l’uomo che interagisce sfruttando le capacità comunicative che possiede per natura grazie ad un’ interfaccia che lui stesso ha creato e quindi per definizione, il più possibile vicino a quelle che sono le sue caratteristiche, le sue peculiarità.
Condivisione, aggregazione, information disorder, folksonomy sono le parole chiave, così come "parola chiave" è allo stesso tempo significante e significato di se stessa, portandoci di fronte ad un mondo in cui le regole del gioco si invertono, dove tutto viene costruito con il peggior ordine possibile o, se volete, con il miglior disordine possibile.





Con i giapponesi che ti inventano questo penso che tra un po’ internet saremo davvero anche noi, in carne e ossa