Solite odiose serate
Non ce la faccio davvero più.
E’ davvero una cosa che non riesco a sopportare. E’ per colpa di tutto questo che sono stato costretto ad abbandonare la mia famiglia e la mia amata città, perdendo il piacere che traggo quando sono a contatto con loro.
Il fatto è che io stesso sono parte integrante di questa vita, ma se pur per tre brevi anni, ho avuto modo di vivere un mondo totalmente diverso da quello che avevo vissuto per tutta la vita.
La cosa mi spaventa.
Per quanto si possa voler bene ad un posto come questo, per quanto si possa osannarlo, lodarlo, desiderarlo, la vita qui è strana, a volte ti si rivolta contro. Nonappena esci leggermente fuori dagli schemi locali, non ti riconosce più nessuno.
Qui la gente vede qualcosa di leggermente diverso dal solito, magari che fa pensare a ricchezza e benessere, fosse anche una banale camicia firmata, e ti considera Dio sceso in terra. Non ne parliamo se al posto di quella camicia c’è una macchina da 100.000 euro.
La cosa mi schifa, e molto.
Si corre dietro a qualcosa che oggettivamente non si può avere e si lasciano per strada le proprie radici, le proprie origini, ciò che a parere mio, rende davvero bella la vita. Qui ci si atteggia, spacciandosi per Dio quando si è con gli amici e poi si torna a casa a fare lite con papà perchè la macchina che ti ha prestato per uscire è andata a riserva.
Forse in ogni parte del mondo cosiddetto civilizzato, scene come queste sono all’ordine del giorno. Bè, voi tutti sappiate che qui la cosa è arrivata a livelli davvero esasperati,
Poi ad un tratto capita che ti svegli e ti rendi conto dello schifo che ti circonda. A quel punto ti inizi a fare qualche domanda.
E le ragazze? non ne parliamo. Come potete pensare che uno possa essere simpatico, possa intraprendere una discussione interessante con chi corre dietro i primi sintomi di benessere, lasciandosi dietro gli amici, il proprio passato, tutto?! Ti passa pure la voglia.
La cosa brutta è che chiunque viva assuefandosi di questa demenza, dell’ ipocrisia permeata su ogni singolo muro di questa città, prima o poi muore, non fisicamente s’intende, muore dentro, non è più in grado di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ciò che è sano da ciò che non lo è.
Mio nonno mi racconta spesso che nonostante la povertà, nonostante il duro lavoro e l’assenza assoluta di quelle che oggi chiamiamo comodità, nonostante una casa fatta di tufo, umida, fredda, piccola ma forzatamente grande per 6 persone, ci si divertiva, semplicemente.
E oggi?
Come dappertutto, qui è più facile trovare qualche grammo di cocaina che una torta gelato a dicembre.
E allora?
Allora andasse fanculo tutto, spero tanto che sti benedetti cinesi ci invadano, ci sottomettano, almeno avremo modo di ricordarci che se vuoi qualcosa nella vita te la devi sudare, e di brutto, la devi smettere con quei ridicoli lamenti e ti devi dare una mossa, fosse anche per iniziare una semplice amicizia, parola il cui senso, a volte, sembra essere stato dimenticato.
Penso di passare la prossima odiosissima festa in sordina, come se niente fosse, in compagnia di qualcuno che forse si avvicina alle mie idee, al mio modo difficile di essere, lontano da mega feste, concerti affollati o discoteche stracolme, cenando tranquillo, gustandomi una partita a carte in cui so già di perdere i 5 euro che metterò in palio e scambiando quattro sincere risate con un gruppo ristretto di amici.
Sembra quasi uno dei miei tanti discorsi con il me adolescente, quello che vuole scappare da un posto che ormai non offre più bei ricordi, ma solo tristi scene fuori dal mio limite di sopportazione.
Eppure ho "solo" 23 anni e sto qui ad incazzarmi con me stesso per come sono, o per come mi hanno fatto diventare, quando forse dovrei cercare il lato positivo delle cose e fregarmene di tutto.
Fattostà che adesso questo lato positivo, non lo riesco proprio a trovare…



… Eppure pensavo che fosse solo Potenza “la cittàdell’apparenza”! Questo tipo di situazioni si riscontrano dappertutto! Ciò che ho maturato in “soli” 3 anni più di te è stato imparare una lezione da questi atteggiamenti: proteggere e coltivare ancor pù fermamente le virtù della genuinità, della semplicità, della sobrietà. Il benessere che c’era paradossalmente in tempi più difficili scaturiva non a caso dai valori e dallo stile di vita. Oggi invece la nostra generazione sta sfruttando male il benessere economico con cui ci hanno cresciuto i nostri genitori. E troveremo non poche difficoltàa generare delle famiglie sane e durature… Insomma Estragon, pur in queste condizioni, chi, come te, matura queste riflessioni, deve con forza e pazienza essere d’esempio. Un giorno “torneràdi moda” la semplicità.
Mio caro
La realta’ attuale e’ piu’ o meno come l’hai descritta tu, e’ vero.
Ma Lagan ha ragione. Bisogna tenere duro.
Se tutti si arrendessero sarebbe la fine.
In questo momento tanti dicono che le cose devono cambiare, ma nessuno o quasi rischia di far qualcosa di nuovo.
Che poi quello che ci servirebbe non e’ nuovo, ma appunto come dice tuo nonno, e’ qualcosa di vecchio, che eravamo in grado di apprezzare e ora non piu’.
Piccoli e semplici valori. Piccole gioie, piccole soddisfazioni, che se ben apprezzate possono diventare grandi come montagne.
Il guaio piu’ grande di questa citta’, scusami l’espressione forte, e’ che tutti vogliono fare i ricchioni, ma con il culo degli altri…
Estragon, innanzi tutto ti auguro un 2006 pieno di soddisfazioni e di creatività.
In secondo luogo vorrei dirti che capisco benissimo come tu ti senta adesso.
Quando tornai a Matera, circa 4 anni fa, avevo la voglia di spaccare il mondo, di portare le mie esperienze e i miei sogni qui, per costruire e creare qualcosa di grande. Poi però ho dovuto sbattere, per forza di cose, con la realtàe non ti nascondo che ho passato due anni in cerca della mia identità, di quelle cose che avrei potuto dare ma che non riuscivo a tirar fuori.
Poi è arrivato il periodo dell’odio incontrastato verso i materani e la loro ottusa mentalitàdell’apparenza, dell’aperitivo al Ginger e della serata discotecara. Però è proprio questo, alla fine, che mi ha dato la forza di reagire: avevo paura di essere diverso e invece ora difendo con i denti il mio modo di essere e di pensare.
Lo sconforto c’è ed è normale e se una ragazza preferisce andare dietro al tipo con la felpa firmata Richmond piuttosto che parlare con te faglielo fare: hai bisogno di lei o è lei ad aver bisogno di aprire gli occhi?
Interrogati e non mollare, mai e poi mai: faresti vincere loro, quelli di cui parli nel tuo post.
…ma siete sicuri che queste cose capitino solo da voi? Forse sono piu’ accentuate, evidenti…ma a volte certi atteggiamenti, purtroppo, sono tristemente diffusi, ovunque……
Tutto il mondo e’ paese.
In questo, la globalizzazione non e’ un vantaggio……
hai ragione, ma quando vivi in un posto in cui tutti si conoscono, tutti hanno da dire, parlare, giudicare su tutti, la cosa, dopo un po’, diventa insopportabile..